martedì 16 marzo 2010
La lontananza sai, è come il vento...
No, ragazzi e ragazze, non fatelo. Vi giuro che, se son stato via, era per una buona causa. Che mi crediate o meno, sto lavorando per voi. E poi ci sono state le cavallette, gli alieni... insomma: lo sapete come vanno queste cose.
Comunque, per riprendere le fila del discorso e illustrarvi lo stato dell'arte, sappiate che il 2011 sarà un anno ricco di novità e sorprese (e mo' che c'entra il 2011? E' appena iniziato il 2010! Eh, comprendo, ma la produzione sarassiana del 2010 si limiterà a J.A.S.T., lo sapete. Mentre per l'anno venturo stiamo preparando degli autentici fuochi d'artificio!). Se tutto andrà come si deve, prenderanno vita quattro progetti nuovi di zecca!
Nessuno dei quattro sarà, ahivoi, il terzo volume della Trilogia Sporca, ma credo che vi divertirete comunque parecchio. Su due dei quattro progetti non posso sbottonarmi troppo (il contratto non ce lo concede), ma vedrò di darvi qualche indizio.
Andiamo con ordine:
1. La prima cosa mia che dovrebbe uscire nel 2011 è uno strano oggetto narrativo che mi vede protagonista insieme a diverse penne talentuose (sì, proprio quelle che piacciono a voi!). Una narrazione corale per raccontare la "possibilità". Lo so, non potrei essere più vago, ma al momento vi tocca accontentarvi...
2. Soldato Regio dovrebbe vedere la luce verso ottobre-novembre. Editore ancora da definirsi, ma intorno al supereroe risorgimentale ribolle del febbrile interesse internazionale. Tra l'altro, visto che siamo in tema, se per caso giovedì 25 marzo siete a Aix-en-Provence, fate un salto alla Salle Mazenaud ,2 bis rue d'italie verso le 20.30. Assisterete alla prima mondiale del reading SOLDATO REGIO - ITALIA ANNO ZERO, ascolteretele mie letture (spero che allora mi sia passata l'influenza, se no le letture le ascolterete con la voce di Rue Paul), la musica di ILMIONOMENONHAIMPORTANZA e potrete ammirare le illustrazioni in edizione limitata del Maestro Rudoni (spaccano di brutto, che ve lo dico a fare...)
3. Terra di Nessuno procede. Siamo a due terzi. Se riesco a lavorci come dico io nei prossimi tre mesi, dovrei finirlo e poi finalmente consegnarlo nelle sapienti mani del mio agente. Si spera che piaccia agli editori tanto quanto piace a me e che veda la luce a metà 2011.
4. L'ultimo progetto, che mi ha visto scomparire letteralmente negli ultimi due mesi, dovrà subire ancora diverse fasi di lavorazione prima di diventare "reale". Fasi in cui io e Daniele Rudoni, che abbiamo lavorato fianco a fianco come i fratelli Derrik di Holly e Benji negli ultimi sessanta giorni (l'influenza me l'ha attaccata lui, tra l'altro...), non abbiamo molta voce in capitolo.
Senza dirvi di che si tratta (davvero non posso), sappiate che sono co-autore di un lavoro per la televisione. Un lavoro prestigioso. E questo vi basti. Come dicevo, se tutto va bene, anche questo vedrà la luce durante il 2011.
E questo è quanto, bella gente.
Ho letto tanto in questo periodo, soprattutto fumetti. Vi butto lì qualche consiglio: comperatevi, non appena uscirà, l'omnibus cartonatissimo di THE LOSERS di Diggle e Jock. E' una bomba atomica. E se poi avete due soldini da spendere e non vi dispiace leggere in inglese, è ucito l'Omnibus del Punitore con le prime storie del nuovo cilo di Frank firmato sua maestà Garth Ennis. Se volete spendere qualcosa meno, ci sono sempre i dodici volumetti di PUNISHER MAX, grandissimo lavoro autoriale del maestro irlandese che porta alla ridefinizione totale del personaggio più violento del panorama Marvel. C'è anche altro di cui vorrei parlarvi, ma il tempo stringe e devo scappare. Ci risentiamo rpesto con dettagliati consigli di lettura, promesso.
Intanto, prima di chiudere, un paio di segnalazioni. Su Affari Italiani è uscita una videointervista in cui Carlo Lucarelli spende belle parole per il mio lavoro, e sull'edizione di alcuni giorni fa del periodico vigevanese LA BARRIERA c'è una mia intervista a firma VINCENZO SGROI.
E' tutto, gente.
Ci sentiamo presto (non è la solita promessa alla marinara. Giuro)
domenica 2 agosto 2009
Chiuso per ferie, si riapre a settembre
è tempo di tirare giù la serranda. Il blog del Sarassone chiude per tutto agosto e il suddetto Sarassone (rasato di fresco e simile nel sambiante a Walter del Grande Lebowski) se ne va oltralpe a trascorrere una piacevole vacanzuola in compagnia della propria mogliettina e di alcuni amici (tra cui Alessandro Bertante e gli altri due terzi della Pig Productions, che te lo dico a fare...).
La mia idea di vacanza, lo sapete, è piuttosto tradizionale: ombrellone, birra e libri. La sera cena, vino e nanna. Spero di scampare le mille gite culturali che già sento aleggiare nell'aria (mia moglie sta redigendo una dettalgiatissima piantina della Provenza munita di punti d'interesse...) e di trovare il tempo per scribacchiare qualcosa. Il nuovo romanzo (che non è il terzo della trilogia) è a buon punto (ho già scritto una quarantina di pagine) e non sarebbe male rimpinguarlo ulteriormente. In più, approfittando della presenza della Pig al completo, si lavorerà a Ruby Soho senza sosta, c'è da giurarci.
Sempre in tema di produzione, vi comunico con un certo orgoglio che la versione MARSILIO di UWS, che sarà in libreria ad ottobre, è pronta. Io e il mio socio Rudoni ci siamo fatti in quattro e il risultato è notevole. Chi proprio non ce la fa ad aspettare ottobre può accaparrarsi il sesto numero, LA FINE DELLA STRADA. cliccando l'apposito banner qua sopra.
Detto questo, detto tutto. In regalo vi lascio un paio di puntate di Zingaro: racconto dettagliato del viaggio più lungo dell'anno.
Buone ferie, bella gente. Spassatevela, mi raccomando.
Terza fermata: MILANO – 20.06.09
Un paio d’anni fa il mio amico Paolo Roversi ha avuto un’idea della Madonna: organizzare una maxi bevuta collettiva con scrittori e pubblico. Detta così, suona come una ciucca di gruppo senza senso, ma in realtà il Milano in Bionda è un simpatico evento letterario sponsorizzato dalla Menabrea che ha luogo alla Libreria Del Corso. La trovata è straordinaria: ogni autore (e sono tanti) ha cinque minuti cinque per parlare del proprio libro e bersi una bionda ghiacciata; alle sue capacità dialettiche (e bibitorie) è affidato il proprio successo.
Io e la mia signora arriviamo sui navigli prestino, e ci facciamo un Negroni tanto per fare il fondo. Nonostante il caldo dei giorni precedenti, il tempo è piuttosto inclemente e minaccia pioggia.
Per cui, non appena avvistiamo le prime gocce, ci diamo una mossa e c’intrufoliamo in libreria.
L’atmosfera è calda e amicale: sulla soglia vedo Paolo Franchini con cui scambio subito un paio di battute festose. Nel frattempo arrivano due autentici pezzi da novanta: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.
Mi avvicino e stringo come si deve la mano di mr. Armageddon, il Professionista, invece, mi smazza un paio di libri giusti (mi mancavano giusto i primi due volumi della saga di MONTECRISTO: li baratto con un’edizione vintage di CONFINE DI STATO e un TURKEMAR d’annata). Saluto il padrone di casa, l’amico Francesco Gallone e conosco finalmente di persona Matteo Di Giulio. Intanto arriva pure Alessandro Bertante ed è subito tempo di chiacchiera. Pronti via, la serata decolla: apre Altieri e poi via via è tutto un susseguirsi di buone penne (e ottime birre) sul palco. Ci sono anche la mia amica Annarita e il suo fidanzato Paolo Bianchi, oltre che Fabio e Dani (venuti apposta da quel di Vercelli), per cui l’attesa per andare in scena è stemperata come si deve…
Io e il buon Roversi andiamo su per ultimi, chiudendo la mirabile kermesse a colpi di salate facezie e mossette degne di Keaton (Buster, non Michael): ossia, facciamo i cazzoni finché il tempo a nostra disposizione non è scaduto…;-)
A fine serata piove che Dio la manda, per cui c’è tempo solo per saluti vari, abbracci, promesse di rivedersi presto.
Vero campione della serata: Andrea G. Pinketts, che in fatto di libri e birra non ha niente da farsi insegnare da nessuno.
Quarta fermata: SEGRATE (MI) – 22.06.09
L’appuntamento è per le otto e qualcosa al Magnolia, straordinario locale al parco dell’Idroscalo da cui sono passati tutti, ma proprio tutti i gruppi più cazzuti. L’appuntamento è con un paio di Alessandri: Beretta e Bertante. L’occasione è ghiotta: stasera presenteremo l’antologia VOI NON CI SARETE, curata dal Bert ed edita da Agenzia X.
L’appuntamento è tra cinque minuti e io sono perduto in autostrada.
Anzi no, in tangenziale. Sì, perché il mio navigatore ha un’idea precisa di dove sia il Magnolia: purtroppo per il sottoscritto, si tratta di un’idea assolutamente sbagliata. Ecco che risuona la vocina: “ARRIVO A DESTINAZIONE!” e io mi trovo a parcheggiare accanto ad un locale fuori dal quale torreggia l’insegna: “BEACH SOMBRERO”, o qualcosa del genere…
Allora chiamo gli Alessandri, adocchio cartelli, seguo delle auto, finché non imbrocco la strada giusta.
A una rotonda, finalmente, vedo l’indicazione.
Arrivo proprio nel momento in cui arrivano i miei soci.
Parcheggiamo, scendiamo, guadagniamo l’ingresso.
Ad accoglierci c’è Stefano, straordinario padrone di casa. Ci rifornisce di pizza e birra, ci mettiamo a sedere sulle panche e ci godiamo il fresco.
Alla terza bionda il fresco non è più un problema e cominciamo a congetturare se sia stata una buona idea organizzare una presentazione di un’antologia di un piccolo editore di lunedì sera…
Ci ricrediamo ben presto: giusto il tempo che arrivi Andrea Scarabelli (un altro autore della ballotta antologica), che Elia Billoni scaldi l’atmosfera con i grandi successi dell’indimenticato Dino Fumaretto, e il Magnolia si riempie di gente.
Cinquanta, sessanta persone, come ridere.
Non è facile tenere botta dopo il maestro Billoni, ma ci proviamo. Parte Ale Bertante, cazzuto e sintetico come sempre. Poi è il mio turno: leggo in napoletano della peste oltre il Muro. Il pubblico se la spassa.
Dopo di me Andrea parla di mutui antichi e sogni infranti, mentre l’ottimo Beretta spacca tutto raccontando dei fattoni felpabianca nella Milano del futuro tritata dalla guerra delle multinazionali.
Applauso finale: ce l’abbiamo fatta…
Ancora una birretta, due chiacchiere con Igor (arrivato nel frattempo), un saluto a Ste e via verso casa. Prima delle due sono nel paglione. Bella serata, straordinaria davvero. Non vedo l’ora che sia il 13 di luglio: sarò di nuovo da queste parti per SETTANTA…
mercoledì 1 aprile 2009
La Franza è sempre la Franza

Eccomi qua, gentili lettori, pesantemente affaticato dalla tre giorni oltralpe ma molto soddisfatto.
Questa volta non vi servirò il consueto reportage extra-large perchè mi piacerebbe, prima o poi, raccontare diffusamente quello che è successo per esteso su carta stampata. Tra quelle pagine, presumibilmente, troverete anche gli interventi accademici.
Mi sembra in ogni caso doveroso fermare alcuni punti fissi:
1) Claudio Milanesi e sua moglie Chiara sono persone meravigliose.
2) Anche gli impiegati di Car Glass in terra straniera sono persone meravigliose (non mi hanno chiesto una lira e han riparato il danno. E meno male, perchè viaggiare per chilometri a finestrino giù non è un granchè salutare; per maggiori dettagli, chiedete a Wu Ming 1...)
3) Il pubblico italo-francese è semplicemente straordinario.
4) Anche la cucina non è niente male.
5) Di fronte a un sacco di gente, microfono alla mano, i Nuovi Epici Italiani fanno la loro figura.
6) Intorno al tavolo, bottiglia alla mano, i Nuovi Epici Italiani possono generare orribili mostri bicefali.
7) Ci fosse stato più sole, avrei preferito.
8) E' stato un immenso piacere incontrare di nuovo vecchi amici che non vedevo da un anno.
Insomma: grazie Claudio, grazie Chiara. Grazie all'Università della Provenza e all'Istituto di Cultura Italiana di Marsiglia. E anche all'associazione studentesca Trinacria, che ci ha trattati come pascià.
Tre giorni da antologia.
Qualche foto circola già su Faccia Bocca. Ne arriveranno presto altre.
sabato 28 marzo 2009
La Franza occupata, il NIE e l'intervista per LIquida
Signori, ci siamo.
In casa Sarasso si scaldano i motori perchè domani alle undici e qualcosa si parte per la terra di quelli che perdono i mondiali. La valigia è ancora da fare, un blocco della rete di quarantotto ore (io amo Fastweb...) mi ha seppellito di mail da evadere, ma i due interventi li ho scritti e son pronto a partire.
Oltralpe parlerò di ucronia, di apocalisse e della mitologica BATTAGLIA DEL ROCK ISLAND (sì, proprio quello di Rimini, in fondo al molo). C'è da fare il peno alla macchina, da mettere in carica la videocamera, ma mi sento (finalmente, dopo una scatola di antibiotici) abbastanza bene e sono scatenato.
Sì, perchè lunedì ci attenderà una sorpresa: l'Università in cui dovremo tenere la conferenza sul NEW ITALIAN EPIC (insieme a me WU MING 1, ALESSANDRO BERTANTE, GIANNI BIONDILLO e ANTONIO SCURATI. E, in qualità di biografo dell'evento, il mio amico STEFANO BODA), l'Università della Provenza di Aix, è occupata da circa un mese e mezzo. Ci son le barricate: la gente dentro e gli sbirri fuori, proprio come una volta.
Be', la nostra intenzione è di varcare le barricate, entrare a dire la nostra e dare sostegno agli studenti in rivolta contro le riforme e i tagli del marito di Carla Bruni.
Vi farò sapere come andrà.
Molta attesa, dunque, per l'evento, che si snoderà in altri due appuntamenti: lunedì sera saremo ospiti di un'associazione studentesca siciliana, e martedì pomeriggio all'Istituto di Cultura Italiana a Marsiglia.
Tutti i dettagli e il programma completo qui (nota: la versione del programma è quella per gli addetti ai lavori. Ecco perchè sono indicati pranzi e cene che, ovviamente, non sono aperte al pubblico. Lo dico, anche se pare ovvio, perchè non vorrei trovarmi di fronte a orde di connazionali affamati, sventolanti il volantino stampato a getto d'inchiostro e reclamanti laute libagioni. Le laute libagioni ce le spazzoliamo io e Biondillo, chiaro? ;-))
Insomma, una tre giorni che si preannuncia molto divertente e una voglia di partire che lasciami stare.
Dell'evento si parla un po' ovunque, dal sito dei Wu Ming a Wikipedia (italiana e francese).
Se capitate da quelle parti, passate a trovarci.
Prima di chiudere, una segnalazione. Il prestigioso sito LIQUIDA ha scelto questo blog per la qualità (ma davero?) dei suoi contenuti, ha fatto un'intervista al sottoscritto e l'ha pubblicata qui. Colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff di Liquida per l'attenzione.
Ci si sente quando torno.
State bene.
mercoledì 25 febbraio 2009
Qualcosa che ho letto, che ho visto, che ho fatto e che farò
Siore e siori, perdonate la latitanza. Periodo come sempre tempestoso che però sembra volgere – finalmente – al sereno. SETTANTA è prossimo alle bozze e se tutto va come deve, sarà in libreria a fine maggio. Se non ci sono repentini cambi di rotta dovrei presentarlo in anteprima a OFFICINA ITALIA (non è ancora online il calendario dell'edizione 2009), a Milano.
Per il SALONE DEL LIBRO, invece, dovrebbe essere pronta un’altra chicca: ho partecipato, con il racconto TERRA DI NESSUNO, a un’antologia apocalittica curata da Alessandro Bertante che sarà sugli scaffali proprio a inizio maggio. Il titolo dell’antologia non è ancora certo ma ve lo comunicherò al più presto. L’editore è AGENZIA X.
A luglio CONFINE DI STATO dovrebbe uscire in edizione Mondadori. Un singolare one-shot nella prestigiosa collana SUPER SEGRETISSIMO. Annuncio la cosa con la lacrimuccia, dal momento che quella particolare collana ha sempre avuto un significato importante per la mia famiglia: il mio papà era un collezionista sfegatato di SEGRETISSIMO, SUPER SEGRETISSIMO e S.A.S. e mi ha lasciato in eredità casse e casse di quei volumi. Se fosse qui, vedendo il mio nome stampato sulla copertina del suo libro preferito, probabilmente si commuoverebbe. Spero che la notizia gli arrivi là dove sta ora.
Tra marzo e giugno parteciperò a tre eventi davvero speciali, che ho il piacere di segnalare fin d’ora.
Il 18 marzo, alle ore 17.30, sarò a Brescia (all'Auditorium della Camera di Commercio, in Via Einaudi 23) ospite della rassegna A QUALCUNO PIACE GIALLO. L’occasione sarà particolarmente festosa perché ci saranno un sacco di amici e colleghi che negli ultimi tempi ho incrociato di rado. Tanto per fare qualche nome: GIUSEPPE GENNA, KAI ZEN, PATRICK FOGLI, SERGIO ALTIERI.
A fine marzo, invece – e per la precisione il 30 e il 31 – prenderò parte a un convegno particolarmente interessante. La carovana del NEW ITALIAN EPIC approda in Francia – per la precisione a Marsiglia e Aix en Provence – grazie all’Istituto di Cultura Italiana, all’Università della Provenza ma soprattutto a quel geniaccio del professor Claudio Milanesi. A tenere banco in due eventi straordinari un vero e proprio parterre de roi: ALESSANDRO BERTANTE, GIANNI BIONDILLO, ANTONIO SCURATI, WU MING 1. In mezzo a questo popò di nomoni, anche il vostro scrittore over 100 preferito.
In giugno, infine – data ancora da definirsi – sarò a Cork, ospite dell’UCC, l’UNIVERSITY COLLEGE CORK nell’ambito del convegno Con(tra)vention: Crime and the Boundaries of Genre.
Fine delle comunicazioni di servizio.
Veniamo ora a quello che ho letto e visto in questo periodo.
Anobii mi ricorda che, dall’inizio dell’anno, ho già divorato otto libri. Dato impressionante, dal momento che di solito sono piuttosto lento nello sfogliare. Merito dell’infilata senza precedenti di titoli che mi è capitata tra le mani.
In particolare, sono particolarmente entusiasta della collana VERDENERO. Ne ho seguito, come molti appassionati del genere, l’evoluzione da quando ha aperto i battenti, ma fino ad ora non avevo avuto occasione di gustarmi che qualche pagina. Ho rimediato, bevendomi d’un fiato quattro titoli.
Quattro stupende sorprese:
CON LA FACCIA DI CERA di Girolamo De Michele è un libro veramente poderoso. Sullo sfondo di una Ferrara maltrattata dai veleni e dalle brutture del Palio, si muovono fantasmi di una delicatezza e di uno spessore davvero unici. La trama avvince e convince; la scrittura di Girolamo, come sempre, è di razza.
L’UOMO CANNONE, di Piero Colaprico, ha come protagonista l’ispettore Bagni, già noto ai lettori per la partecipazione all’opera che valse a Colaprico il prestigioso Premio Scerbanenco, LA TRILOGIA DELLA CITTÀ DI M. Il romanzo corre veloce, i personaggi sono ben costruiti e il doppiofondo è davvero inquietante: scorie nucleari abbandonate a se stesse, nel mar mediterraneo, da navi fantasma, con la complicità di governi conniventi.
Le stesse “navi dei veleni” sono le protagoniste di NAVI A PERDERE, uno dei romanzi più belli di Carlo Lucarelli: una torbida inchiesta redatta con la precisione e la professionalità delle puntate di Blu Notte e con lo stile unico del maestro del giallo.
BESTIE, di Sandrone Dazieri, il romanzo che ha inaugurato la collana, l’ho appena iniziato, ma promette davvero bene.
Tutti e quattro consigliatissimi.
Nel frattempo io continuo a riempire i buchi nella mia libreria (mia moglie mi ha appena regalato SEQUENZE DI MEMORIA di Macchiavelli) e credo che acquisterò in blocco l’intera collana di qui a poco.
Ultima lettura del momento (se escludiamo la rilettura de IL GIOVANE SBIRRO di Biondillo, testo davvero straordinario) è WUNDERKIND, di D’ANDREA G.L.
Wunderkind è un fantasy metropolitano con forti concessioni all’horror. È il genere di libro che, sulla carta, non dovrei filare di pezza, dati i miei gusti. E invece me lo sto davvero godendo.
Ho intenzione di scriverne diffusamente su Carmilla non appena l’avrò terminato.
In conclusione, un breve cenno audiovisivo.
Di mio non sono un grande fan delle produzioni del Sol Levante, specie quelle animate. Ma, complici un sacco di amici appassionati del genere, di quando in quando cedo e mi sparo qualche OAV. Da molto tempo, nella mia cricca, non si faceva altro che parlare di DEATH NOTE. Ho voluto togliermi lo sfizio e a malincuore devo dire che ne sono rimasto pesantemente deluso. Azione ridotta allo zero, protagonista cervellotico e saccente, antagonista buffonesco. Trame troppo preoccupate di spiegare tutto, nei minimi dettagli.
Insomma, non mi è piaciuto. Credo che dipenda dalla poca familiarità col genere, dato che la serie ha avuto un successo planetario. In ogni modo, mi sono bloccato a metà e non credo proseguirò.
Altra grande delusione THE SPIRIT, l’ultima fatica di Mastro Miller sulle storie di Eisner. Qui è proprio il caso di dire: talento sprecato. Estetica straordinaria per una storia che sa di poco, con dialoghi che rasentano l’assurdo. Per rigore storico sono andato a rispogliarmi Eisner e ho malauguratamente dedotto che la colpa non è sua. Considerando che scrisse quelle storie tra il 1940 e il 1952, mise in pagina un vero capolavoro. Che Miller ha dilaniato.
Mi spiace assai, perché sapete che ho una stima infinita nei confronti dell’autore di 300.
Chiudo con l’unica piacevole sorpresa di questo periodo. Si chiama HELLSING ed è una serie animata (giapponese) di ambientazione vampiresca. Molta violenza, molta volgarità, un sacco di nazisploitation. L’ideale per prepararsi al capolavoro di mr. Tarantino.
Signori miei, buona visione. E buona lettura.
mercoledì 7 gennaio 2009
Il ritorno dello Yeti (francese e malaticcio)
Dunque, niente rientro a scuola per il Sarassone. Che poi, a dirla tutta, anche se avessi voluto sarebbe stata dura: scuole chiuse in tutta la città causa emergenza maltempo.
Insomma, inizio d'anno travagliato, che fa pendant con una fine 2008 faticosa ma al contempo sfiziosa assaje.
Io e la mia dolce metà abbiamo trascorso un Capodanno straordinario. Inaspettato, piuttosto impegantivo dal punto di vista fisico, ma assolutamente strepitoso.
E pensare che il programma era di starsene tappati in casa con due coppie d'amici. Sul più bello, però, gli amici ci danno buca; io e mia moglie ci guardiamo sconsolati (dura un attimo, forse meno) e decidiamo in un nanosecondo: "Parigi?", dice lei. "Parigi!", faccio io, che oltre tutto la capitale della Franza non l'ho mai vista e mi farebbe pure piacere dare un'occhiata alla Tour da vicino...
Detto fatto: è il 29 sera (
alle sette, più o meno) e Mary s'indaffara per trovare un hotel. Lo scova, lo prenota, e a quel punto si catapulta in stazione ad accaparrarsi il treno.Il simpatico capostazione quasi le ride in faccia: "Non lo sa, signora, che i treni per Parigi son tutti prenotati da novembre?"
La signora non la sa, ok. Ma il tono del capostazione meriterebbe un calcio nel sedere.
Mia moglie è una donna dalle mille risorse: non si scompone.
S'infila nella più vicina agenzia di viaggi e riesce a recuperare due voli andata e ritorno da Malpensa. A un prezzo, ovviamente, spropositato (mo' mica è tutto semplice... voi annà a Parigi e decide ventiquattrore prima de capodanno? Embè, fijo mio, te tocca pagà...).
Lady Sarassone torna a casa vittoriosa, io vacillo un minutino per la cifra appena spesa e poi via, a preparar valigie!
Un giorno di pausa per sistemare le incombenze (nutrimento per il gatto, acqua per le piante, etc. etc.) e partiamo. Lasciamo Novara la gelida mattina del 31, all'alba. Alle 6.30 siamo già sul piazzale dell'autostazione in attesa della navetta per Malpensa. Arriviamo con un anticipo mostruoso, checkiniamo in fretta e passiamo due ore a sonnecchiare in attesa dell'imbarco.
Volo sereno (e brevissimo), atterraggio morbido. Pullman fino all'Opéra, albergo a due fermate della metro. Più comodo di così...

Facciamo giusto in tempo a ingurgitare qualcosa da Mc Donald's e si parte col turismo selvaggio. Siccome son le quattro passate e non si può affrontare il Louvre alle quattro passate, trascino mia moglie al Conservatoire, al Museo delle Arti e dei Mestieri. Non che io sia un patito della scienza e della tecnica, per carità, ma in quel luogo magico e sacro è custodito il Pendolo di Foucault che, ai tempi dell'università, per circa un paio d'anni fu la mia ossessione.
Sul Pendolo (e questa volta intendo il romanzo di Eco, non il gingillino oscillante di Saint Martin des Champs) ci ho persino scritto la tesi, figuratevi. Trovarsi nella stanza in cui è ambientata la scena d'apertura del libro fa un certo effetto, devo ammetterlo...
Comunque l'ora di chiusura è vicina e ci cacciano. Anche se lo vorremmo fortemente, non riusciamo a farci chiudere dentro, come
La sera il proposito è quello di attendere la mezzanotte sui Campi Elisi, ma mettici la cena greca a Bellville, mettici la stanchezza di tutto il giorno, mettici i ragazzini parigini sovraeccitati che alle undici già scagliano magnum in metropolitana... mi sa che siam troppo anziani per tutta 'sta vita.
Ci rifugiamo in albergo con una mezza boccia di Mumm e chi s'è visto s'è visto...
L'indomani sveglia prestino e visita estenuante alla città intera. Tutti i musei, mannaggia, sono blindati (e ci mancherebbe pure, è il primo dell'anno...), per cui non ci resta che goderci l'esterno.
Peccato per i meno tre gradi centigradi (si notino le foto del Sarassone modello Yeti abruzzese...)
"Non sarà certo il gelo a fermarci", tuono io. E in un sol colpo visitiamo TOUR EIFFELL, NOTRE DAME, MUSEO ORSAY (da fuori, siamo di fre
tta e poi è chiuso...), CAMPI ELISI e MONTMARTRE...Dopo la salita di Montmatre io ho quasi una sincope, ma non mollo. Ancora un passaggino al Mo
lin Rouge e poi, finalmente, pappa, doccia e nanna.Il giorno due è di festa, perchè riaprono i musei e soprattutto perchè arrivano gli amici.
I coniugi Pispisa sono di passaggio in città ed è d'obbligo incontrarsi.
(Sì, sì, noi scrittori siamo proprio come i VIPS della tivvù: siamo tutti amici e quando andiamo nei posti fighi ci andiamo tutti insieme, che te lo dico a fare...).
Guglielmo e Germana li becchiamo per cena, e consumiamo un gustoso pasto a base di carnazza in un ristorante molto grazioso (e dotato di un gatto ciccionissimo e simpaticissimo: Maurice, che si siede a tavola con noi, con grande orrore di Germana...;-)) dalle parti del Pantheon. Prima, però, abbiamo tutto il tempo di smazzarci il LOUVRE e LES INVALIDES.
Il giorno dopo, di buon mattino, con piemontesissimo anticipo sull'ora di partenza, ci trasciniamo all'aeroporto e, dopo parecchie ore attese a imbarcare, volare, sbarcare, tornare in autobus, tornare in macchina, finalmente siamo a casa.
Il tre mattina reggo, reggo pure il quattro, ma per il 5 di gennaio, che te lo dico a fare, ho già 38 di febbre: com'è che diceva quella réclame? Tutto questo movimento... mi fa bollire la lingua!
Nel mio caso, bolle la fronte... che vvo ffà...
Alla fine della breve gita mi porto a casa delle certezze inoppugnabili:
1) La tomba di Napoleone è paurosa. Gigante, da brividi.
2) La Gioconda è minuscola e non è 'sto granchè, a dirla tutta...
3) LA CITTA' PERFETTA di Angelo Petrella è un libro della Madonna (l'ho letto più o meno tutto in viaggio)
4) La Tour Eiffell è marrone (non lo sapevo...)
5) I coniugi Pispisa sono persone meravigliose.
Poi dicono che a star sempre in giro non s'impara nulla...
sabato 22 marzo 2008
Vive la France! (Il reportage): cronaca molto poco seria parte due

Giorno 2 (venerdì 7 marzo)
Sveglia non proprio all’alba e gran comodità. Niente gita ad Aix: venerdì il Convegno si sposta a Marsiglia, il che vuol dire esattamente al pian terreno dello stabile in cui io e Ste alloggiamo.
La mattina, più o meno, si tiene botta. Nonostante la maggioranza di interventi in francese e il peso del sonno arretrato.
Dopo un succulento pranzo a base di vino e tartine (in Francia si mangia così, che volete?), la lusinga della pennica è troppo forte. Con la scusa della voce da risistemare (venerdì ero completamente afono, e alle 18.00 era previsto un mio intervento) salgo “un attimo” a leggere due pagine di La vita secondo il Grande Lebowski (fate un favore alla vostra libreria: comprate questo libro. Darà un tono all’ambiente).
Non vado oltre la decima riga e rimango tra le braccia di Morfeo fino alle 16.30 (minuto più, minuto meno).
Arrivano le 18.00 e la mia voce non assomiglia più a quella di Darth Vader; decisamente ricorda quella di Claudia Cardinale (o di Patty Smith, fate voi…).
Nonostante la gutturalità che mi pervade, riesco a discutere di linguaggio, Jean Jacques Annaud e Marsellus Wallace. Applausi e molta solidarietà per il povero italiano malaticcio.
Dante e Giampaolo fanno due i
nterventi davvero insuperabili, dandomi parecchia biada.
Tutto finito alle sette e mezza: tutti in macchina verso Aix per una magnata in grande stile.
A tavola siamo io, Ste, Domenico Guzzo, Alessia e Marco, due ricercatori simpaticissimi conosciuti al Convegno. La conversazione e il ristorante sono splendidi. Splendido è anche il fatto che paga l’Università.
L’unica cosa che non ci convince è il menu.
Per carità: se dicessi di aver mangiato male, direi una gran balla.
Tuttavia quattro gamberetti in salsa soia, un cavolo ripieno di carne macinata e una fetta di tiramisù non sono esattamente il mio ideale di cena. Ottimo (e abbondante) il rosso d’accompagnamento.
Dopo cena, tutti a nanna.
Giorno 3 (sabato 8 marzo)
Sole e cielo terso alle dieci di mattina, la voce quasi tornata al suo posto. E qui si pone il dilemma: dirigersi di nuovo verso l’aula e il Convegno ad Aix, oppure gozzovigliare in giro per Marsiglia?
Che ve lo dico a fare? I due pessimi elementi piemontesi, dopo breve consultazione (Io: “Convegno?” Ste: “Naaaaaaaaaaaaaaa!”) si fiondano a far colazione, dopodiché si perdono per le vie di Marsiglia.
Non so dirvi di preciso cosa si è visto (la cattedrale e il vecchio porto di sicuro, per il resto non saprei…), ma ricordo perfettamente profumi e sensazioni: bambini che giocano a calcio sotto una struttura anni Cinquanta che sembra un tempio greco. Un suq a due passi dall’arco di trionfo (sì, c’è un arco di trionfo anche a Marsiglia…), i magazzini Lafayette e le guinness (diverse guinness a dirla tutta…) in un Irish Pub dove proiettavano Scary Movie 4 senza sonoro.
Giornata splendida.
All’alba delle sei e mezza chiamo Claudio Milanesi. Gli dico che stiamo andando a Aix per salutarlo e ringraziarlo. Non sembra scocciato dalla nostra assenza, anzi. Lui e Chiara Milanesi approvano di gusto la nostra fuga dal convegno e si finisce per andare a cena tutti assieme.
Il “tutti” include Giampaolo Simi e un paio di suoi amici, Ugo, Micheal e molte altre persone (ricercatori, professori, gente simpatica) di cui non ricordo il cognome.
Si mangiano fois gras (povere oche… Ma che bontà…), salmone e mousse al cioccolato e si parla di Brigate Rosse, del Congo, di Ibiza negli anni Settanta e di Giuseppe Genna.
Il tutto innaffiato dall’ottima birra della casa.
Alla fine ci si saluta con molta tristezza, ripromettendoci di vedersi al più presto. Ste lascia a Claudio il link al myspace del suo gruppo, i Punk’o’mat e via di nuovo verso Marsiglia.
Giorno 4 (domenica 9 marzo)
La lunga strada (500 km) verso casa. A farci compagnia, ancora una volta, Morandi e Bille Joe Armstrong.
Si cena con le gambe sotto il tavolo della cucina e si dorme nel proprio letto.
sabato 15 marzo 2008
Vive la France! (il reportage): cronaca molto poco seria di quattro giorni oltralpe…
Il ricordo, come del resto ho raccontato a Marsiglia e a Aix, è roba deperibile, e a sei giorni dal rientro già si rischia di perdersi qualche particolare per strada.
L’unica scusante (capirai…) è il superlavoro: credo che questo sia davvero uno dei periodi più intensi dell’anno (per una serie di pericolosi accavallamenti di progetti). Tanto per darvi un’idea: sono tornato domenica; ho avuto un minuto per disfare la valigia solo mercoledì…
Ma ora bando alle ciance lamentose e, come
nella migliore tradizione dei racconti di viaggio sarasseschi, vediamo di andare con ordine.
Giorno 1 (giovedì 6 marzo)
Partenza da Novara all’alba, carico come un asino: indeciso se portarmi la t-shirt o la tuta da sci – A Marsiglia ci sono 20 gradi tutto l’anno!, così diceva la signora dell’Istituto di Cultura Italiana. Mentre le previsioni continuavano a segnalare 4 gradi di minima e 5 e mezzo di massima… - ho optato per un ingombrante misto griglia. Volo in direzione Vercelli a raccattare il savio dottor Boda e non sono neanche le sette.
Stefano, giornalista, gigione e amico da una vita (il migliore degli amici, si diceva una volta) si fa attendere qualche minuto, e poi si presenta con un cumulo di valigie che il mio set di bagagli stile Barbie in viaggio di nozze gli fa una pippa.
Carichiamo come possiamo e scateniamo i poderosi 85 cavalli della Modus verso il mare.
In viaggio si ascolta un micidiale mix di Gianni Morandi, Green day, Renato Zero e Dropkick Murphys (a proposito, procuratevi il loro penultimo album, The Warriors’ code: ascoltatelo una volta e non potrete più farne a meno). Nonostante tutto, verso l’ora di pranzo siamo sani e salvi a Marsiglia.
Posiamo le valigie e cerchiamo qualcosa da mangiare.
Ora, vuoi che un po’ io e Ste sembravamo Totò e Peppino nella famosa scena del noio vulevan savoir (io non parlo una parola di francese, lui: insomma…), vuoi che l’ora era tarda e la fame fuori controllo…
Siamo andati a mangiare una pizza.
Lo so, lo so… Non si mangia la pizza in Francia e non si ordina il caffè pensando che assomigli a quello che ti servono ai Tribunali a Napoli.
Che volete ffa? Una leggerezza. Ad ogni modo, dall’esperienza abbiamo imparato che la pizza marsigliese ha tre ingredienti fondamentali: Emmenthal, olive nere in salamoia e acciughe. La margherita, in Francia, è così. Se volete aggiungerci altro (compresa la mozzarella), liberissimi. Sappiate però che il prezzo salirà sostanziosamente dagli 11 euro di partenza…
Una tragedia. Satolli e bastonati inforchiamo ancora la voiture direzione AIX-EN-PROVENCE.
Il mio intervento all’Università è previsto per le 16.30.
Sono le 16.00 e siamo in strada, pressoché a secco.
Dopo i primi attimi di panico, l’illuminato navigatore satellitare (che oltre a conoscere l’ubicazione di tutti gli autovelox francesi conosce anche il nascondiglio segreto di ogni pompa di benzina) ci traghetta da Sayd il benzinaio (h
o la ricevuta, si chiamava proprio così…) che rifornisce sornione il giusto mezzo (a quattro ruote).
Delirio per il parcheggio all’Università e in men che non si dica sono seduto con Giampaolo Simi e Dante Liano a discutere di memoria, romanzo giallo e storia contemporanea di fronte a un uditorio splendido.
Come al solito, non vi tedierò con annose questioni accademiche (prima o poi voglio pubblicare un paio di interventi del Convegno. Così potrete farvi un’idea della pletora di idee interessanti che sono venute fuori in quei giorni), ma ci tengo ad annotare un paio di verità indiscutibili:
- Claudio Milanesi e Chiara Bassi (organizzatori del Convegno) sono persone splendide e mi hanno fatto sentire a casa.
- Giampolo Simi è un fico e la sua compagnia è stata piacevolissima
- Dante Liano (autore guatemalteco di lungo corso) incarna la miglior esperienza di letteratura live che il sottoscritto abbia mai ascoltato. Sarei stato a sentirlo per ore.
- I ricercatori italiani all’estero sono giovani e preparatissimi. Altro che bamboccioni…
- Se andate in Francia, assicuratevi di conoscere qualche rudimento di francese.
Sì, perché il convegno era trilingue (italiano, francese, spagnolo), io decisamente no. Per cui, durante gli interventi in transalpino, io assumevo costantemente un’espressione (peraltro assolutamente poco credibile) a metà tra l’onirico e il profondamente interessato. Ma, di fatto, mi sono perso gran parte di ciò che si è detto.
Alla sera la mia voce (già pesantemente provata dal vento di Maestrale) era del tutto scomparsa.
La cena al ristorante corso (in compagnia dell’ottimo Domenico Guzzo, giovanissimo ricercatore di Palinuro che ha fatto un bell’intervento su CONFINE) me la sono goduta pochino. A letto presto con 400mg di antinfiammatorio in corpo.
Fine prima parte.
Seguirà cronaca dei giorni rimanenti.
Se volete un'altro punto di vista sulla Francia, i francesi e il nostro viaggio, cliccate qui.
mercoledì 5 marzo 2008
Viva la France! Il Sarassone live in terra straniera
Domani a quest'ora sarò in viaggio. Destinazione: Marsiglia. L'Università di Aix-en-Provence e l'Istituto di Cultura Italiana di Marsiglia mi hanno invitato all'annuale convegno sul noir organizzato dal professor Claudio Milanesi. Tema dell'incontro di quest'anno: "Giallo, storia e memoria".
Col tema ci vado a nozze.
Insieme a me (ma lo dico a bassa voce, vuoi mai che capiti qualcosa...) Giampaolo Simi.
Forse (e dico forse) è la volta buona che ci s'incrocia (non aggiungo altro sul milione di volte che avremmo dovuto essere ospiti insieme e per un motivo o per l'altro uno dei due ha marcato visita...)
Al mio ritorno, come di consueto, maxicronaca della 4 giorni d'oltralpe (avete capito bene: vado a spararmi quattro giorni quattro di Cote d'Azur...).
Intanto, però, un paio di segnalazioni, direttamente dal passato.
Ricordate che tempo fa mendicavo due recensioni di Confine che mi ero perso?
Grazie alla mia amica Lara, eccole, finalmente. Qui trovate il pezzo di Zandel uscito sul Corriere del Mezzogiorno a gennaio. E qui il pezzo di Luca Ottolenghi per Rolling Stones.
Au revoir!
Piesse: quasi mi dimenticavo... Sempre in questi giorni è uscita un'intervista al sottoscritto per Thriller Magazine. Intervista molto spassosa, confezionata da quel geniaccio di Smocovich. Se volete conoscere abitudini alimentari e scrittorie del vostro autore over 100 preferito, non avete che da cliccare qui.
In chiusura, una micro recensione para fumettistica su Confine firmata Nero.