DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

venerdì 3 ottobre 2008

Taccuino di una sbronza su Carmilla

Il vostro scrittore over 100 preferito parla del nuovo romanzo di Paolo Roversi su Carmilla.
Qui.

martedì 30 settembre 2008

UWS trailer 2

Che ve lo dico a fare... spacca di brutto!

venerdì 26 settembre 2008

Wu Ming 1 + New Italian Epic live in Milan: Sarassone was there (e ci mancherebbe pure...)

Periodo di trasfertismo duro e cruento, cari lettori: il vostro scrittore over 100 preferito finirà per ridursi uno straccio con tutti 'sti chilometri e tutta 'sta mondanità.
Martedì cenaccia di lavoro, ieri sera il big show del maestro bolognese e domani via che si parte per Treviso alla volta di Fumetti in TV, manifestazione di cui io e il prode Rudoni saremo ospiti per tutto il week end.
Ma veniamo a noi, e focalizziamo l'attenzione sulla splendida serata di ieri per il consueto resoconto cultural-mangereccio.
All'Informagiovani di via Dogana 2 (a due passi dal Duomo) WM1 a.k.a Roberto Bui presenta la versione 2.0 del memorandum sul New Italian Epic.
Appuntamento alle 18.30.
Alle 16.30 il sottoscritto è ancora in quel di Novara, alle prese con pargoli vocianti e sfiancati che chiedono a gran voce il magico trillo della campanella (a quanto ne so, gli alunni delle elementari sono gli unici veri fan della Gelmini e delle sue riforme contro il tempo pieno: passata l'ora di pranzo, sono tutti stremati dall'abbioco post-prandiale ed è praticamente impossibile svolgere qualunque attività didattica).
Un secondo dopo lo squillo rituale mi precipito alla vettura, mi scapicollo verso la stazione, agguanto con piratesca ferocia un parcheggio (lontanissimo, peraltro), corro al binario 4 e mi tuffo sul treno.
Nel frattempo, col fiatone e addosso una pletora di vestiti troppo pesanti per il clima torrido, faccio un colpo di telefono all'amico Luca Ottolenghi (giornalista di Rolling Stone, fido compagno delle trasferte milanesi) per ragguagliarlo sull'ora del mio arrivo nella capitale meneghina.
Luca ha l'aria mesta, trentotto di febbre e un principio di mononucleosi: marca visita, come si dice.
Non ci sarà, ma si raccomanda di registrare per filo e per segno ogni dettaglio, e di raccontargli tutto al più presto.
"Sarà fatto", prometto.
Sul treno ci sono quaranta gradi, perchè Trenitalia ha la splendida idea di accendere il riscaldamento su tutte le carrozze. Il colpo d'occhio sulla folla accalcata nel vagone è strabiliate: canottiere, magliette a mezza manica, qualcuno - me lo dice l'espressione del viso, affranta - se potesse si metterbbe a torso nudo.
Sembra di stare a Ostia.
Io, che di mio son freddoloso, rimango in camicia e leggo avidamente L'ESTATE DEL CANE NERO di Francesco Carofiglio. Libro molto bello ma permeato da una tristezza infinita. Consigliatissimo, ma con un'avvertenza: leggetelo solo se siete di cuon umore.
Il convoglio attracca a Centrale, aiuto una signora calabrese a scaricare i bagagli e mi fiondo nella metro.
Quattro fermate e sono sul posto.
Sono arrivato prestino, ma vedo già qualche amico.
Giuseppe Genna, elegantissimo (as usual) e malaticcio. Prende antibiotici da qualche giorno, ma ci tiene a dirmi che non è più contagioso.
Di mio lo bacerei (lo bacio sempre volentieri) ma siccome domani devo partire e proprio non posso ammalarmi, gli stringo la mano.
Si chiacchiera allegramente di libri e serie TV, finché al gruppo non si aggiunge Antonio Talia, stella nascente di UWS ed economista di razza.
"Antò, fa caldo... Beviamoci una birra!"
Antonio non rifiuta, anzi paga lui (gran signore).
Birretta in mezzo alla calca, m'informo se Roberto sia già arrivato ma Giuseppe dice di no.
Cioè, è già a Milano, ma ancora in stazione. Alessandro (Bertante) è andato a prenderlo.
Si vocifera che pure Biondillo sia in arrivo ma poi non verrà. Peccato.
Finalmente il Wu Ming si rivela e la folla lo acclama.
Folla, fatevelo dire, delle grandi occasioni. Informagiovani stracolmo in ogni ordine di capienza.
Si comincia, e devo dire che ascoltare Roberto è un vero piacere.
Racconta al pubblico il contenuto del memorandum e i corto circuiti che stanno alla base della sua concezione. Quando finisce di parlare, fioccano interventi sapidi.
Apre le danze Valter Binaghi (credo. Dico credo perchè io ero accomodato nel loggione, non ho visto in faccia chi ha fatto al prima domanda, ma la voce mi sembrava la sua), seguono Bertante, Altieri e parecchi altri.
Si chiacchiera a lungo, si dicono cose importanti.
Quando è tutto finito avvicino Alessandro e gli pongo una domanda teorica fondamentale: "Se magna?"
Ale annuisce, e dopo una sigarettina, il gruppone si muove verso un bicchiere e del cibo.
Gli 01.org (Eva e Franco Mattes) si manifestano all'improvviso.
Baci, abbracci, chiacchiere.
Prima dicono che non vengono a bere con noi, e nemmeno a cena. Perchè son stanchi e hanno voglia di andare a casa.
In realtà mentono, perchè dieci minuti dopo averli salutati ci richiamano e ci raggiungono.
Ah! Gli artisti...
In piazza Duomo, in cammino verso l'aperitivo, discuto di scuola con Igino Domanin. Intanto penso che sia davvero un genio e che mi spiace vederlo una volta ogni morte di papa.
Ci si accomoda nel gustoso dehor e si ordinano Negroni a mazzi (Roberto no perchè non beve). Siamo la metà di mille, ma ancora più numeroso è il gruppo di Scout (erano Scout?) che in due minuti imballa il locale e comincia a intonare canzoni popolari di un'altra epoca, tipo Parlami d'amore Mariù.
Giuro.
Io ingollo la mia bevanda saporita e chicchiero con Roberto del futuro delle produzioni wuminghiane. Mi dice un sacco di cose interessanti che però - mannaggia - non posso rivelare. Dunque ciccia, cari lettori. Sappiate solo che ci sarà parecchia roba in ballo per l'anno che viene , l'officina bolognese sta lavorando alacremente per voi.
Giuseppe e Valter Binaghi conversano profondamente di teologia.
Franco degli 01.org è rapito dalle melodie scuotistiche.
Roberto non mangia la pasta al ragù perchè è vegetariano e dunque ha una fame della Madonna.
Antonio Scurati (impeccabile come sempre) gli legge negli occhi il buco allo stomaco, si alza e invita il gruppone a schiodarsi.
A quel punto butto un occhio all'orologio e mi rendo conto che son le dieci. Il che vuol dire che non ce la farò mai a prendere il treno delle dieci e un quarto e essere a casa per mezzanotte.
Mi toccherà quello della mezza, e un numero limitatissimo di ore di sonno.
Ma chissenefrega, la serata è spaziale.
Mentre ci alziamo, Valter Binaghi racconta l'episodio dei polli di Re Nudo al Parco Lambro.
Lui c'era. E ne ha scritto, credo.
Io gli dico che gliel'ho appena fregato per metterlo in SETTANTA.
Lui sorride, poi mi rifila un cazzottone sulla spalla.
Poi ride ancora. Mi ha già perdonato.
Fiuuu... meno male. Un altra botta del genere mi avrebbe compromesso la clavicola.
Altri due passi e finalmente a cena, in un posto lì vicino dove servono un risotto che levati.
Io, Roberto e gli 01.org non possiamo resitere alla specialità della casa, Bertante è in cerca di una milanese, ma quando sbircia il menu s'indigna.
Qui la fanno coi pomodorini e la rucola. "E i pomodorini e la rucola sulla milanese sono da socialisti".
Si ride di gusto, la ordina con patate.
Durante la cena sono parecchi i discorsi pregnanti che vengono fuori. Discussioni letterarie di alto livello, ma chissà perchè non ne ricordo nemmeno uno...
Nella memoria restano fissi argomenti minori, che esulano dal paludamento del narratore o dalla mimesi linguistica; uno su tutti: i film softcore degli anni Settanta.
C'è chi si ricorda i cinema a luci rosse e chi le cose spinte le guardava su Telereporter, la sera alle undici.
Poi tocca a tutti fare un nome di donna, quello dell'attrice che ha in assoluto sconvolto di più gli ormoni di una generazione.
Vince la Fenech, una spanna sopra le concorrenti.
Pausa sigaretta, la cena volge al termine.
Nel freddo di Via Ragazzi del '99 scopro una verità scottante.
Quando esco sono già tutti schierati con la paglia accesa e com'è come non è viene fuori che, dopo ognuna di queste serate, tutti i partecipanti hanno l'abitudine di venire a leggersi il resoconto su queste pagine.
Mamma mia, penso. E che diranno?
Alla fine, la microcronaca piace a tutti, piace sempre.
Addirittura Alessandro insiste perchè metta nel pezzo la questione dei pomodorini socialisti.
Prometto.
Ogni promessa è debito.
Prima di farmi inghiottire dalla metro e dal Milano-Torino in perfetto orario, chiedo pegno a WM1: mi sono portato dietro NEW THING apposta.
Lui abbranca il pennarellone (residuato bellico della scuola dell'infanzia) e verga una sentenza esemplare:

A SIMONE, REPORTER DELLA MOVIDA LETTERARIA MENGHINA.

Se lo dice il maestro...
Io ringrazio, bacio abbraccio e due ore dopo sono sotto le coperte.
Nemmeno sei ore dopo, fresco come una rosa, già al lavoro.
Ma ne è stravalsa la pena.

giovedì 25 settembre 2008

Video a manetta: libri in uscita e discussioni passate

Cari lettori, un paio di video per rifarvi gli occhi.
Il primo è il booktrailer di POLAROID, una raccolta di racconti cazzuti quanto basta a firma Gianluca Mercadante. Di prossima uscita per LAS VEGAS EDIZIONI.

Il secondo è la maxiconferenza a cui ho partecipato recentemente ad Arezzo (Copyleft Festival) insieme a Bruno Fiorini (KAI ZEN), Serge Quadruppani e Antonella Beccaria.
Prima la presentazione del nuovo libro di Antonella, poi quattro chiacchiere tra amici su letteratura e sociale.






mercoledì 24 settembre 2008

venerdì 19 settembre 2008

Io ve lo dico....





...ma non mettetevi strane idee in testa. Settanta è finito.
Oggi ho posto la fatidica parola FINE al manoscritto del mio nuovo romanzo.
Il che NON significa che il romanzo sia veramente finito, nè che lo vedrete in libreria in tempi brevi.
C'è ancora un sacco di lavoro da fare. Misure da prendere, cose da aggiungere e da togliere, la lingua da rivedere e mille altre cosette.
Ora inizia il periodo più duro, quello del perfezionamento della creatura, della raffinazione del prodotto.
Davanti ci sono un sacco di mesi, prima di poter mettere finalmente un punto.
Prima di quel magico periodo che sta tra la consegna delle ultime bozze e il momento in cui il nuovo nato arriverà sugli scaffali delle librerie.
Come diceva quel genio di Celentano, il meno è fatto.
Ad ogni modo, volevo che lo sapeste.
Non chiedetemi quando uscirà, perchè non lo so davvero.
Dipende.
Dipende da un sacco di cose.
Comunque, la fase dove si butta il sangue è chiusa.
In allegato, quattro foto che ritraggono la mia postazione di lavoro, in condizioni da terremotato curdo dopo un anno e mezzo di impegno metodico e frenetico.
I fogli di Google Calendar sono pieni di rigacce nere.
A ogni riga corrisponde un paragrafo, più o meno.
Ogni giorno, per diciotto mesi, ho scritto un paragrafo (a volte due, a volte nessuno, a dire il vero). Quando il paragrafo era pronto, tracciavo una rigaccia sopra la voce che lo contraddistingueva nella mia agenda.
Il tempo delle rigacce è finito.
Se Dio vuole.
Ci tenevo foste i primi a saperlo.

domenica 14 settembre 2008

Il Sarassone (e il prode Maestro Rudoni) al Copyleft Festival di Arezzo: microcronaca di una due giorni sotto l'acqua

Ieri l'altro, io e il mio socio Rudoni siamo stati ospiti del Copyleft Festival di Arezzo. Manifestazione straordinaria, maltrattata dal diluvio universale che in questi giorni sta schiaffeggiando mezza Italia.
Trasferta faticosa ma molto piacevole.
Partenza alle otto di venerdì da quel di Novara, lotta greco romana contro l'acquazzone e l'asfalto non drenante fino ad Arezzo, con rapida sosta in Autogrill per Camogli d'ordinanza.
Arriviamo in centro e scopriamo che i parcheggi, nella ridente cittadina toscana, soffrono di una curiosa sindrome da deficienza affettiva. Al contrario degli altri posti macchina dello stivale, quelli aretini non gradiscono la consueta avvilente pratica del "paga quello che c'è da pagare, molla l'auto e vai pure a farti i fatti tuoi". Bisognosi d'attenzione, richiedono il rinnovo del ticket ogni due ore.
Vai tu a sapere perchè.
Dunque infiliamo le monetine, otteniamo lo scontrino e e facciamo ciao ciao agli spazi blu, con la tacita promessa di ritornare presto.
In piazza fa un caldo che sembra di essere in Africa, ma è solo uno specchietto per le allodole: non durerà.
Incontriamo Marco dell'organizzazione, ci accordiamo sull'ora della tavola rotonda e andiamo a fare due passi. Arezzo è bella, piena di turisti e di gente simpatica.
Dopo una birretta e un caffè, mi chiama Bruno dei KAI ZEN e mi dice di essere appena arrivato da Bologna.
Presenterà il libro UNO BIANCA TRAME NERE di Antonella Beccaria.
Anche Antonella è già sul posto: sono scesi assieme, in treno, dal capoluogo emiliano.
Bruno e Antonella sono fantastici: spassosi e molto preparati. Si chiacchiera finchè non è ora di andare in scena.
Mentre si chiacchiera, il tempo peggiora: addio presentazioni all'aperto. Il nubrifragio ci spinge all'interno della Camera di Commercio (credo fosse la Camera di Commercio, ma non ne sono del tutto sicuro...) e si aprono le danze.
Prima Marcello Baraghini, il patron di STAMPA ALTERNATIVA, presenta questo libro insieme al suo autore.
Il libro è molto interessante e Marcello è un vulcano. Lo ascolteresti per ore.
Poi è il momento dei fumettari in copyleft, ma confesso di essermi distratto un attimo, tra sigaretta, telefonate e ciance. Mea culpa.
Intanto arriva anche Serge Quadruppani, che deve partecipare insieme a me e Antonella alla tavola rotonda sul noir e la critica sociale.
Rientro e tocca a noi. Siccome s'è fatta una certa, decidiamo di accorpare la tavola rotonda e la presentazione del libro di Antonella in un unico evento.
Ne viene fuori una discussione da paura: si parla della Bologna dei Novanta e delle stragi ottantine, si scava sotto l'anima nera del paese, ci si scambia pareri sulle tecniche narrative.
Uno rimpianto: il pubblico. In platea poca gente (pochi ma molto buoni), per colpa del temporale infinito.
Si termina che è ora di cena e si trotta a passo spedito verso il circolo Arci Aurora, dove famelici e felici ci avventiamo su un'ottima pasta alla Checca, crostini assortiti, pizza fatta in casa e torta al cioccolato.
Vino e birra d'accompagnamento.
Si sta gran bene.
Verso le dieci, Antonella e Bruno scappano verso Bologna, Sege fila in albergo, io e Daniele pattugliamo il centro deserto alla ricerca di un whisky. Alla fine ce la facciamo, ma siamo zuppi, mannaggia.
Nessuno dei due è stato così lungimirante da portarsi un ombrello.
Verso mezzanotte l'organizzazione ci cerca al cellulare: "è ora della nanna - dicono - Vi si porta in foresteria".
Noi, mesti e da strizzare, la smettiamo di gozzovigliare e ci facciamo accompagnare.
Doccia, lungo sonno, lauta colazione al Bar degli Svizzeri (in realtà gestito da simpatici ragazzi rumeni) e di nuovo in centro, perchè Daniele deve disegnare la vetrina della libreria EDISON di piazza Risorgimento.
Mi piacerebbe postarvi una foto del disegno ma, a dirla tutta, non solo non ho avuto occasione di immortalarlo: manco l'ho visto.
Sempre per colpa del dannato biglietto del parcheggio, che vuol esser cambiato molto più sovente che il pannolino d'un neonato.
Morale: non solo faccio dei chilometri per rintracciare l'auto e sostituire l'odioso pezzo di carta, ma mi becco pure tutta la pioggia della Toscana.
Una volta arrivato in auto, mi cambio perchè sono marcio e alzo bandiera bianca (fuori dal finestrino, l'uragano).
Daniele mi raggiunge non appena spiove e si parte.
Al dinamico duo si aggiunge un compagno di viaggio: Francesco, operatore di ARCOIRIS (che ha ripreso tutto il festival), viaggiatore, persona meravigliosa.
Tra un pieno di benzina, centinaia di chilometri e qualche sosta panino, Francesco ci racconta dei suoi cinque mesi in India, del giro in moto sulla vetta più alta del mondo, della barba che si è tagliato da poco.
Noi, pasciuti stanziali di risaia, rosichiamo e stiamo a sentire.
Francesco lo lasciamo a Modena: ci si promette di risentirci presto.
Ancora un due orette e mezza ed è finalmente casa.
Distrutti ma soddisfatti.
Pizza a cena, nanna presto.
Oggi riposo e scrittura.
Domani ricomincia la scuola: occorrono tutte le energie possibili.