martedì 15 aprile 2008
Bentornati a Berlusconia...
Che paese meraviglioso l'Italia, dove anche i nullatenenti sognano di essere facoltosi e coi capelli finti...
Poi c'è la novità, l'Umberto, che non sta tanto bene ma che ce l'ha sempre duro. E pare che a 'sto giro, da 4,5 che era, sia cresciuto: 8 e qualcosa (Maroni, eterno ottimista, grida ai quattro venti 8.8. Quasi 9).
Povero Fausto, fuori dai giochi. Falce e martello son buoni solo più per le t-shirt...
E povero Uolter, che comunque, strigni strigni, qualcosa di buono l'ha fatto: grazie a lui e alla scelta di correre da solo, dopo quattordici anni è finalmente iniziata la Seconda Repubblica. Quattro partiti alla Camera e quattro al Senato.
Vi lascio con un paio di domande:
1) Che succederà adesso? Quel signore non tanto alto userà come sempre la stampa per ingigantire i progressi del suo lavoro? Mi viene in mente una battuta della sbarazzina moglie di Totti che secondo me calza a pennello anche al fintosteronico programma del Cavaliere (che promette di levare tutto, dall'ICI al bollo auto):
Se Francesco ( - ma metteteci pure Silvio, al suo posto) scureggia, i giornalisti dicono che ha cacato...
2) A chi mi diceva di fare previsioni fuori scala nel mio UWS, rispondo con un semplice quesito matematico: 2008+5 quanto fa?
Non ero poi così distante dal reale a immaginarmi lo Psiconano e la sua cricca ancora al potere rea un lustro.
C'è da augurarsi che le cose vadano proprio come le descrivo in UWS (sto parlando della vittoria delle sinistre alla prossima tornata elettorale, non del colpo di Stato... Malpensanti!).
Io, per non saper né leggere né scrivere, avviso Sterling comunque...
venerdì 11 aprile 2008
Segnalazioni: LA PRIVATA REPUBBLICA e RUBY SOHO

Secondo post nel giro di pochi giorni: una follia rispetto ai ritmi a cui vi ho abituato ultimamente.
Ok, non fateci l'abitudine...;-)
Il punto è che proprio non potevo non scrivere almeno due righe.
I progetti in questione sono davvero gustosi.
Il primo è partito da poche ore e si chiama LA PRIVATA REPUBBLICA.
Non si tratta di un semplice sito di disinformazione, è un vero e proprio macigno scagliato contro il vecchiume del Bel Paese. Per farvi un'idea, date un'occhiata alla sezione Propaganda (su flickr).
Conosco personalmente il responsabile della baraonda (avete capito bene: c'è un uomo solo dietro a tutto questo) e devo dirvelo, signori: raramente ho incontrato un pazzo con tanto buon gusto.
Del secondo progetto ho già accennato nel post precedente.
Va sotto il nome di Ruby Soho ed è un fotoromanzo. Sì, signori, avete capito bene: il vostro autore over 100 preferito è coinvolto nella produzione di un fotoromanzo.
Direte: hai scritto la storia? T
i sei occupato dei dialoghi?Naaaaaaaaaaaaaa! Troppo banale.
Ci ho messo (ci sto mettendo, la lavorazione è appena iniziata e potete seguirla in diretta qui) il mio bel faccione.
Alla veneranda età di quasi trent'anni mi son messo a far l'attore.
Ovviamente a mi manera...
Domani il primo shooting.
Da ammazzarsi dalle risate.
Non perdetevi il making of, online da lunedì (credo).
mercoledì 9 aprile 2008
Settanta a manetta, Lucarelli, donne bioniche, Terminator e quel geniaccio di Paglieri
Post piuttosto confuso, lo dico subito. Una ratatouille d'informazioni prima che mi metta a sgobbare sul serio (macchè scrittura! Devo pulire casa prima che torni mia moglie, e ho intenzione di farlo come una vera massaia old school: fazzoletto in testa e I want to break free a palla).
Come avrete notato dalla mia latitanza internettiana sto cercando di ridurre al minimo le attività collaterali: mi sono buttato a capofitto in Settanta. Da alcuni giorni ho preso un buon ritmo e sono soddisfatto di come il lavoro si sta sviluppando.
Lavoro di bulino sul linguaggio, smusso angoli, alleno l'orecchio alle cadenze ché, come facevano dire i Ming a Lucky Luciano in 54, "da Milano a Palermo nemmeno si capiscono... nemmeno la stessa lingua parlano".
Al momento sto indagando il 1974 e le porte di un mondo mi si sono finalmente dischiuse. Fino ad ora (ho proceduto in senso cronologico) i Settanta erano solo in rodaggio, ma dal '74 si fa sul serio. Dopo il Cile e dopo il Vietnam le cose cambiano parecchio.
La lunga onda d'urto squassa anche il Bel Paese.
Il bel periodo creativo è costellato di piacevoli sorprese nel campo dell'intrattenimento.
Prima i libri, poi la tv: come una volta.
E' uscito da una settimana L'ottava vibrazione del mio maestro Lucarelli. Da sette anni Carlo non usciva con un romanzo. Io (e sono sicuro anche voi) ho ben in mente di quanto fosse in gamba ai tempi di Almost Blue.
La cosa sconvolgente è quanto la sua scrittura sia radicalmente migliorata in un lustro e mezzo nemmeno.
Leggete il suo nuovo romanzo, date un'occhiata a come parlano i soldati, al coro di voci che esce dalla pagina.
Vi renderete conto che quell'uomo è un genio. La sua penna è sbalorditiva.
Raramente ho letto un parlato così vivido. Anni luce da Biondillo (per me, fino ad ora, l'assoluto maestro del genere) o dai Ming (bravi anche loro, ma a 'sto giro non c'è partita).
Libro numero due.
Dopo una novità, un reperto paleolitico: DOMENICA NERA di Paglieri.
In realtà il libro è uscito da nemmeno due anni, ma il sottoscritto è in abissale ritardo con le letture.
Paglieri, che non ho mai incontrato, è una persona con cui ho la sensazione che andrei parecchio d'accordo.
Scrive da Dio, il suo libro me lo sono bevuto in un lampo e ci ho trovato delle intuizioni di una lucidità impressionante.
In pratica ha anticipato lo scandalo di Calciopoli di parecchi mesi, e ha descritto la realtà del “gioco più bello mondo” con una cattiveria insolita.
Il romanzo ha vinto il Campiello Sport. E ci mancherebbe pure. Considerando che è riuscito ad appassionare il sottoscritto che col calcio (e lo sport in genere, ma lo sapevate già…) non è parente nemmeno alla lontana.
Insomma: consigliatissimo.
Passiamo al fronte TV. In queste due ultime settimane mi sono sparato tre serie a dir poco epocali: JERICHO, TERMINATOR – THE SARAH CONNOR CHRONICLES e BIONIC WOMAN.
Jericho è stata una rivelazione. Parte piano, come tutti i prodotti d’intrattenimento di gran classe, ma poi il ritmo sale, il collage si fa complesso e la prima serie chiude lasciando gli spettatori a sbavare per averne di più. La seconda è un tripudio di intuizioni, azione e personaggi indimenticabili.
La storia, in dieci parole: L’America sconvolta da un attacco nucleare: sono tutti cazzi vostri.
Le parole sono undici, ma credo di aver reso l’idea.
TERMINATOR: a dispetto di quello che dice il mio socio Daniele (palato raffinatissimo, di tutta la produzione televisiva dell’anno salva solo DEXTER), era un sacco di tempo che non mi divertivo così. Per i fan della serie credo si tratti di un must: tutta la season one è imperniata sulla genesi di SKYNET, la super intelligenza artificiale che conquisterà il mondo sterminando la razza umana.
Belli i personaggi, buoni (non eccelsi) gli effetti speciali e ottimi gli attori.
E poi va proprio a solleticare il mio lato tamarro che da quasi vent’anni aspetta il capitolo definitivo delle quadrilogia, ossia la guerra delle macchine. Spero che funzioni, e spero che gli studios si convincano della necessità di realizzare il quarto film. Con o senza il pomposo (e pompato) governatore della California. A noi fan non resta che tenere le dita incrociate.
Fanalino di coda, BIONIC WOMAN è il rifacimento della serie di quando eravamo ragazzini. Esatto, quella con la tizia che quando correva sentivi quel rumore metallico…
Sì, bravi, quella che era andata così bene che poi han fatto pure L’UOMO DA SEI MILIONI DI DOLLARI e si sono inventati anche il cane bionico (no comment…).
O forse viene prima Steve Rogers di Miss Sommers, non ne ho idea (ma wikipedia lo saprà senz’altro…).
Per carità, bellino. Più che altro perché fa ripensare ai tempi in cui la tele la guardavo sul tappeto arancione in mezzo al salone di mia nonna, giocando col Lego e bevendo Estathè con la cannuccia.
La storia per ora zoppica ma si farà (sempre che la serie sopravviva. Dopo lo sciopero degli sceneggiatori, in America ne stanno chiudendo un sacco).
Prima di chiudere, un appuntamento (che vi segnalerò ancora quando saremo più sotto, non temete): domenica 20 aprile io e il Paolino Roversi saremo ospiti della Biblioteca di Borgolavezzaro (NO).
Seguiranno dettagli.
Ops! Quasi mi scordavo… Da qualche settimana (in realtà da anni) sono complice di questa follia. Ma mi sa che alla cosa dedicherò un post più dettagliato.
Passo e chiudo.
Post (quasi) senza link, senza foto e senza etichette. Vado di fretta: i Queen e lo spazzolone mi aspettano…
mercoledì 2 aprile 2008
Supplemento Cartoomics e UWS su Panorama

Per chi non fosse pago della cronaca, ma fosse in cerca di uno sguardo più approfondito sulla nostra giornata a Cartoomics, ecco un delizioso set di foto che ritrae i nostri bei faccioni, ma soprattutto gli splendidi disegni di Daniele e il meraviglioso pubblico della fiera.
Cliccate qui.
Qui, invece, trovate la lusinghera recensione di UWS su Panorama.
E nella sezione Collateral di www.unitedwestand.it le due parti di THE WALL, il mio racconto nuovo di zecca per UWS che vede protagonista Daniele, il più cattivo tra i buoni che la mia tastiera abbia mai creato.
Buona lettura!
Ah, un'ultima cosa: tenete d'occhio questo sito. Potreste veder spuntare qualche vecchia conoscenza...;-)
domenica 30 marzo 2008
La cronaca di Cartoomics e il lavoro di Marco Amici (che, nel tempo libero, ha pure recensito CDS)

Giornata splendida quella di ieri. Splendida e massacrante.
Si vede che nè io nè il vecchio Rudoni abbiamo più il fisico per la fiera.
La cronaca del nostro passaggio a Cartoomics, ospiti dello stand di lulu.com, vorrebbe essere ricca di particolari enogastronomici o di viaggio, come di solito lo sono i miei resoconti di trasferta.
Tuttavia, questa volta, non c'è moltissimo da raccontare: quaranta minuti senza traffico da Novara a Milano, un panino superzozzo con wurstel e crauti a metà giornata (ché, senza wurstel e crauti, la fiera non e fiera...), diverse birre (il Salone del Fumetto era in bundle con quello della birra...), ritorno che era già buio.
Eccezionali, invece, la compagnia e l'atmosfera della covention.

Cristina ed Eleonora, le padrone di casa di lulu.com sono state davvero gentilissime e ci hanno messo a nostro agio da subito. Mentre Daniele realizzava splendidi disegni per il pubblico, io scarabocchiavo e impreziosivo i suoi capolavori con delle sapide citazioni.
Sono passati a trovarci diversi amici, ma tre su tutti meritano una citazione: Valeria e Davide (foto) ,che dopo il volo radente in Fiera ci hanno anche ospitati a cena a casa loro, e Massimo (di lui nessuna foto, mannaggia), fan di UWS e orgoglioso membro della sezione WWIII.
Gran bella giornata, insomma.
Di palo in frasca, passo all'altra metà del titolo de
l post, ossia a Marco Amici.Marco è uno studioso, è giovane e ha un grande talento.
Nei suoi testi critici ha sviscerato diverse questioni relative alla narrativa giallonera dei nostri tempi.
Memorabile è il suo saggio sui Wu Ming (La narrazione come mitopoiesi secondo Wu Ming), già segnalato dal quintetto dei bolognesi senza volto come uno dei lavori più completi scritti su di loro.
Ho conosciuto Marco a Marsiglia, in occasione del Convegno internazionale "Il romanzo poliziesco, la storia, la memoria" che si è svolto il 6, 7 e 8 marzo 2008.
A Marsiglia Marco ha presentato questo testo, intitolato Noir su noir: Romanzo criminale e la storia criminale. L'intervento, che sarà pubblicato negli atti
del Convegno, potete leggerlo in anteprima qui.Marco, nonostante i plurimi impegni in giro per l'Europa, ha trovato il tempo di scrivere una recensione di CONFINE DI STATO, apparsa di recente su romanoir (la trovate in basso, alla voce letture noir, nell'homepage del sito).
Colgo l'occasione per ringraziarlo e rinnovargli i complimenti per il suo lavoro.
venerdì 28 marzo 2008
UWS a Cartoocomics e Confine di Stato al'università

Domani, sabato 29 marzo, io e il mio socio Daniele saremo ospiti dello stand di Lulu.com a Cartoocomics, l'annuale fiera del fumetto di Milano che si tiene a FieraMilanoCity (padiglione 10).
Dal mattino sino a sera saremo a disposizione del pubblico per realizzare tavole in esclusiva e parlare di UNITED WE STAND.
Siamo onorati che Lulu ci abbia invitati e vi aspettiamo numerosi.
E di UWS, di recente, si è parlato anche all'università. Nella fattispecie, in uno degli atenei più prestigiosi d'Italia: l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano.
La dott.ssa Claudia Zanchi (dottoressa da meno di ventiquattrore. A proposito: complimenti!) ha discusso proprio ieri la sua tesi in Economia e Management per le Arti, la Cultura e la Comunicazione dal titolo La promozione dei nuovi autori: il caso dell'editoria libreria. Al capitolo 6 si parla del sottoscritto e del nostro progetto di graphic-net novel. Il capitolo è qui. Colgo l'occasione per ringraziare Claudia per averlo reso disponibile alla consultazione.
Restiamo in ambito universitario: negli ultimi mesi sono usciti diversi interventi accademici sul mio lavoro. In gennaio il professor David Ward del Wellesley College (U.S.A.) ha pubblicato un intervento su CONFINE DI STATO e sui romanzi del maestro De Cataldo nel Journal of Modern Italian Studies. Il microsaggio, in lingua inglese, lo trovate qui.
Del convegno di Marsiglia ed Aix-en-Provence avete letto su queste pagine alcuni giorni fa.
Vi ho svelato i retroscena della trasferta francese, ma nulla è trapelato su quel che si è detto durante i diversi incontri all'università.
Pubblico, finalmente, il mio contributo al convegno (qui) in bundle a quello di Domenico Guzzo, un giovane storico che ha scavato a fondo nel mio romanzo d'esordio. Il suo pezzo, intitolato Storia, Storiografia e Letteratura: l'arte come frontiera proattiva dell'intus legere, è qui.
Buona lettura!
sabato 22 marzo 2008
Vive la France! (Il reportage): cronaca molto poco seria parte due

Giorno 2 (venerdì 7 marzo)
Sveglia non proprio all’alba e gran comodità. Niente gita ad Aix: venerdì il Convegno si sposta a Marsiglia, il che vuol dire esattamente al pian terreno dello stabile in cui io e Ste alloggiamo.
La mattina, più o meno, si tiene botta. Nonostante la maggioranza di interventi in francese e il peso del sonno arretrato.
Dopo un succulento pranzo a base di vino e tartine (in Francia si mangia così, che volete?), la lusinga della pennica è troppo forte. Con la scusa della voce da risistemare (venerdì ero completamente afono, e alle 18.00 era previsto un mio intervento) salgo “un attimo” a leggere due pagine di La vita secondo il Grande Lebowski (fate un favore alla vostra libreria: comprate questo libro. Darà un tono all’ambiente).
Non vado oltre la decima riga e rimango tra le braccia di Morfeo fino alle 16.30 (minuto più, minuto meno).
Arrivano le 18.00 e la mia voce non assomiglia più a quella di Darth Vader; decisamente ricorda quella di Claudia Cardinale (o di Patty Smith, fate voi…).
Nonostante la gutturalità che mi pervade, riesco a discutere di linguaggio, Jean Jacques Annaud e Marsellus Wallace. Applausi e molta solidarietà per il povero italiano malaticcio.
Dante e Giampaolo fanno due i
nterventi davvero insuperabili, dandomi parecchia biada.
Tutto finito alle sette e mezza: tutti in macchina verso Aix per una magnata in grande stile.
A tavola siamo io, Ste, Domenico Guzzo, Alessia e Marco, due ricercatori simpaticissimi conosciuti al Convegno. La conversazione e il ristorante sono splendidi. Splendido è anche il fatto che paga l’Università.
L’unica cosa che non ci convince è il menu.
Per carità: se dicessi di aver mangiato male, direi una gran balla.
Tuttavia quattro gamberetti in salsa soia, un cavolo ripieno di carne macinata e una fetta di tiramisù non sono esattamente il mio ideale di cena. Ottimo (e abbondante) il rosso d’accompagnamento.
Dopo cena, tutti a nanna.
Giorno 3 (sabato 8 marzo)
Sole e cielo terso alle dieci di mattina, la voce quasi tornata al suo posto. E qui si pone il dilemma: dirigersi di nuovo verso l’aula e il Convegno ad Aix, oppure gozzovigliare in giro per Marsiglia?
Che ve lo dico a fare? I due pessimi elementi piemontesi, dopo breve consultazione (Io: “Convegno?” Ste: “Naaaaaaaaaaaaaaa!”) si fiondano a far colazione, dopodiché si perdono per le vie di Marsiglia.
Non so dirvi di preciso cosa si è visto (la cattedrale e il vecchio porto di sicuro, per il resto non saprei…), ma ricordo perfettamente profumi e sensazioni: bambini che giocano a calcio sotto una struttura anni Cinquanta che sembra un tempio greco. Un suq a due passi dall’arco di trionfo (sì, c’è un arco di trionfo anche a Marsiglia…), i magazzini Lafayette e le guinness (diverse guinness a dirla tutta…) in un Irish Pub dove proiettavano Scary Movie 4 senza sonoro.
Giornata splendida.
All’alba delle sei e mezza chiamo Claudio Milanesi. Gli dico che stiamo andando a Aix per salutarlo e ringraziarlo. Non sembra scocciato dalla nostra assenza, anzi. Lui e Chiara Milanesi approvano di gusto la nostra fuga dal convegno e si finisce per andare a cena tutti assieme.
Il “tutti” include Giampaolo Simi e un paio di suoi amici, Ugo, Micheal e molte altre persone (ricercatori, professori, gente simpatica) di cui non ricordo il cognome.
Si mangiano fois gras (povere oche… Ma che bontà…), salmone e mousse al cioccolato e si parla di Brigate Rosse, del Congo, di Ibiza negli anni Settanta e di Giuseppe Genna.
Il tutto innaffiato dall’ottima birra della casa.
Alla fine ci si saluta con molta tristezza, ripromettendoci di vedersi al più presto. Ste lascia a Claudio il link al myspace del suo gruppo, i Punk’o’mat e via di nuovo verso Marsiglia.
Giorno 4 (domenica 9 marzo)
La lunga strada (500 km) verso casa. A farci compagnia, ancora una volta, Morandi e Bille Joe Armstrong.
Si cena con le gambe sotto il tavolo della cucina e si dorme nel proprio letto.