DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

lunedì 9 febbraio 2009

Gianluca Mercadante & Ensemble ''Polaroid'' reading - Pescara (25.01.09)

Il video fa un po' venire il mal di mare, ma l'audio è da sturbo...
Una chicca assoluta.

lunedì 2 febbraio 2009

Il numero 5 di UWS è finalmente disponibile


Siore e siori, dopo lunga e tormentata attesa, eccolo qua.
Godetevelo!
Per acquistarlo, cliccate sull'immagine oppure qui.

domenica 1 febbraio 2009

Sofri e Calabresi: pagine a confronto

Di anni ne sono passati quasi quaranta. Da quella maledetta notte che cambiò tutto, per sempre.

A tre giorni dalla strage di Piazza Fontana, Pino Pinelli – ferroviere anarchico – dopo settantadue ore di interrogatorio vola dalla finestra dell’ufficio del commissario Luigi Calabresi, al quarto piano della questura di Milano. Si schianta sull’asfalto del cortile ma non muore sul colpo. La sua agonia dura altri dieci, interminabili minuti.

Il 17 maggio 1972 il commissario Luigi Calabresi viene ucciso sul marciapiede antistante la propria abitazione con due colpi di pistola. Per l’omicidio saranno processati e condannati, nel 1990, Adriano Sofri, Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrosefani e Leonardo Marino. I primi tre a ventidue anni di carcere, l’ultimo a soli undici: il pentito Marino approfittò degli sconti di pena offerti ai collaboratori di giustizia.

Questa la storia in due parole. La storia che più o meno conoscono tutti. La storia che è passibile di interpretazioni, che offre il fianco a dietrologie o revisionismi.

La storia che non m’interessava per niente mentre leggevo SPINGENDO LA NOTTE PIÙ IN LÀ di Mario Calabresi e LA NOTTE CHE PINELLI di Adriano Sofri. Dentro alle pagine di questi due libri ho cercato la voce del passato, e l’ho trovata solo in quelle del figlio del commissario Calabresi.

Nonostante l’inizio folgorante sugli “anni di fumo”, il libro di Sofri annoia. Elenca, ragiona, sottopone dati e fa raffronti. Calcola, azzarda ipotesi, trae conclusioni. Le premesse sono quelle di un racconto cuore a cuore del tempo che fu, fatto a una ragazza di vent’anni (che quel tempo, bontà sua, nemmeno se lo può immaginare).

Il risultato è un freddo e nudo testo per appassionati e specialisti, il genere di libro che definirei “da consultazione”. Utile per chi fa il mio mestiere, o magari lo storico, ma non il genere di testo da tenere sul comodino.

SPINGENDO LA NOTTE PIÙ IN LÀ, invece, parla dritto al cuore. Lo dice la fascetta firmata Aldo Grasso e ha ragione. Mario Calabresi è del 1970; quando morì suo padre aveva due anni. Difficile ricordarsi qualcosa, eppure… Eppure le sue parole rendono viva la storia di una famiglia, la fatica di crescere orfano, il peso sulle spalle di un cognome come quello. E poi ancora raccontano il peso dei passi di un adolescente immerso nei microfilm della Biblioteca Soriani, col capo chino a ripercorrere quegli anni micidiali, a scandire parola per parola la campagna diffamatoria condotta ai danni del proprio padre.

Un gran libro, uno dei migliori che abbia mai letto sugli anni Settanta.

Se siete in cerca del profumo del decennio più controverso della storia del paese, SPINGENDO LA NOTTE PIÙ IN LÀ è il libro che fa per voi. Lasciatevi incantare dalla penna di un ragazzo che in quegli anni, troppo in fretta, è diventato uomo.

martedì 27 gennaio 2009

Nel Giorno della Memoria: un paio di libri che ho letto di recente...

Anche stasera non ho il tempo di dirvi quello che vorrei dirvi.
Sono, tanto per cambiare, di corsa, ma ci terrei a segnalare due libri prima che termini questo GIORNO DELLA MEMORIA.
Due testi convergenti:
SPINGENDO LA NOTTE PIU' IN LA' di Mario Calabresi
LA NOTTE CHE PINELLI di Adriano Sofri.
Li ho letti uno in fila all'altro, tornando da Orbetello.
Tra qualche giorno ne parliamo.

lunedì 26 gennaio 2009

Giusto un paio di info targate KAI ZEN


Oggi, su www.unitedwestand.it e su kaizenology trovate il secondo episodio de LA GUERRA DI TEO, lo spin-off kaizeniano della nostra graphic-net-novel.
Su Carmilla, invece, trovate una mia recensione dello splendido romanzo di Guglielmo Pispisa LA TERZA META'.
Così, giusto per gradire.
Nel week end sono stato a Perugia e Orbetello e ho letto un paio di libri di cui vi vorrei parlare.
Tutto a suo tempo, però. Che qui va tutto di furia e mi tocca scappare...

sabato 17 gennaio 2009

Musica, Maestro: consigli per gli ascolti...


Di solito, lo sapete, non parlo di musica.
Non ne capisco un granchè, ho gusti strani e, anche se di tanto in tanto mi capita di scriverne, di solito non ne ascolto molta. Un po' di radio, soprattutto. E qualche concerto.
Ora, quando parlo di concerti, non immaginatevi il Sarassone in fila per ore da Ticket One implorando per un biglietto dei Finley (per quanto...)
Il massimo che mi concedo, solitamente, è un live in qualche locale del circondario.
Ultimamente mi è capitato di passare delle gran belle serate in compagnia dei suoni di alcuni amici.
E me la sono goduta a tal punto da aver voglia di farveli conoscere, quegli amici.
Quattro gruppi, quattro generi completamente differenti.
I PUNK'O'MAT, che al microfono hanno il socio numero uno della Pig Productions, Stefano Boda, fanno punk demenziale. Probabilmente non sarebbero d'accordo con la definizione e sceglierebbero termini più raffinati, ma come la definireste voi una band che canta SUPERTELEGATTONE (esatto, la storica sigla di Superclassifica Show di Seymandi) a doppia cassa?
Gli STEREOPLASTICA, il cui chitarrista è l'altro socio Pig Fabio Pastore, vengono dal grunge e scrivono pezzi in inglese. Sentirli dal vivo è uno spettacolo. Sonorizzazione perfetta. Pure se suonano nella cantina di casa vostra vi sembrerà di stare a Wembley...
I GOLPE, non me ne vogliano i soci, sono in assoluto il mio gruppo preferito. E qui non faccio della facile ironia. Non mi sono mai divertito così tanto a un concerto come a quelli dei Golpe. Ho visto gli Stones, i Litfiba, i Nomadi... mezze calzette. I GOLPE sono meglio degli U2, datemi retta. La loro patchanka vi travolgerà.
IL MIO NOME NON HA IMPORTANZA è un ensamble sonoro relativamente giovane. Ma alla chitarra ha un professionista di gran classe, mister Luca Biasetti. Anche qui, la mia povera conoscenza del mezzo sonoro limita il mio vocabolario per tentare di spiegarvi che genere facciano. Avete in mente gli Yo Yo Mundi? Ecco, una roba del genere, ma molto molto più poetica. Da sturbo. Farei carte false per far musicare da loro qualcosa di mio...

Come si dice, siore e siori: buon ascolto...

martedì 13 gennaio 2009

La guerra di Teo: KAI ZEN scrive per UWS


Cari amici vicini e lontanti, dopo molta attesa è finalmente successo: KAI ZEN ha scritto un racconto per UWS. Il vostro narratore over 100 preferito ha cominciato a tartassare il quartetto un bel po' di tempo addietro. E dopo pressioni e insistenze varie, finalmente ha ricevuto in dono una vera perla. Il racconto lo trovate qui, corredato di immagine (anch'essa MADE IN KAI ZEN). S'intitola LA GUERRA DI TEO e narra della resistenza all'esercito nero di Ultor nel Sud Tirolo (terra natale di due dei quattro KZ, Bruno e Jadel).
Please, enjoy...