martedì 16 marzo 2010
La lontananza sai, è come il vento...
No, ragazzi e ragazze, non fatelo. Vi giuro che, se son stato via, era per una buona causa. Che mi crediate o meno, sto lavorando per voi. E poi ci sono state le cavallette, gli alieni... insomma: lo sapete come vanno queste cose.
Comunque, per riprendere le fila del discorso e illustrarvi lo stato dell'arte, sappiate che il 2011 sarà un anno ricco di novità e sorprese (e mo' che c'entra il 2011? E' appena iniziato il 2010! Eh, comprendo, ma la produzione sarassiana del 2010 si limiterà a J.A.S.T., lo sapete. Mentre per l'anno venturo stiamo preparando degli autentici fuochi d'artificio!). Se tutto andrà come si deve, prenderanno vita quattro progetti nuovi di zecca!
Nessuno dei quattro sarà, ahivoi, il terzo volume della Trilogia Sporca, ma credo che vi divertirete comunque parecchio. Su due dei quattro progetti non posso sbottonarmi troppo (il contratto non ce lo concede), ma vedrò di darvi qualche indizio.
Andiamo con ordine:
1. La prima cosa mia che dovrebbe uscire nel 2011 è uno strano oggetto narrativo che mi vede protagonista insieme a diverse penne talentuose (sì, proprio quelle che piacciono a voi!). Una narrazione corale per raccontare la "possibilità". Lo so, non potrei essere più vago, ma al momento vi tocca accontentarvi...
2. Soldato Regio dovrebbe vedere la luce verso ottobre-novembre. Editore ancora da definirsi, ma intorno al supereroe risorgimentale ribolle del febbrile interesse internazionale. Tra l'altro, visto che siamo in tema, se per caso giovedì 25 marzo siete a Aix-en-Provence, fate un salto alla Salle Mazenaud ,2 bis rue d'italie verso le 20.30. Assisterete alla prima mondiale del reading SOLDATO REGIO - ITALIA ANNO ZERO, ascolteretele mie letture (spero che allora mi sia passata l'influenza, se no le letture le ascolterete con la voce di Rue Paul), la musica di ILMIONOMENONHAIMPORTANZA e potrete ammirare le illustrazioni in edizione limitata del Maestro Rudoni (spaccano di brutto, che ve lo dico a fare...)
3. Terra di Nessuno procede. Siamo a due terzi. Se riesco a lavorci come dico io nei prossimi tre mesi, dovrei finirlo e poi finalmente consegnarlo nelle sapienti mani del mio agente. Si spera che piaccia agli editori tanto quanto piace a me e che veda la luce a metà 2011.
4. L'ultimo progetto, che mi ha visto scomparire letteralmente negli ultimi due mesi, dovrà subire ancora diverse fasi di lavorazione prima di diventare "reale". Fasi in cui io e Daniele Rudoni, che abbiamo lavorato fianco a fianco come i fratelli Derrik di Holly e Benji negli ultimi sessanta giorni (l'influenza me l'ha attaccata lui, tra l'altro...), non abbiamo molta voce in capitolo.
Senza dirvi di che si tratta (davvero non posso), sappiate che sono co-autore di un lavoro per la televisione. Un lavoro prestigioso. E questo vi basti. Come dicevo, se tutto va bene, anche questo vedrà la luce durante il 2011.
E questo è quanto, bella gente.
Ho letto tanto in questo periodo, soprattutto fumetti. Vi butto lì qualche consiglio: comperatevi, non appena uscirà, l'omnibus cartonatissimo di THE LOSERS di Diggle e Jock. E' una bomba atomica. E se poi avete due soldini da spendere e non vi dispiace leggere in inglese, è ucito l'Omnibus del Punitore con le prime storie del nuovo cilo di Frank firmato sua maestà Garth Ennis. Se volete spendere qualcosa meno, ci sono sempre i dodici volumetti di PUNISHER MAX, grandissimo lavoro autoriale del maestro irlandese che porta alla ridefinizione totale del personaggio più violento del panorama Marvel. C'è anche altro di cui vorrei parlarvi, ma il tempo stringe e devo scappare. Ci risentiamo rpesto con dettagliati consigli di lettura, promesso.
Intanto, prima di chiudere, un paio di segnalazioni. Su Affari Italiani è uscita una videointervista in cui Carlo Lucarelli spende belle parole per il mio lavoro, e sull'edizione di alcuni giorni fa del periodico vigevanese LA BARRIERA c'è una mia intervista a firma VINCENZO SGROI.
E' tutto, gente.
Ci sentiamo presto (non è la solita promessa alla marinara. Giuro)
domenica 7 febbraio 2010
The Dog is back in town. Ellroy live in Milan 01.02.10
Io, ovviamente, non me lo sono perso. E ne ho scritto per Milanonera. Il pezzo lo trovate qui.
Qui sotto, invece, alcune foto ricordo dell'evento scattate dalla preziosa Annarita Briganti.
Enjoy, folks...


domenica 17 gennaio 2010
Welcome 2010: cambiamenti epocali, racconti, recensioni, stroncature e segnalazioni varie...
il nuovo anno è partito a spron battuto e porta con sé un bel po' di novità, frizzi e lazzi.
Il vostro scrittore over 100 preferito ha cambiato vita. Dopo cinque anni di onorata carriera, ha abbandonato i panni del Maestro Simone, per diventare, definitivamente, lo scrittore Simone Sarasso. Questa è la versione ridanciana della faccenda e forse non rende giustizia al cambiamento, ma vi assicuro che non è stata una scelta facile. Cinque anni non sono uno scherzo, e il patrimonio umano ed emozionale che il lavoro a scuola si è portato appresso sono importanti. Ma il tempo, come si dice, era maturo, ed occorreva prendere una decisione. Molti nuovi lavori sono comparsi all'orizzonte in questo gennaio di ghiaccio e fuoco e siccome le giornate da 48 ore, ahimé, non le hanno ancora inventate, era ora di cambiamenti. Farewell, dunque, alla vecchia vita, e un benvenuto caloroso a quella nuova.
Il 2010 sarà un anno di sperimentazioni e di intensa scrittura. Per la natura stessa dei nuovi progetti (segretissima!) non posso dirvi granché, ma aspettatevi grandi sorprese. Uno tra i sembianti più importanti del nuovo corso è che la collaborazione tra me e il maestro Daniele Rudoni sarà sempre più stretta ed intensa. Attualmente stiamo lavorando a due progetti rivoluzionari che apriranno nuove prospettive narrative. Sul primo , v'ho detto, non mi posso ancora sbottonare, ma sul secondo qualcosina in più ve loracconto volentieri. Nel 2011 vedrà la luce la nostra seconda graphic novel: si intitolerà Soldato Regio e sarà una vigorosa storia risorgimentale di onore, gloria e super poteri. Indagheremo le origini dello Stato Italiano da un punto di vista fottutamente inusuale.
Il primo assaggio dell'opera è riservato alla Francia (curioso, direte voi, per una storia così profondamente tricolore): il 25, 26 e 27 marzo saremo tra Marsiglia e Aix en Provence, ospiti dell'Università della Provenza, per mettere in scena un reading musicato e illustrato dal titolo Soldato Regio - Italia Anno Zero. Questo spettacolo, con la colonna sonora di Luca Biasetti (Il Mio Nome Non Ha Importanza) sarà la prova generale, il fischio d'inizio della nuova avventura.
Sul fronte italiano, invece, continua il tour invernale di UWS e Settanta: nel prossimo futuro saremo a Sartirana Lomellina (22 gennaio, h.21.00), Torino (30 gennaio, Libreria Therése, C.so Belgio, h. 18.00), Suzzara (Festival Letterario NebbiaGialla, 6 febbraio, h 19.00), Bergamo (13 febbraio, C.S.A. Pacì Paciana), Tortona (7 marzo, Libreria i Girasoli, h.18.00), Dintorni di Verona (9 maggio), Torre Pellice (31 luglio, Festival Letterario Una Torre di Libri).
Per tutte le date, ça va sans dire, seguiranno dettagli all'avvicinarsi dell'evento.
I giornali e il web continuano a parlare delle nostre cose: La Stampa (edizione di Novara) ha di recente dedicato un pezzo alla gloriosa presentazione novarese di UWS (serata straordinaria: settanta persone, gente accalcata fuori dalla libreria... Vero che giocavamo in casa ma, ne converrete, son soddisfazioni...;-)) mentre il sito Manga Forever stronca ferocemente UWS.
Sul blog della traduttrice Cristina Vezzaro, invece, c'è una segnalazione su Confine di Stato. Che, nonostante il peso degli anni, pare faccia ancora la sua porca figura.
Per concludere, sull'ultimo numero di Reset, in libreria in questi giorni, c'è un mio racconto sul mai troppo ampio concetto di italianità: si parla di migrazioni ed eterni ritorni.
Che il 2010 vi sorrida, bella gente. Ci si sente presto. E ci si vede in giro.
venerdì 1 gennaio 2010
Il 2009 in 12 (13...) parole, un botto di chilometri, una sporta di libri e un paio di segnalazioni

Cari amici vicini e lontani,
un altro anno si è chiuso col solito clamore di frizzi, lazzi e cotillons. Dopo le imbarcate di salumi, lenticchie, spumanti et similia, è finalmente tempo di bilanci. Per il vostro scrittore over 100 preferito (con le feste, quel paio di chili che contano mi hanno fatto riguadagnare l'ambito Everest del quintale. Sia resa lode a Cristo!) è stato un anno davvero speciale. Ricco di sorprese, emozioni, viaggi, soddisfazioni, pagine lette e scritte. Se dovessi riassumerlo in un tweet (da pochi giorni sono su twitter ma non ho ancora capito come diavolo funziona...), suonerebbe più o meno così:
Il mio 2009 in 12 (13...) parole: Parigi, cistifellea, Settanta, Irlanda, nonna, Francia, Walter, IMNNHI, UWS, Panissa, nonna (lasciami stare...)
E' stato un anno dai molti chilometri. Il Dirty Trilogy Summer Tour (e una manciata d'altre occasioni) mi hanno portato attraverso mezza Italia e un pezzetto d'Europa. Nello specifico, sono (siamo) stato (stati) a:
Aix En Provence, Marsiglia, Biella, Piacenza, Novara, Torino, Milano, Novara, Galliate, Genova, Milano, Roma, Vercelli, Reggio Emilia, Roma, Milano, Segrate, Dublino, Cork, Bologna, Biella, Segrate, Varese, Torre Pellice, Torino, Ventabren, Marsiglia, Aix En Provence, Carry-Le-Rouet, Salon sur Mer, Saintes-Maries-de-la-Mer, Genova, Trecate, Vittorio Veneto, Candelo, Treviso, Torino, Desana, Milano, Biella, Torino, Milano, Milano, Vercelli, Milano, Torino, Cagliari, Perugia, Soglio, Torre Pellice, Segrate, Cortina D'Ampezzo.
Secondo anobii, ho letto 47 libri, alcuni dei quali straordinari, altri un po' meno. Ve li butto in ordine sparso qui di seguito, come una sorta di wish list natalizia fuori tempo massimo:
Batman - No man's land Vol.1, Davin Grayson, Bob Gale; Con tanta benzina in vena, Warren Ellis; Altai, Wu Ming; Batman - Cataclysm, A.A.V.V.; Parte della soluzione, Ulrich Peltzer; Pulce non c'è, Gaia Rayneri; La tana e il mostro, Mero Assassino; Terrore ad Harlem, Umberto Lenzi; Delitti a Cinecittà, Umberto Lenzi; L'uomo della pianura, Paolo Roversi; United We Stand, Simone Sarasso e Daniele Rudoni (inserisco nell'elenco anche le mie creature dell'anno perché tra bozze e rifiniture, li avrò riletti almeno dieci volte ciascuno. Il che mi pare un dato mediamente significativo...;-)); Donnie Brasco - La mia battaglia contro la mafia americana, Joe Pistone; - La trilogia di Magdeburg - L'eretico, Alan D. Altieri; Costretti a sanguinare, Marco Philopat; Contro il '68, Alessandro Bertante; Armageddon, Alan D. Altieri; Il potere del cane, Don Winslow; Compagni genitori, comunisti immaginari - Diventare grande nonostante il '68, Caterina Duzzi; Noi, Walter Weltroni; La scoperta dell'alba, Walter Veltroni; Senza Patricio, Walter Veltroni; Vedi di non morire, Josh Bazell; Al diavul, Alessandro Bertante; Il sindacato dei poliziotti Yiddish, Michael Chabon; Voi non ci sarete - Cronache dalla fine del mondo, A.A.V.V.; Splendido splendente - Romanzo per Moana, Ivan Guerrerio; Io sono Dio, Giorgio Faletti; Brucia la città, Giuseppe Culicchia; Il bambino che sognava la fine del mondo, Antonio Scurati; Settanta, Simone Sarasso; Educazione siberiana, Nicolai Lilin; Studio illegale, Duchesne; Non vi lascerò orfani, Daria Bignardi; Il giovane sbirro, Gianni Biondillo; Wunderkind, G.L. D'Andrea; L'uomo cannone, Piero Colaprico; New Italian Epic - Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Wu Ming; La notte che Pinelli, Adriano Sofri; Spingendo la notte più in là, Mario Calabresi; Polaroid, Gianluca Mercadante; Navi a perdere, Carlo Lucarelli; L'inverno di Frankie Machine, Don Winslow; Mani nude, Paola Barbato; La città perfetta, Angelo Petrella; Con la faccia di cera, Girolamo De Michele; Italia De Profundis, Giuseppe Genna; Q, Luther Blisset.
Concludo l'anno con due feedback di rimando che mi onorano parecchio:
1. Gaia De Pascale (eccelsa wumingologa ed esperta di letteratura contemporanea) ha scritto una significativa nota sul mio Settanta. L'ha postata su facebook, dove ha scatenato una discreta discussione. Ve la ripropongo qui, di modo da renderla accessibile anche a tutti coloro che sono sprovvisti dell'infernale marchingegno ritrova amici.
2. Proprio i Wu Ming riprendono sul blog di Altai la mia recensione doppia di Q e del loro ultimo nato. Già da queste parti - e su twitter - Wu Ming 1 la commentò in maniera cazzeggiona e piacevolmente salace.
E con questo, gente, direi che ci siamo. Il 2009 lo infiliamo in un cassetto e ci prepariamo ad affrontare il 2010 con animo gentile e bellicoso: a quanto mi è dato sapere in questo giorno zero, sarà un anno ricco di produzioni (ne ho in testa almeno 4, forse 5...), un anno di cambiamenti (traslochi, riassetti professionali, nuove avventure) e, ça va sans dire, di viaggi. Insomma, ci sarà da divertirsi. Statemi bene, figlioli e figliole. E vedete di spassarvela da subito, che il tempo vola!
martedì 22 dicembre 2009
Q e ALTAI: una storia lunga dieci anni
Mere life is not a victory, mere death is not a defeat.
Old Klingon proverb
Volume Uno
Ci sono storie che partono da lontano. E impiegano lustri ad arrivare a destinazione. Ci sono storie che abbisognano di tempo per essere raccontate. Di tempo e di fiato. Ci sono uomini che attraversano le ere, creature mitiche che a ogni passo diventano sempre più leggendarie. Per conoscere fino in fondo il destino di personaggi del genere (per assaporare fino in fondo certe storie) occorre andare a stanarli là dove sono nati.
Dopo dieci anni esatti dalla pubblicazione del loro romanzo d’esordio, arriva in libreria il romanzo che i fan dei Wu Ming aspettano da sempre. E per godersi davvero questo romanzo, gente, non ci sono cazzi: l’unica cosa da fare è andare a riprendere la storia là dove è cominciata. Leggere ALTAI senza aver riletto Q è come mangiare la pizza bianca: squisita, molti ne vanno pazzi, ma porca troia manca davvero qualcosa.
Io negli ultimi due mesi mi sono sparato un giro della morte imbarazzante: al lavoro in settimana, in giro per presentazioni praticamente ogni week-end. Dopo sei settimane senza un giorno di pausa, finalmente mi è piovuto in testa l’8 dicembre. Il ponte immacolato mi ha servito senza riserve quattro giorni di nulla assoluto. 96 ore per tirare il fiato, per ricaricare le batterie. Altai era già uscito da qualche settimana. L’avevo preso subito, non riuscendo nemmeno ad aspettare la copia omaggio che Wu Ming 1 mi aveva fatto spedire, ma fino a quel momento non avevo avuto il coraggio di iniziare. Non mi andava di leggere quel libro in treno, seduto sul cesso, nei ritagli di tempo tra un viaggio e l’altro, tra una campanella a scuola e una mail da spedire.
Quel libro l’avevo atteso troppo.
A un certo punto della mia vita di lettore, parlando coi quattro della band, avevo persino disperato che avrebbe mai visto la luce. Avevano giurato e spergiurato che non avrebbero mai più battuto quelle strade, ma Wu Ming 4, luglio scorso (a Milano, dopo la presentazione di Stella del Mattino), si era lasciato scappare qualcosa: “Stiamo pensando a una narrazione ambientata nel mondo di Q. Per festeggiare i dieci anni dall’uscita del romanzo…”
Mi ero fatto sotto a caccia di particolari, ma lui si era abbottonato: “Vedrai, vedrai…”
Così ho aspettato. Ho ascoltato in anteprima a Torre Pellice – nel mezzo di una sera fresca durante un estate torrida come pochi – le parole di Wu Ming 1. Narravano l’abbrivio, l’incendio dell’Arsenale di Venezia che inaugura ALTAI: con le gondole della Serenissima mi sono acceso anch’io. Ho di nuovo provato quel brivido di due lustri or sono. Quello che ha dato origine a tutto.
Mesi dopo, finalmente, c’erano solo ALTAI e il tempo per leggerlo. Quattro giorni davanti, si diceva. Quattro giorni da poter disporre, finalmente, per la metà del lavoro che mi piace di più: quella in cui le dita non battono sui tasti, ma servono soltanto a sfogliare le pagine. Quattro giorni: il momento ideale per tornare indietro nel tempo. Per andare a stanare il capitano Gert Dal Pozzo là dove tutto ha avuto inizio. Ho ripreso in mano Q: sono ripartito dall’inizio.
L’avventura è stata mirabile. Il supporto cartaceo ha contribuito non poco, va detto. La mia copia del romanzo d’esordio degli allora Luther Blisset è segnata dal tempo e dai chilometri. Acquistata in una libreria di Biella che dista due passi dalla più antica casa del circondario durante una notte di stravizi, mi ha seguito per mezza Europa. Ha assaggiato la rena e il salmastro delle spiagge spagnole ed è stata cotta dal sole portoghese, quello che nasce di fronte all’oceano. Ha cambiato casa insieme a me, è stata testimone della mia nuova vita, ha patito appunti e sottolineature, mi ha ascoltato parlare (malissimo) una lingua che ancora non conosco a due passi dalla frontiera francese, è servita, più di una volta, ad alimentare il fuoco della rivolta. Ha generato idee e scontri, e nottate di chiacchiere sui massimi sistemi. Quello che devo fare, la frase che apre il volume, è quella che da sempre vorrei cucire ad ago e inchiostro sulla pelle.
Insomma, Cristo Santo, quel libro l’ho studiato e amato, regalato e raccontato così tanto che è parte di me, non ci sono cazzi. Rileggerlo (per la quarta? Quinta volta?) pensavo non fosse ancora così emozionante. Mi sbagliavo. Ho viaggiato: sono stato a Wittemberg, a Frankenhausen, a Münster. E poi ancora ad Anversa, a Basilea, a Ferrara, a Venezia. Ho letto senza fiato, per giorni. Ho rincontrato vecchi amici e ottusi nemici. Ho scalpitato al suono degli zoccoli dei lanzi, ho gridato come un matto “OMNIA SUNT COMMUNIA, FIGLI DI CAGNA!!!!”, ho avuto voglia di farmi anabattista, di sputare in faccia ai signori l’odio antico come il mondo. Ho desiderato. Ho desiderato così tanto conoscere il nome dell’Uomo Senza Nomi che, mentre leggevo, ho persino mandato una salva di sms a Wu Ming 1:
Io: Più leggo e più la domanda è un tarlo: lo chiedo a voi, voialtri che siete gli unici a poterlo conoscere se esiste… Qual è il nome di battesimo di Gert Dal Pozzo? Il nome vero, il mai detto…
WM1: Simone
Io: Bugiardo lusinghiero. Comunque, ragazzi, saran passati dieci anni, ma Q è sempre un cazzo nel culo! Tra poco è ora di ALTAI. Due giorni di full immersion…
WM1: Questa recensione di Q la devi mettere testuale su Anobii.
Io: Aggiungerei addirittura un aggettivo: un SOLIDO cazzo nel culo. Anche dopo due lustri.
Sono arrivato a Istanbul ferito, ricolmo di schegge che bruciano anche a dieci anni di distanza. Gonfio del solito orgoglio, della voglia di fare e di raccontare storie adatte al fuoco e alla sera. Sapevo bene come mi sarei sentito, alla fine. Avevo già percorso la pista altre volte. Solo una sensazione mancava all’appello. La peggiore di tutte: la nostalgia. Alla fine di tutti gli altri viaggi, terminate tutte le altre letture, oltre al resto restava l’amaro. L’amaro della storia finita. L’astinenza dall’inchiostro, droga pesante. Questa volta era diverso, questa volta, il viaggio poteva continuare.
È l’8 di dicembre dell’anno di grazia 2009: inizio ALTAI.
Dopo dieci fottuti anni, finalmente saprò come questa maledetta storia va a finire.
Volume Due
L’abbrivio è epico (che te lo dico a fare?): l’incendio dell’Arsenale della Repubblica di Venezia è l’11 settembre del secolo decimo sesto dopo Cristo. Tra le calli, le fiamme e la pece si aggira l’uomo nuovo, Emanuele De Zante. Nuovo perché questa è un’altra storia; c’è scritto ovunque, in rete, che questo non è il seguito di Q. Nuovo, ok, ma questo new guy, questo tizio tutto spocchia e mani pulite, che preferisce far fare il lavoro sporco a uno sguaiato furlano dalle mani pesanti di nome Tavosanis (se solo sapeste chi è il vero Tavosanis…), ha addosso reminiscenze d’un tempo passato. È solo come un cane, e ha un retaggio che pesa come un macigno. De Zante inizia il suo viaggio scappando (lo terminerà combattendo) e punta dritto a Est. Da Venezia a Ragusa, e poi Istanbul. Al luogo del commiato di Q, De zante ci arriva insieme alla neve, ma nella mia testa i colori sono nitidi: se Q è un romanzo gelido come l’acciaio, grigiazzurro come gli occhi del capitano Dal Pozzo, ALTAI è rosso fuoco. E oro. De Zante cambierà nome, ritroverà quelle origini giudee che credeva sepolte sotto ettari di buone intenzioni e tradimenti. Si troverà faccia a faccia col suo peggior nemico: Giuseppe Nasi, a.k.a. João Miquez, vecchia conoscenza veneziana del capitano Gert.
E questo incontro cambierà la sua vita per sempre.
Quello che succede dopo non è cosa da raccontare, perché se no si sciupa la sorpresa a chi il libro non l’ha ancora letto. Basti però sapere al lettore avido al pari del sottoscritto, che in ALTAI non mancano fatti di sangue e d’armi degni delle migliori incursioni lanzichenecche a Frankenhausen (l’assedio di Famagosta e la battaglia di Lepanto vi bastano?), graditi ritorni (sì, diavolo, non preoccupatevi: c’è anche il capitano Dal Pozzo. E dovete vedere che razza di straordinario lavoro ha compiuto il tempo su di lui…), formidabili creazioni (il personaggio di Dana è uno dei migliori dipinti dell’intera pinacoteca wuminghiana). Ma più che tutto, ancora una volta, il quartetto è riuscito a creare una prodigiosa macchina del tempo: lungo le pagine di ALTAI si respira il marcio delle sentine delle galeazze, il sangue rappreso dei ponti in battaglia, l’aroma del cumino misto a quello della seta appena tinta. Ci si riempie l’occhi di Mediterraneo, le orecchie di turco, giudesmo e pugliese. Ci s’incanta a immaginare miglia su miglia e città e donne, razze, diversità.
Uno stendardo biforcuto, azzurro come il ghiaccio, rosso e oro come il luogo dove sorge il sole. Ecco che cos’è per me questa storia: dieci anni e due libri in un’immagine sola. Oriente e Occidente, maschio e femmina, figlio e padre. Non c’è ALTAI senza Q. Tenetelo a mente, se volete goderne fino in fondo.
Sei anni fa, quando uscì Kill Bill, andai al cinema a vedere il Volume 1 e ne restai semplicemente estasiato. Quando annunciarono l’uscita del Volume 2, affittai il dvd del primo e lo guardai una mezz’oretta prima di fiondarmi al cinema. Uscii da quella sala imbevuto di soddisfazione. Le due parti del capolavoro di Tarantino sono inscindibili. La storia è una: poco importa se occorrono mesi per ascoltarla tutta.
Ricordatevene, prima d’imbracciare ALTAI: le storie migliori partono da lontano.
P.S.
Se ancora vi steste chiedendo che cavolo c’entra la citazione Klingon coi due romanzi, provate a rileggerla dopo le mille pagine del corpus e vedete l’effetto che fa…
lunedì 23 novembre 2009
La panissa più densa del mondo e la Perugia dei sogni neri. Racconti di viaggio con dentro una fetta di Sarassone
Una volta rispondevo alle mail.
Una volta.
Una volta era tutto un po' più tranquillo (e più noioso, diciamocelo...;-)
Adesso c'è così tanto da fare che a malapena mi ricordo di dar da mangiare al gatto (povera Matilda!). Grazie a Dio, però, ci sono un sacco di amici che si prendono la briga di annotare cosa capita nei luoghi dove, settimana dopo settimana, mi trovo a essere ospite.
Quindi, se vi siete persi la straordinaria panissata monferrina di sabato o la gustosa ospitalità perugina di UMBRIALIBRINOIR, spizzicate pure qui di seguito.
Il ricco menu prevede:
Primo: un paio d'impressioni firmate direttamente dal padrone di casa - nonché sommo organizzatore dell'evento di Soglio - Davide Ruffinengo:
Da queste parti si parla ancora di uno scrittore vercellese arrivato da novara a conquistare il piccolo paese dai tanti lettori.
Sembra abbia ordinato un succo di frutta, appena arrivato,
per poi cambiare idea e sorseggiare un più consono Campari.
Dopo poco lo si poteva vedere al tavolo di una casetta, con la stufa accesa, a tagliare cipolla e lardo, "fondo" essenziale per la Panissa.
Dopo cena però le risate sono diventate silenzio; Sarasso inizia a raccontare perchè scrive, cosa dicono le sue storie.
Simone scrive per costruire una memoria, affinchè non si dimentichino le stragi accadute in Italia nell'ultima porzione di secolo, stragi senza colpevoli perseguibili, fatti che infangano le famiglie delle vittime ( costrette a pagarsi, inoltre, le spese processuali ).
Sarasso narra storie che a scuola non si studiano, che rappresentano la storia recente di una nazione che non è mai stata innocente.
Confine di stato - Settanta - United We Stand ( Marsilio )
Ecco che l'indignazione ha gelato la pelle del pubblico; i 36 anni del processo per la strage di Piazza Fontana sono un esempio, solo un iceberg che spunta.
Grazie Simone: per la Panissa, le risate, la riflessione, l'indignazione, la rabbia, il confronto e la volontà di scrivere per non dimenticare.
E Grazie a chi ha partecipato, con autenticità e passione, macinando km nella nebbia. Grazie davvero.
Secondo: ricordi di Pasquale Guerra, Deus Ex Machina di UmbriaLibriNoir:
Se vi capita, andate su www.cristinazagaria.com, il sito della scrittrice ricordata da Sara nella sua mail. Cristina è una giornalista di Repubblica e lavora nella redazione di Napoli.
Da anni si occupa di cronaca soprattutto quella legata agli ambienti malavitosi. Noi l'abbiamo premiata per L'OSSO DI DIO, edizione Flaccovio, un libro nato dopo aver conosciuto Angela Dunato, una donna calabrese il cui figlio era stato rapito dalla 'ndrangheta e scomparso poi nel nulla. Una storia vera, come autentica quella narrata in PERCHE' NO, l'ultimo e piccolo romanzo o racconto lungo: a Napoli, nel gennaio del 2009, due bambini di quinta elementare decidono di rapinare la loro giovane maestra per una misera somma.
Con Cristina siamo stati insieme per più di dodici ore: ritrovarsi a tavola con gli scrittori, chiaccherare tra un piatto di lasagne al tartufo e un Rosso di Montefalco mentre si attende lo sformato di pere caramellate e il vin Santo(forse un Sagrantino) non è esperienza di tutti i giorni ed ha certamente il suo fascino. Convenite?
Con noi c'erano anche Simone Sarasso (anche lui ha un sito: www.confinedistato.it) e sua moglie Mary, sompaticissima come lui (per Simone dovrebbero esprimersi le donne: che ne pensi, Sara?): se non avete ancora letto CONFINE DI STATO, edito da Marsilio, non avete più scampo!!! Dovete correre in libreria e leggere queste pagine per ricordare i fatti di casa nostra, quelle trame nere che ancora oggi risuonano inspiegabilmente sinistre... E, dopo, SETTANTA, sempre edito da Marsilio: dopo Piazza FOntana l'Italia è andata sempre più a picco. Non sono pagine angoscianti: Simone riesce ad elaborare delle storie dove la forza del romanzo incanta e ci tieni avvinti sino all'ultima pagina. Perché comprare un semplice "giallo" quando puoi leggere un prodotto di più alto profilo?
Poi, come per tutte le manifestazioni, si corre alla stazione per non perdere la coincidenza o ci si avvia silenziosi verso l'autostrda per macinare quei 300 o 400 km...
Massimo Mongai, altro scrittore di "gialli", intervenuto sabato pomeriggio ma presente a tutti gli altri eventi, compresi pranzi e cene, tornerebbe volentieri a Perugia soltanto per ri-assaporare quel piatto di lasagne al tartufo (ci han fatto notare che non c'è stato solo il Bis, per Mongai: se trovate una sua foto in giro, capirete tutto) e quell'agnello farcito e quel.... Basta, altrimenti dovreno provvedere ad inviarvi BONUS per un soggiorno a Perugia in tempi brevi.
Naturalmente stavo dimenticando altre importanti donne: di SARA conoscete ormai le sue virtù eroiche, mentre dovreste vedere Alessandra che di cognome fa Bucchèri, siciliana DOC trapiantata a Roma, ottima padrona di casa a Perugia, gran sorriso come la modenese di cui sopra. Andate a cercare il suo BLOG "angolo nero" e leggete il suo (lo firma con altri due) DAG Dizionario Atipico del Giallo, in uscita alla sua seconda edizione tra pochissimi giorni)...
Ciao e a presto
pas
Dessert: la cronaca dei giorni perugini della regina del noir Alessandra Buccheri (a.k.a. Angolo Nero)
Buon appetito... ehm... Buona lettura!
domenica 22 novembre 2009
Walter Siti su FRAMMENTI e una recensione di UWS sul CORRIERE DI NOVARA
Di palo in frasca: su NOVARA OGGI del 13 novembre scorso era apparsa una lusinghiera recensione del nostro UWS. Ve la posto qui.
Per finire: notizie dal mondo reale. Sono appena tornato dallo straordinario week end monferrino a base di libri e panissa e devo dire che la prestazione è stata da antologia. 50 persone (ma forse persino qualcuna in più...) e fiumi di divertimento! Grazie a Davide che ha organizzato (insieme a Davide) la serata e a tutti coloro che sono intervenuti. Toccherà replicare presto!