DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

lunedì 22 ottobre 2007

Blog in pausa: il conducente ha la febbre


Giusto ieri parlavo con un amico conosciuto su anobii di questo blog.
Mario (così si chiama l'amico) si complimentava dicendomi che Confinedistato.com non è il solito spazio autoriale (sostitutivo dello psicanalista) ove maestri della penna descrivono per filo e per segno le proprie entusiasmanti esistenze bohémien.
Io gongolavo e rispondevo all'apice della saggezza: "onestamente, credo che ai miei lettori interessi di più della nuova legge truffa sull'editoria che della mia temperatura corporea".
Non sono passate nemmeno ventiquattrore da quando ho scritto questa mail.
E di cosa parla il primo post che scrivo da giorni?
Indovinato (non che il titolo fosse così criptico): ho la febbre, mannaggia la pupazza!
A dire il vero ce l'ho da venerdì, anche se ho tentato d'ignorarla bombandomi di BRUFEN.
Ma stamane era lì pronta ad attendermi.
Febbre, naso chiuso, catarro, voce da bambina dell'Esorcista...
Voi direte: "Ecchissene?"
Sacrosanto.
E io non voglio nemmeno tirare in ballo precedenti illustri di pezzi simili (la Bignardi, l'anno scorso, nel periodo del Salone).
Questo post giusto per dirvi che potrebbe capitare di sentirsi un po' meno nei prossimi giorni.
In tutta questa faccenda c'è di buono che, mal testa permettendo, stando a letto tutto il giorno potrò sorbirmi una quantità mai vista di serie TV, film e libri che il lavoro frenetico di questi giorni mi ha fatto trascurare.
E renderne conto per voi appena sopraggiunta guarigione.
Già nel week end mi sono dato un po' da fare: Ocean's 13, Spiderman III, 300, Dexter e i primi quattro episodi della seconda serie di Heroes.
Questa cosa che continuo a nominare Heroes e non ne scrivo mai si appresta a diventare una barzelletta.
Ora prendo pubblicamente l'impegno: non appena la serie italiana finisce, faccio un pezzo come si deve (ho già il titolo pronto, ma non spiffero nulla, nemmeno sotto tortura).
Statemi bene (almeno voi).

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Buona guarigione!
E, visto che ne hai la possibilità, sguinzaglia le tue fonti sulle tracce di "Touching Evil", altra serie USA derivata da una della BBC inglese dal medesimo titolo, e che partendo dal medesimo incipit de "La Zona Morta" di King, ci parla di un poliziotto dato per morto dopo un'azione e che si risveglia dal coma profondo, solo per scoprire che intorno a lui tutto è cambiato, compreso il rapporto con la moglie e le figlie, che non lo conoscono per nulla (sono piccolissime). Ha una particolarità, guadagnata nel periodo di come: riesce ad empatizzare la sua mente con quella dei criminali. Un po' come il Will Graham originale di "Manhunter Frammenti di un omicidio", tratto dal libro di Thomas Harris e diretto da Michael "Collateral" Mann e interpretato da William Petersen (ovverosia il Gil Grissom di "C.S.I."). Viene reclutato dalla solita agenzia governativa "coperta" per occuparsi di alcuni casi estremi.
La serie ha ballato un solo anno, tredici episodi in tutto. L'altra particolarità era quella di avere un warning iniziale che consigliava alle persone particolarmente impressionabili di fare attenzione alla visione delle immagini. Chissà se lo vedremo mai in Italia...

Mario Uccella

Compagnomodena ha detto...

Oh, Simone, ho scoperto stamattina tra i nazi una chicca per te. Anche se probabilmente ti farà alzare la febbre. Leggi su www.cultrura.net che si dice di te!!!
A proposito, te lo sei poi letto il "Piazza Fontana: una vendetta ideologica" pubblicato da Freda?
In gamba!

Anonimo ha detto...

I misteri degli "occhi che sanno"
C’è un ragazzetto – un anno più di me – che va in giro dandosi arie di possedere la chiave per penetrare i cosiddetti “misteri d’Italia”. Un ragazzetto che è giunto alla prosa di un romanzo (edito da Marsilio) sapendo di scontento e sudore, di una esistenza delusa, come uno schiavo rabido. E che, ora, mercé quelle sue carte, frutto di una fantasia non epica, né tragica, né lirica (dunque una malriuscita fantasia da malriuscito), fa il detective volontario, con insicura e perciò sguaiata spavalderia (è, infatti, uno che non sa distinguere un’ombra cinese da una sequoia…). Ho letto due pagine di questa sua fatica noir, non dal libro che le contiene ma in uno stralcio occasionale. In esse il giovine soffriva (chiamo patologia la scrittura di uno che giunge paonazzo ai suoi vocaboli) di narrare i casi che hanno visto Freda e Ventura in soggiorno obbligato all’Isola del Giglio.
Sono andata alla cerca dei mille sensi che avrebbe potuto cogliervi, sensi anche luciferini, s’intende: non gli negavo certo questa grazia. Invece: nulla. Ma il nulla più nulla, più vacuo, più sordo. Vi ho trovato una stupidità senza scrupoli, perfetta. Un capolavoro di ottusità, tanto zelante, tanto morale, tanto dopolavoristicamente indignato. Mi sono sorpresa perfino a compatirlo. Mi sarei offerta di aiutarlo a rifare il compitino. Poveretto, è uno convinto che il non plus ultra sulla strage archetipica del dopoguerra sia da cercarlo in Boatti, e così ha fatto!

Ma la pazienza di prenderlo in considerazione non l’ho poi trovata. Ed ecco una postilla a margine, molto a margine.

Con il conforto dell’autopsia (quella nota a Erodoto, non quella di C.S.I.), il misteriologo di cui sopra avrebbe potuto annotarsi la qualità dello sguardo dei due ‘ceffi’ calati sull’Isola del mare di Toscana (e smetterla un po’ di tormentarsi con i timer…).

Uno vocato all’assenza, ma ferino e terribile, e quasi puntiforme nei momenti della furia, e fatto a somiglianza delle vetrate gotiche che, se attraversate dal sole, rivelano tutta la potenza e violenza del proprio colore – così quello sguardo, di innaturale, suprema lucentezza se percorso dalle vampe interiori e dagli entusiasmi.

L’altro elegiaco, consapevole, tragicamente consapevole, che i casi dell’esistenza, in fondo, conoscono una sintesi e una soluzione e una sapienza certa solo nella gravità, che inghiotte glorie e trionfi; gravità che, così, suole inghiottire anche in lui la disponibilità alle dolcezze della curiosità, per sprofondarlo – e rubarne lo sguardo - in precipizi interiori di pura, nobilissima, impersonale commozione.

Occhi da nichilisti entrambi, pure se in senso complementare. I due soli modi decenti di guardare questo mondo. Il resto, è romanzetto per l’oblio.

E come direbbe chi so io...
E che vor ddì?
Mario Uccella

Simone Sarasso ha detto...

Non ne ho idea.
Però ringrazio per il "ragazzetto". Che col mio quintale abbondante, complimenti del genere son rari...
Appena ho un attimo rileggo e ci fa un post, promesso!
"Piazza Fontana: una vendetta ideologica" non l'ho ancora letto. Sono in colossale ritardo su quasi tutte le mie attività. La tabella di marcia non solo l'ho lasciata indietro, a momenti mi scordo che esista!

Anonimo ha detto...

A me quello che lascia basito è che vi sia in giro una ventisettenne (nata cioè nel 1980, magari poco dopo il 2 agosto...) che professa idee nazi-fasciste.

Mario Uccella

Simone Sarasso ha detto...

La mamma dei cretini (e pure quella dei nazi-fascisti, pare) è sempre incinta...