venerdì 20 marzo 2009
The Brescia Chronicles (e non solo...)
A Brescia è stato fenomenale, ma parecchio massacrante.
Vi racconto brevemente cos'è successo nelle ultime 48 ore.
Mercoledì sveglia presto, due ore di lavoro e partenza per Brixia. Panino in autogrill, arrivo in albergo e incontro con gli amici KAI ZEN.
Due passi (ma proprio due, perchè Bruno è infallibile e trova la strada meglio di un GPS) e arriviamo in Camera di Commercio con un devastante anticipo. Non c'è ancora nessuno: niente pubblico, niente intervistatori. Solo noi e un bar che vende le Beck's a 1,50 euro.
Potete ben immaginare...
Non so di preciso quante ne abbiamo bevute. So solo che quando il mio amico Angelo Petrella ne ha ordinata una (erano le quattro del pomeriggio, non le due di notte), il barista l'ha guardato sconsolato dicendo che le aveva finite.
KAI ZEN + SARASSO = catastrofe termonucleare.
I miei soci van sul palco e scodellano una performance a dir poco strepitosa. Vi dico solo che tra il pubblico c'era anche una scolaresca (allievi del liceo, credo) e a fine intervento le ragazzine sgomitavano per farsi una foto col dinamico trio (trio perchè mancava Guglielmo)
Scene di deliro puro.
FAVOLOSI.
Io salgo un'ora più tardi (la sbronza comincia a riassorbirsi, grazie a Dio) e tutto sommato faccio il mio dovere. Grandissimi, al mio fianco (ben più sobri e preparati di me) PATRICK FOGLI, GIUSEPPE GENNA, SERGIO ALTIERI e BARBARA BARALDI.
Tutto finito per ora di cena. Ennesima birra, telefonata del mio editor che mi comunica che SETTANTA sarà lungo "appena" 680 pagine (ho le bozze sul PC: è spaventoso...:-D) e via al ristorante.
Lì la tavolata è davvero interessante. Ci sono anche Mike Jacob e Daniela De Gregorio e si chiacchiera che è un piacere. Verso le 10.00 Sergio e Giuseppe tornano a Milano. Noi ciondoliamo ancora per un po' in giro ma non troviamo un bar aperto manco a pagarlo (meno male...), per cui prima di mezzanotte siam tutti a letto.
Giovedì mattina faccio un tour de force da paura.
Sveglia presto, colazione, saluti, abbracci e macchina fino a Novara.
Pranzo rapidissimo, due orette di lavoro e poi via, di corsa in stazione a prendere il treno per Milano. Alle sei e mezza Scurati presenta il suo ultimo romanzo e io non me lo voglio perdere per niente al mondo. Arrivo al pelo, saluto Antonio, mi ricongiungo con due cari amici (Luca e Ale, accorsi per l'evento) e agguanto un Beck's per godermi meglio lo spettacolo.
Sul palco, oltre a uno Scurati in grandissima forma, Enrico Mentana, Massimo Gramellini e Marco Belpoliti. La discussione è di razza: si parla di paura, media, televisione, Corrado Augias, sonnambulismo e pioppi da truciolo. Scopro che Mentana è proprio un bell'uomo e che Gramellini è altissimo.
Alle otto tutto è finito. Recupero un autografo da Scurati, saluto il gruppo e corro a mangiare uno ottimo spaghetto con Luca e Ale.
Alle undici e mezza sono a casa, stremato.
Stasera Vercelli e domani di nuovo Milano (alle 5, dalla Tecla, Stefano Di Marino presenta la TRILOGIA DI MONTECRISTO. Posso forse mancare?)
Spero di sopravvivere.
martedì 17 marzo 2009
Brescia: A qualcuno piace giallo
Ma prima di noi anche i KAI ZEN e Angelo Petrella.
Insomma, credo proprio che ci sarà da divertirsi.
Per chi è in zona e vuole fare un salto...
sabato 14 marzo 2009
Non vi lascerò orfani
C'è questo libro che è davvero una perla.
E' il tipico libro che, sulla carta, non dovrei nemmeno sfogliare. Se date un'occhiata alla mia libreria, difficile trovare qualcosa senza morti ammazzati, pistoloni e complotti.
Però, a dirla tutta, è il classico romanzo che potrebbe stare nella metà di mia moglie. Vuoi perchè è anni che legge Vanity Fair, vuoi perchè, prima ancora, è stata abbonata persino a Donna (il mensile che la Bignardi ha diretto nel 2002). Insomma, in casa, in qualche misura, siamo "abituati" alla penna della Bignardi. E, se a mia moglie piace parecchio, devo dire che non ha mai lasciato indifferente nemmeno me.
Quando lessi la preview di NON VI LASCERO' ORFANI fui immediatamente animato da grande curiosità. Sapevo che mi sarei divertito un sacco a leggere quel libro.
Dunque, senza scoprirmi troppo, aspettavo che mia moglie l'acquistasse per carpirlo. L'avrei letto di anscosto, a sua insaputa, magari coprendolo con la sovracoperta di MORTI AMMAZZATI 2, tanto per dire.
Ma aspetta, aspetta e aspetta, quella donna non si decideva.
Allora una mattina ho voluto fare il brillante: sono andato in centro, l'ho comprato e l'ho portato a casa "per lei". "Amore", le ho chiesto, "sei contenta?"
"Da matti", m'ha risposto.
Ora, a casa mia "Da matti" significa che nel pomeriggio ti tuffi sul libro, lo azzanni alla giugulare e non lo molli finchè non è finito...
E invece niente, nisba. Passa una settimana, ne passano due, allorchè mi scoccio e le dico: "Amore, lo sposto un attimo nella mia libreria. C'è una cosa che mi è venuta in mente e dovrei prorpio controllare..."
Scusa pietosa. Credo che lei se ne accorga perchè non fa obiezioni.
Il giorno dopo mi becco un raffreddore massacrante, full optional: naso chiuso, brividi, etc. etc.
Vado stoicamente a lavorare ma nel pomeriggio proprio no ce la faccio a mettermi davanti al PC. Dunque leggo.
Che meraviglia! Di solito ho troppe cose da fare per passare un intero pomeriggio a leggere; è un lusso che mi concedo solo d'estate. Per cui questo stop è una specie di regalo.
Per due pomeriggi rimango solo con gli arretrati della mia libreria.
Prima do l'ultima botta a Biondillo. Che comunque è una rilettura, non ci sono grandi sorprese. E' come reincontrare un vecchio amico.
Poi tocca a NON VI LASCERO' ORFANI.
Lo bevo in un giorno e mezzo. Lo divoro d'un fiato.
E' proprio uno di quei libri che ti trascinano a fondo. Non riesci a smettere, non vuoi smettere.
Ci son dentro un sacco di cose per cui vado matto: ironia, malinconia "paesana", quei bei tempi là, ma soprattutto personaggi straordinari. Trattandosi della storia della famiglia Bianchi/Bignardi, chiamarli "personaggi" è quasi offensivo. Son persone quelle che stanno in pagina. E che persone, signori. Di cuore, feroci, affettuose, mangione, golose, gelose, furbe, zoofile, sempre pronte a far battute (anche sconce).
E' un libro che si respira in un pomeriggio, che scorre via come un film.
E' un libro importante. Importante per la famiglia di chi l'ha scritto, importante per chi ha voglia di ricordare. E magari di sorridere, ricordando.
Una perla, davvero, l'ho scritto in apertura di pezzo.
Uno di quei romanziche ti fa venir voglia di buttar giù appunti, di ricordare aneddoti, di telefonare a tuo fratello per riordinare le idee sul nonno bis o su quello zio che ha attraversato il mare per andare in America.
Se mai scriverò qualcosa sulla gente con cui son cresciuto, un po' sarà anche colpa della Bignardi.
Su anobii ho letto un commento esiziale su Orfani e su Daria:
sabato 7 marzo 2009
Non lo sapevo....
Esiste già una pagina informativa su SETTANTA all'indirizzo del mio editore.
E si può anche sbirciare la prima versione della roboante copertina di Mastro Rudoni.
Se volete dare un'occhiata, puntate qui i vostri browser.
giovedì 5 marzo 2009
Il giallo Mondadori

Non nel senso della popolarissima collana ma dell'enigma che da qualche tempo attanaglia la mia libreria. Con un rapido colpo d'occhio lumo i miei ultimi acquisti/letture e mi accorgo che la casa editrice di Segrate la sta facendo da padrona.
Ho finito da poco WUNDERKIND, stamattina mi sono comperato la Bignardi (NON VI LASCERO' ORFANI) che mi sa che mi litigherò con la mia dolce metà e, da quando ho letto la recensione sul Tuttolibri di sabato, ho una voglia matta di leggere Culicchia (BRUCIA LA CITTA'. Titolo che per altro ha pericolose assonanze irenegrandiane...).
Nel frattempo, per non darla troppo vinta al colosso berlusconiano, continuo a rileggere con gusto Biondillo (IL GIOVANE SBIRRO, Guanda) e guardo con una certa malinconia il mio maestro Genna (ITALIA DE PROFUNDIS, Minimum Fax) languire sullo scaffale.
Ci sarebbe anche Lindqvist (LASCIAMI ENTRARE) che è lì che mi sbircia da un po' ma il tempo è davvero poco...
Da ultimo, visto che siamo anche in vena di confidenze, vi dico che sto già lavorando a un libro nuovo. E non si tratta del terzo volume della trilogia (per quello c'è tutto il tempo del mondo). Sono appena entrato nell'incredibile mondo della documentazione e me la sto spassando come un matto.
Ovviamente questa piccola, giovane idea ci metterà una vita a diventare qualcosa di più organico.
Dunque per il momento rimango piuttosto abbottonato.
Era giusto per tenervi informati...
mercoledì 25 febbraio 2009
Qualcosa che ho letto, che ho visto, che ho fatto e che farò
Siore e siori, perdonate la latitanza. Periodo come sempre tempestoso che però sembra volgere – finalmente – al sereno. SETTANTA è prossimo alle bozze e se tutto va come deve, sarà in libreria a fine maggio. Se non ci sono repentini cambi di rotta dovrei presentarlo in anteprima a OFFICINA ITALIA (non è ancora online il calendario dell'edizione 2009), a Milano.
Per il SALONE DEL LIBRO, invece, dovrebbe essere pronta un’altra chicca: ho partecipato, con il racconto TERRA DI NESSUNO, a un’antologia apocalittica curata da Alessandro Bertante che sarà sugli scaffali proprio a inizio maggio. Il titolo dell’antologia non è ancora certo ma ve lo comunicherò al più presto. L’editore è AGENZIA X.
A luglio CONFINE DI STATO dovrebbe uscire in edizione Mondadori. Un singolare one-shot nella prestigiosa collana SUPER SEGRETISSIMO. Annuncio la cosa con la lacrimuccia, dal momento che quella particolare collana ha sempre avuto un significato importante per la mia famiglia: il mio papà era un collezionista sfegatato di SEGRETISSIMO, SUPER SEGRETISSIMO e S.A.S. e mi ha lasciato in eredità casse e casse di quei volumi. Se fosse qui, vedendo il mio nome stampato sulla copertina del suo libro preferito, probabilmente si commuoverebbe. Spero che la notizia gli arrivi là dove sta ora.
Tra marzo e giugno parteciperò a tre eventi davvero speciali, che ho il piacere di segnalare fin d’ora.
Il 18 marzo, alle ore 17.30, sarò a Brescia (all'Auditorium della Camera di Commercio, in Via Einaudi 23) ospite della rassegna A QUALCUNO PIACE GIALLO. L’occasione sarà particolarmente festosa perché ci saranno un sacco di amici e colleghi che negli ultimi tempi ho incrociato di rado. Tanto per fare qualche nome: GIUSEPPE GENNA, KAI ZEN, PATRICK FOGLI, SERGIO ALTIERI.
A fine marzo, invece – e per la precisione il 30 e il 31 – prenderò parte a un convegno particolarmente interessante. La carovana del NEW ITALIAN EPIC approda in Francia – per la precisione a Marsiglia e Aix en Provence – grazie all’Istituto di Cultura Italiana, all’Università della Provenza ma soprattutto a quel geniaccio del professor Claudio Milanesi. A tenere banco in due eventi straordinari un vero e proprio parterre de roi: ALESSANDRO BERTANTE, GIANNI BIONDILLO, ANTONIO SCURATI, WU MING 1. In mezzo a questo popò di nomoni, anche il vostro scrittore over 100 preferito.
In giugno, infine – data ancora da definirsi – sarò a Cork, ospite dell’UCC, l’UNIVERSITY COLLEGE CORK nell’ambito del convegno Con(tra)vention: Crime and the Boundaries of Genre.
Fine delle comunicazioni di servizio.
Veniamo ora a quello che ho letto e visto in questo periodo.
Anobii mi ricorda che, dall’inizio dell’anno, ho già divorato otto libri. Dato impressionante, dal momento che di solito sono piuttosto lento nello sfogliare. Merito dell’infilata senza precedenti di titoli che mi è capitata tra le mani.
In particolare, sono particolarmente entusiasta della collana VERDENERO. Ne ho seguito, come molti appassionati del genere, l’evoluzione da quando ha aperto i battenti, ma fino ad ora non avevo avuto occasione di gustarmi che qualche pagina. Ho rimediato, bevendomi d’un fiato quattro titoli.
Quattro stupende sorprese:
CON LA FACCIA DI CERA di Girolamo De Michele è un libro veramente poderoso. Sullo sfondo di una Ferrara maltrattata dai veleni e dalle brutture del Palio, si muovono fantasmi di una delicatezza e di uno spessore davvero unici. La trama avvince e convince; la scrittura di Girolamo, come sempre, è di razza.
L’UOMO CANNONE, di Piero Colaprico, ha come protagonista l’ispettore Bagni, già noto ai lettori per la partecipazione all’opera che valse a Colaprico il prestigioso Premio Scerbanenco, LA TRILOGIA DELLA CITTÀ DI M. Il romanzo corre veloce, i personaggi sono ben costruiti e il doppiofondo è davvero inquietante: scorie nucleari abbandonate a se stesse, nel mar mediterraneo, da navi fantasma, con la complicità di governi conniventi.
Le stesse “navi dei veleni” sono le protagoniste di NAVI A PERDERE, uno dei romanzi più belli di Carlo Lucarelli: una torbida inchiesta redatta con la precisione e la professionalità delle puntate di Blu Notte e con lo stile unico del maestro del giallo.
BESTIE, di Sandrone Dazieri, il romanzo che ha inaugurato la collana, l’ho appena iniziato, ma promette davvero bene.
Tutti e quattro consigliatissimi.
Nel frattempo io continuo a riempire i buchi nella mia libreria (mia moglie mi ha appena regalato SEQUENZE DI MEMORIA di Macchiavelli) e credo che acquisterò in blocco l’intera collana di qui a poco.
Ultima lettura del momento (se escludiamo la rilettura de IL GIOVANE SBIRRO di Biondillo, testo davvero straordinario) è WUNDERKIND, di D’ANDREA G.L.
Wunderkind è un fantasy metropolitano con forti concessioni all’horror. È il genere di libro che, sulla carta, non dovrei filare di pezza, dati i miei gusti. E invece me lo sto davvero godendo.
Ho intenzione di scriverne diffusamente su Carmilla non appena l’avrò terminato.
In conclusione, un breve cenno audiovisivo.
Di mio non sono un grande fan delle produzioni del Sol Levante, specie quelle animate. Ma, complici un sacco di amici appassionati del genere, di quando in quando cedo e mi sparo qualche OAV. Da molto tempo, nella mia cricca, non si faceva altro che parlare di DEATH NOTE. Ho voluto togliermi lo sfizio e a malincuore devo dire che ne sono rimasto pesantemente deluso. Azione ridotta allo zero, protagonista cervellotico e saccente, antagonista buffonesco. Trame troppo preoccupate di spiegare tutto, nei minimi dettagli.
Insomma, non mi è piaciuto. Credo che dipenda dalla poca familiarità col genere, dato che la serie ha avuto un successo planetario. In ogni modo, mi sono bloccato a metà e non credo proseguirò.
Altra grande delusione THE SPIRIT, l’ultima fatica di Mastro Miller sulle storie di Eisner. Qui è proprio il caso di dire: talento sprecato. Estetica straordinaria per una storia che sa di poco, con dialoghi che rasentano l’assurdo. Per rigore storico sono andato a rispogliarmi Eisner e ho malauguratamente dedotto che la colpa non è sua. Considerando che scrisse quelle storie tra il 1940 e il 1952, mise in pagina un vero capolavoro. Che Miller ha dilaniato.
Mi spiace assai, perché sapete che ho una stima infinita nei confronti dell’autore di 300.
Chiudo con l’unica piacevole sorpresa di questo periodo. Si chiama HELLSING ed è una serie animata (giapponese) di ambientazione vampiresca. Molta violenza, molta volgarità, un sacco di nazisploitation. L’ideale per prepararsi al capolavoro di mr. Tarantino.
Signori miei, buona visione. E buona lettura.
