DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

martedì 22 dicembre 2009

Q e ALTAI: una storia lunga dieci anni


Mere life is not a victory, mere death is not a defeat.

Old Klingon proverb



Volume Uno

Ci sono storie che partono da lontano. E impiegano lustri ad arrivare a destinazione. Ci sono storie che abbisognano di tempo per essere raccontate. Di tempo e di fiato. Ci sono uomini che attraversano le ere, creature mitiche che a ogni passo diventano sempre più leggendarie. Per conoscere fino in fondo il destino di personaggi del genere (per assaporare fino in fondo certe storie) occorre andare a stanarli là dove sono nati.

Dopo dieci anni esatti dalla pubblicazione del loro romanzo d’esordio, arriva in libreria il romanzo che i fan dei Wu Ming aspettano da sempre. E per godersi davvero questo romanzo, gente, non ci sono cazzi: l’unica cosa da fare è andare a riprendere la storia là dove è cominciata. Leggere ALTAI senza aver riletto Q è come mangiare la pizza bianca: squisita, molti ne vanno pazzi, ma porca troia manca davvero qualcosa.

Io negli ultimi due mesi mi sono sparato un giro della morte imbarazzante: al lavoro in settimana, in giro per presentazioni praticamente ogni week-end. Dopo sei settimane senza un giorno di pausa, finalmente mi è piovuto in testa l’8 dicembre. Il ponte immacolato mi ha servito senza riserve quattro giorni di nulla assoluto. 96 ore per tirare il fiato, per ricaricare le batterie. Altai era già uscito da qualche settimana. L’avevo preso subito, non riuscendo nemmeno ad aspettare la copia omaggio che Wu Ming 1 mi aveva fatto spedire, ma fino a quel momento non avevo avuto il coraggio di iniziare. Non mi andava di leggere quel libro in treno, seduto sul cesso, nei ritagli di tempo tra un viaggio e l’altro, tra una campanella a scuola e una mail da spedire.

Quel libro l’avevo atteso troppo.

A un certo punto della mia vita di lettore, parlando coi quattro della band, avevo persino disperato che avrebbe mai visto la luce. Avevano giurato e spergiurato che non avrebbero mai più battuto quelle strade, ma Wu Ming 4, luglio scorso (a Milano, dopo la presentazione di Stella del Mattino), si era lasciato scappare qualcosa: “Stiamo pensando a una narrazione ambientata nel mondo di Q. Per festeggiare i dieci anni dall’uscita del romanzo…”

Mi ero fatto sotto a caccia di particolari, ma lui si era abbottonato: “Vedrai, vedrai…”

Così ho aspettato. Ho ascoltato in anteprima a Torre Pellice – nel mezzo di una sera fresca durante un estate torrida come pochi – le parole di Wu Ming 1. Narravano l’abbrivio, l’incendio dell’Arsenale di Venezia che inaugura ALTAI: con le gondole della Serenissima mi sono acceso anch’io. Ho di nuovo provato quel brivido di due lustri or sono. Quello che ha dato origine a tutto.

Mesi dopo, finalmente, c’erano solo ALTAI e il tempo per leggerlo. Quattro giorni davanti, si diceva. Quattro giorni da poter disporre, finalmente, per la metà del lavoro che mi piace di più: quella in cui le dita non battono sui tasti, ma servono soltanto a sfogliare le pagine. Quattro giorni: il momento ideale per tornare indietro nel tempo. Per andare a stanare il capitano Gert Dal Pozzo là dove tutto ha avuto inizio. Ho ripreso in mano Q: sono ripartito dall’inizio.

L’avventura è stata mirabile. Il supporto cartaceo ha contribuito non poco, va detto. La mia copia del romanzo d’esordio degli allora Luther Blisset è segnata dal tempo e dai chilometri. Acquistata in una libreria di Biella che dista due passi dalla più antica casa del circondario durante una notte di stravizi, mi ha seguito per mezza Europa. Ha assaggiato la rena e il salmastro delle spiagge spagnole ed è stata cotta dal sole portoghese, quello che nasce di fronte all’oceano. Ha cambiato casa insieme a me, è stata testimone della mia nuova vita, ha patito appunti e sottolineature, mi ha ascoltato parlare (malissimo) una lingua che ancora non conosco a due passi dalla frontiera francese, è servita, più di una volta, ad alimentare il fuoco della rivolta. Ha generato idee e scontri, e nottate di chiacchiere sui massimi sistemi. Quello che devo fare, la frase che apre il volume, è quella che da sempre vorrei cucire ad ago e inchiostro sulla pelle.

Insomma, Cristo Santo, quel libro l’ho studiato e amato, regalato e raccontato così tanto che è parte di me, non ci sono cazzi. Rileggerlo (per la quarta? Quinta volta?) pensavo non fosse ancora così emozionante. Mi sbagliavo. Ho viaggiato: sono stato a Wittemberg, a Frankenhausen, a Münster. E poi ancora ad Anversa, a Basilea, a Ferrara, a Venezia. Ho letto senza fiato, per giorni. Ho rincontrato vecchi amici e ottusi nemici. Ho scalpitato al suono degli zoccoli dei lanzi, ho gridato come un matto “OMNIA SUNT COMMUNIA, FIGLI DI CAGNA!!!!”, ho avuto voglia di farmi anabattista, di sputare in faccia ai signori l’odio antico come il mondo. Ho desiderato. Ho desiderato così tanto conoscere il nome dell’Uomo Senza Nomi che, mentre leggevo, ho persino mandato una salva di sms a Wu Ming 1:


Io: Più leggo e più la domanda è un tarlo: lo chiedo a voi, voialtri che siete gli unici a poterlo conoscere se esiste… Qual è il nome di battesimo di Gert Dal Pozzo? Il nome vero, il mai detto…

WM1: Simone

Io: Bugiardo lusinghiero. Comunque, ragazzi, saran passati dieci anni, ma Q è sempre un cazzo nel culo! Tra poco è ora di ALTAI. Due giorni di full immersion…

WM1: Questa recensione di Q la devi mettere testuale su Anobii.

Io: Aggiungerei addirittura un aggettivo: un SOLIDO cazzo nel culo. Anche dopo due lustri.


Sono arrivato a Istanbul ferito, ricolmo di schegge che bruciano anche a dieci anni di distanza. Gonfio del solito orgoglio, della voglia di fare e di raccontare storie adatte al fuoco e alla sera. Sapevo bene come mi sarei sentito, alla fine. Avevo già percorso la pista altre volte. Solo una sensazione mancava all’appello. La peggiore di tutte: la nostalgia. Alla fine di tutti gli altri viaggi, terminate tutte le altre letture, oltre al resto restava l’amaro. L’amaro della storia finita. L’astinenza dall’inchiostro, droga pesante. Questa volta era diverso, questa volta, il viaggio poteva continuare.

È l’8 di dicembre dell’anno di grazia 2009: inizio ALTAI.

Dopo dieci fottuti anni, finalmente saprò come questa maledetta storia va a finire.



Volume Due

L’abbrivio è epico (che te lo dico a fare?): l’incendio dell’Arsenale della Repubblica di Venezia è l’11 settembre del secolo decimo sesto dopo Cristo. Tra le calli, le fiamme e la pece si aggira l’uomo nuovo, Emanuele De Zante. Nuovo perché questa è un’altra storia; c’è scritto ovunque, in rete, che questo non è il seguito di Q. Nuovo, ok, ma questo new guy, questo tizio tutto spocchia e mani pulite, che preferisce far fare il lavoro sporco a uno sguaiato furlano dalle mani pesanti di nome Tavosanis (se solo sapeste chi è il vero Tavosanis…), ha addosso reminiscenze d’un tempo passato. È solo come un cane, e ha un retaggio che pesa come un macigno. De Zante inizia il suo viaggio scappando (lo terminerà combattendo) e punta dritto a Est. Da Venezia a Ragusa, e poi Istanbul. Al luogo del commiato di Q, De zante ci arriva insieme alla neve, ma nella mia testa i colori sono nitidi: se Q è un romanzo gelido come l’acciaio, grigiazzurro come gli occhi del capitano Dal Pozzo, ALTAI è rosso fuoco. E oro. De Zante cambierà nome, ritroverà quelle origini giudee che credeva sepolte sotto ettari di buone intenzioni e tradimenti. Si troverà faccia a faccia col suo peggior nemico: Giuseppe Nasi, a.k.a. João Miquez, vecchia conoscenza veneziana del capitano Gert.

E questo incontro cambierà la sua vita per sempre.

Quello che succede dopo non è cosa da raccontare, perché se no si sciupa la sorpresa a chi il libro non l’ha ancora letto. Basti però sapere al lettore avido al pari del sottoscritto, che in ALTAI non mancano fatti di sangue e d’armi degni delle migliori incursioni lanzichenecche a Frankenhausen (l’assedio di Famagosta e la battaglia di Lepanto vi bastano?), graditi ritorni (sì, diavolo, non preoccupatevi: c’è anche il capitano Dal Pozzo. E dovete vedere che razza di straordinario lavoro ha compiuto il tempo su di lui…), formidabili creazioni (il personaggio di Dana è uno dei migliori dipinti dell’intera pinacoteca wuminghiana). Ma più che tutto, ancora una volta, il quartetto è riuscito a creare una prodigiosa macchina del tempo: lungo le pagine di ALTAI si respira il marcio delle sentine delle galeazze, il sangue rappreso dei ponti in battaglia, l’aroma del cumino misto a quello della seta appena tinta. Ci si riempie l’occhi di Mediterraneo, le orecchie di turco, giudesmo e pugliese. Ci s’incanta a immaginare miglia su miglia e città e donne, razze, diversità.

Uno stendardo biforcuto, azzurro come il ghiaccio, rosso e oro come il luogo dove sorge il sole. Ecco che cos’è per me questa storia: dieci anni e due libri in un’immagine sola. Oriente e Occidente, maschio e femmina, figlio e padre. Non c’è ALTAI senza Q. Tenetelo a mente, se volete goderne fino in fondo.

Sei anni fa, quando uscì Kill Bill, andai al cinema a vedere il Volume 1 e ne restai semplicemente estasiato. Quando annunciarono l’uscita del Volume 2, affittai il dvd del primo e lo guardai una mezz’oretta prima di fiondarmi al cinema. Uscii da quella sala imbevuto di soddisfazione. Le due parti del capolavoro di Tarantino sono inscindibili. La storia è una: poco importa se occorrono mesi per ascoltarla tutta.

Ricordatevene, prima d’imbracciare ALTAI: le storie migliori partono da lontano.


P.S.

Se ancora vi steste chiedendo che cavolo c’entra la citazione Klingon coi due romanzi, provate a rileggerla dopo le mille pagine del corpus e vedete l’effetto che fa…

lunedì 23 novembre 2009

La panissa più densa del mondo e la Perugia dei sogni neri. Racconti di viaggio con dentro una fetta di Sarassone

Una volta scrivevo racconti di viaggio. Resoconti di trasferte, simpatiche microcronache, appunti faceti sui luoghi e le persone che la professione di zingaro letterario mi onorava di conoscere.
Una volta rispondevo alle mail.
Una volta.
Una volta era tutto un po' più tranquillo (e più noioso, diciamocelo...;-)
Adesso c'è così tanto da fare che a malapena mi ricordo di dar da mangiare al gatto (povera Matilda!). Grazie a Dio, però, ci sono un sacco di amici che si prendono la briga di annotare cosa capita nei luoghi dove, settimana dopo settimana, mi trovo a essere ospite.
Quindi, se vi siete persi la straordinaria panissata monferrina di sabato o la gustosa ospitalità perugina di UMBRIALIBRINOIR, spizzicate pure qui di seguito.
Il ricco menu prevede:

Primo: un paio d'impressioni firmate direttamente dal padrone di casa - nonché sommo organizzatore dell'evento di Soglio - Davide Ruffinengo:

Da queste parti si parla ancora di uno scrittore vercellese arrivato da novara a conquistare il piccolo paese dai tanti lettori.
Sembra abbia ordinato un succo di frutta, appena arrivato,
per poi cambiare idea e sorseggiare un più consono Campari.

Dopo poco lo si poteva vedere al tavolo di una casetta, con la stufa accesa, a tagliare cipolla e lardo, "fondo" essenziale per la Panissa.

Dopo cena però le risate sono diventate silenzio; Sarasso inizia a raccontare perchè scrive, cosa dicono le sue storie.
Simone scrive per costruire una memoria, affinchè non si dimentichino le stragi accadute in Italia nell'ultima porzione di secolo, stragi senza colpevoli perseguibili, fatti che infangano le famiglie delle vittime ( costrette a pagarsi, inoltre, le spese processuali ).

Sarasso narra storie che a scuola non si studiano, che rappresentano la storia recente di una nazione che non è mai stata innocente.
Confine di stato - Settanta - United We Stand ( Marsilio )
Ecco che l'indignazione ha gelato la pelle del pubblico; i 36 anni del processo per la strage di Piazza Fontana sono un esempio, solo un iceberg che spunta.

Grazie Simone: per la Panissa, le risate, la riflessione, l'indignazione, la rabbia, il confronto e la volontà di scrivere per non dimenticare.
E Grazie a chi ha partecipato, con autenticità e passione, macinando km nella nebbia. Grazie davvero.

Secondo: ricordi di Pasquale Guerra, Deus Ex Machina di UmbriaLibriNoir:

Se vi capita, andate su www.cristinazagaria.com, il sito della scrittrice ricordata da Sara nella sua mail. Cristina è una giornalista di Repubblica e lavora nella redazione di Napoli.
Da anni si occupa di cronaca soprattutto quella legata agli ambienti malavitosi. Noi l'abbiamo premiata per L'OSSO DI DIO, edizione Flaccovio, un libro nato dopo aver conosciuto Angela Dunato, una donna calabrese il cui figlio era stato rapito dalla 'ndrangheta e scomparso poi nel nulla. Una storia vera, come autentica quella narrata in PERCHE' NO, l'ultimo e piccolo romanzo o racconto lungo: a Napoli, nel gennaio del 2009, due bambini di quinta elementare decidono di rapinare la loro giovane maestra per una misera somma.
Con Cristina siamo stati insieme per più di dodici ore: ritrovarsi a tavola con gli scrittori, chiaccherare tra un piatto di lasagne al tartufo e un Rosso di Montefalco mentre si attende lo sformato di pere caramellate e il vin Santo(forse un Sagrantino) non è esperienza di tutti i giorni ed ha certamente il suo fascino. Convenite?
Con noi c'erano anche Simone Sarasso (anche lui ha un sito: www.confinedistato.it) e sua moglie Mary, sompaticissima come lui (per Simone dovrebbero esprimersi le donne: che ne pensi, Sara?): se non avete ancora letto CONFINE DI STATO, edito da Marsilio, non avete più scampo!!! Dovete correre in libreria e leggere queste pagine per ricordare i fatti di casa nostra, quelle trame nere che ancora oggi risuonano inspiegabilmente sinistre... E, dopo, SETTANTA, sempre edito da Marsilio: dopo Piazza FOntana l'Italia è andata sempre più a picco. Non sono pagine angoscianti: Simone riesce ad elaborare delle storie dove la forza del romanzo incanta e ci tieni avvinti sino all'ultima pagina. Perché comprare un semplice "giallo" quando puoi leggere un prodotto di più alto profilo?
Poi, come per tutte le manifestazioni, si corre alla stazione per non perdere la coincidenza o ci si avvia silenziosi verso l'autostrda per macinare quei 300 o 400 km...
Massimo Mongai, altro scrittore di "gialli", intervenuto sabato pomeriggio ma presente a tutti gli altri eventi, compresi pranzi e cene, tornerebbe volentieri a Perugia soltanto per ri-assaporare quel piatto di lasagne al tartufo (ci han fatto notare che non c'è stato solo il Bis, per Mongai: se trovate una sua foto in giro, capirete tutto) e quell'agnello farcito e quel.... Basta, altrimenti dovreno provvedere ad inviarvi BONUS per un soggiorno a Perugia in tempi brevi.
Naturalmente stavo dimenticando altre importanti donne: di SARA conoscete ormai le sue virtù eroiche, mentre dovreste vedere Alessandra che di cognome fa Bucchèri, siciliana DOC trapiantata a Roma, ottima padrona di casa a Perugia, gran sorriso come la modenese di cui sopra. Andate a cercare il suo BLOG "angolo nero" e leggete il suo (lo firma con altri due) DAG Dizionario Atipico del Giallo, in uscita alla sua seconda edizione tra pochissimi giorni)...
Ciao e a presto
pas

Dessert: la cronaca dei giorni perugini della regina del noir Alessandra Buccheri (a.k.a. Angolo Nero)

Buon appetito... ehm... Buona lettura!

domenica 22 novembre 2009

Walter Siti su FRAMMENTI e una recensione di UWS sul CORRIERE DI NOVARA

Walter Siti parla della nostra fiction interattiva su LA STAMPA di oggi. Tira in ballo persino I LICEALI, ma fa un ragionamento così complicato che non ho mica capito se preferisce noi o la Pandolfi...;-)
Di palo in frasca: su NOVARA OGGI del 13 novembre scorso era apparsa una lusinghiera recensione del nostro UWS. Ve la posto qui.
Per finire: notizie dal mondo reale. Sono appena tornato dallo straordinario week end monferrino a base di libri e panissa e devo dire che la prestazione è stata da antologia. 50 persone (ma forse persino qualcuna in più...) e fiumi di divertimento! Grazie a Davide che ha organizzato (insieme a Davide) la serata e a tutti coloro che sono intervenuti. Toccherà replicare presto!

martedì 17 novembre 2009

Stop alle date: il grand tour del Sarassone prosegue fino ad aprile e poi fa una doverosa pausa

Dando un'occhiata al calendario mi sono appena reso conto di quanto sarò in giro quest'inverno: praticamente ogni sabato fino a primavera. Ci sono già un sacco di date fissate e molte in corso di definizione. Il che significa, in meri termini organizzativi, che buona parte della mia giornata è occupata dalla risposta alle mail, alla decisione dettagli per le trasferte et similia.
La cosa è gustosissima, sia chiaro (andare in giro è decisamente ciò che preferisco dopo lo scrivere), ma mi son reso conto che se vado avanti a questo ritmo, finirò per diventare la segretaria (oltre che il testimonial) di me stesso. E non avrò più un minuto da dedicare ala tastiera.
Ecco perché ho deciso, da oggi, di non prendere più impegni fino all'estate. Di cose da fare ce n'è sempre un milione: ci sono vari progetti in preparazione per l'anno nuovo, e un sacco di pagine bianche che abbisognano della mia attenzione per diventare romanzi, racconti, sceneggiature.
Devo dare un taglio a qualcosa se voglio farmi bastare le giornate da 24 ore (oppure inventarmi un modo per fermare il tempo come ne AI CONFINI DELLA REALTà...;-)).
Dunque, dopo il DIRTY TRILOGY FALL-WINTER TOUR 2009-2010 il vostro scrittore (ahimé non più. La vita da zingaro mi consuma...;-)) over 100 preferito si prenderà alcuni mesi di pausa per fare il suo mestiere.
Da qui ad aprile uscirà almeno un altro mio libro; questo va detto, per tranquillizzare i lettori bulimici in crisi d'astinenza...;-)
Ma poi ci sarà bisogno di un bel periodo da passare chini sulla tastiera per rimpolpare le vostre librerie (e videoteche) di gustose novità.
Si tranquillizzino, comunque, tutti coloro a cui ho già dato la mia parola (sono uomo d'onore): verrò a farvi visita e ci accorderemo sulle modalità, non temete.
Abbiano pazienza tutti gli altri che, da oggi in poi, vorranno propormi una presentazione dalle loro parti: la serranda si abbassa fino all'estate. Dopo ne riparleremo volentieri.

Intanto, eccovi tutte le date (in continuo aggiornamento: i sabati liberi non sono liberi ma occupati da qualche evento da definirsi) del tour invernale:

SABATO 21 NOVEMBRE 2009: Soglio (TO), SCRITTORI IN CUCINA. h. 20.00

SABATO 28 NOVEMBRE 2009: PAROLE FLAMBè: Torre Pellice (TO), Libreria Claudiana, Piazza Libertà 7, PRESENTAZIONE DI SETTANTA + UNITED WE STAND, h 18.00. Cena con l'autore al ristorante Flipot, ore 20.00


DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009: UWS live @ Magnolia, Segrate (MI), ora dell'aperitivo. Con me anche il maestro Daniele Rudoni.

MERCOLEDì 2 DICEMBRE 2009: Simone Sarasso presenta PARTE DELLA SOLUZIONE di Ulrich Peltzer (ISBN Edizioni) alla Liberia Centofiori, Corso Indipendenza 9, Milano, h.18-30-19.00

SABATO 12 DICEMBRE 2009: Sarasso + Rudoni live @ SPAZIO MILANONERA, GIORNATA COMMEMORATIVA PER I 40 ANNI DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA. Insieme a noi molti altri ospiti. Ore 11.00, Libreia Mursia, Via Galvani 24, Milano.

SABATO 19 DICEMBRE 2009: UWS live @ Grosseto (data e luogo da definirsi). Sarasso e Rudoni presenti.

DOMENICA 10 GENNAIO 2010: UWS live @Novara, LIBRERIA LAZZARELLI, via Fratelli Rosselli 45 (Portici Teatro Coccia), ore 18.00. Sarasso e Rudoni vs Luca Ottolenghi

VENERDì 22 GENNAIO 2010: Sarasso live @ SARTIRANA LOMELLINA (tutta da definirsi: data, ora, luogo)

SABATO 30 GENNAIO 2010: UWS live @ LIBRERIA THERESE, Corso Belgio, 49 : big performance di disegno in diretta del maestro Rudoni + presentazione della graphic novel.

SABATO 6 e DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010: Sarasso live @ NEBBIAGIALLA, Suzzara.

SABATO 13 FEBBRAIO 2010: Sarasso live @ CSA Pacì Paciana, Via Grumello 61b, Bergamo (ora da definirsi, ma presumibilmente verso le sei, sei e mezza di sera)

GIOVEDì, VENERDì E SABATO 25,26 e 27 MARZO 2010: Sarasso + Rudoni live @ AIX EN PROVENCE. Presentazione (in assoluta anteprima mondiale) del progetto SOLDATO REGIO + big show music drawing in diretta (seguiranno dettagli)

Tutto ciò che non è segnato, si è detto, è in via di definizione. In mezzo ai vari live ci sono anche tre incursioni radiofoniche senza precedenti. Restate sintonizzati, mi raccomando!
Ci si becca in giro!

giovedì 12 novembre 2009

Metti una sera a cena (col Sarassone dietro i fornelli)

Alla fine di novembre, dovunque tu sia, fa freddo. Ok, forse ai Caraibi no, e magari nemmeno in Australia, ma da queste parti, nel Nord del Bel Paese, a novembre ti si gelano le chiappe. Dalle mie parti, poi, c’è quell’umidità carogna che ti sta addosso peggio d’un creditore genovese. E allora che si fa? Per combattere la temperatura e il malumore, si sale in macchina, si fa qualche chilometro e si approda in una magica terra chiamata “Monferrato”. In cambio di pochi euro, nel magico Monferrato si possono acquistare confortanti pietanze il cui apporto calorico pro capite è sufficiente ad alzare di un paio di gradi la temperatura di una piccola nazione sudamericana per un mese. Se accompagnate con la giusta quantità di vino rosso, le mangiate monferrine possono diventare autentiche opere d’arte da ricordare con trasporto fino alla primavera successiva. Be’, se questo è il genere di cose che fa per voi, prendete carta e penna e segnatevi quanto sto per dirvi…

Sabato 21 novembre, alle ore 20.00, in quel di Soglio (ridente località del basso Monferrato in provincia di Asti), nell’ambito della rassegna Scrittori in cucina, in una accogliente casetta sperduta tra le colline, andrà in scena una di quelle epocali mangiate. Dietro ai fornelli ci starò io e preparerò, per tutti i commensali che riusciranno a prenotare, un assaggio di panissa, piatto tipico delle mie terre. In accompagnamento al nutriente risotto vercellese ci saranno salumi, formaggi, torte (dolci e salate) e ovviamente una notevole quantità di rosso locale. Si parlerà di libri, fumetti, televisione, cinema, ma soprattutto di cibo.

La notizia più eclatante dell’intero pacchetto è che la serata non vi costerà una lira. Sì, bella gente, avete capito giusto: cena + vino gratis a tutti quelli che riusciranno a prenotare. Tenete presente che i posti non sono moltissimi; chi è interessato, meglio che si spicci.

Per riservarvi un posto a tavola, scrivete a Davide Ruffinengo (davideruffinengo@yahoo.it) o chiamatelo al 334 78 68 110. Davide è titolare del progetto PROFUMI PER LA MENTE – LIBRERIA ITINERANTE (www.profumiperlamente.net), organizzatore dell’evento insieme a Davide Ferraris (LIBRERIA THERESE), nonché padrone di casa; sarà lieto di raccogliere le prenotazioni fino ad esaurimento posti e saprà anche darvi indicazioni sui Bed & Breakfast della zona, nel caso vogliate fermarvi a dormire nei dintorni (il B&B ve lo pagate voi, sia chiaro. Già vi diamo da mangiare e da bere; non è che possiam fare tutto noialtri…;-)).

Vi aspettiamo numerosi!

martedì 10 novembre 2009

SETTANTA in semifinale allo Scerbanenco! VOTATE E FATE VOTARE, GENTE!


Amici, vicini, compatrioti!
SETTANTA è in semifinale al PREMIO SCERBANENCO - LA STAMPA 2009!
Se volete mandarlo in finale, cliccate qui (o sul gigantesco banner giallo limone ai piedi dell'header), iscrivetevi e VOTATELO!
Nel 2007, proprio grazie al sostegno dei lettori, CONFINE DI STATO riuscì ad entrare in cinquina (fu il romanzo semifinalista più votato online). Se quest'anno si riuscisse a ripetere l'impresa con SETTANTA sarebbe davvero straordinario!
Avete tempo fino al 28 novembre per esprimere la vostra preferenza.
I nomi dei finalisti saranno resi noti nei giorni immediatamente successivi e il vincitore sarà incoronato a Courmayeur il 10 dicembre 2009.
Come si diceva una volta: VOTATE E FATE VOTARE!, mi raccomando.
E che Dio ce la mandi buona (ma soprattutto disponbile)...;-)

giovedì 29 ottobre 2009