DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

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lunedì 21 novembre 2011

UNA TORRE DI LIBRI - SUPPLEMENTO 1.0 - 2/4 DICEMBRE 2011


Cari amici vicini e meno vicini,
l'autunno è arrivato a morderci le chiappe: nebbia e gelo mettono in ginocchio i week-end, le castagne sfrigolano sul fuoco, nell'aria c'è una gran voglia di VOV... Insomma, è tempo di festival letterari.
Questi mesi carogna sono riscaldati da un paio di appuntamenti coi fiocchi: Scrittorincittà appena concluso e il Noir Fest (alle porte), tanto per dire. Ma tra uno e l'altro che si fa? Si rimane in soggiorno a disegnare cuoricini sulla condensa? Neanche per sogno.
Dal 2 al 4 dicembre, a Torre Pellice (TO) si fa sul serio. La versione invernale di UNA TORRE DI LIBRI ( il festival letterario più lungo d'Italia: cinque week-end + 1 extra. Quasi un mese e mezzo di baldoria ininterrotta!) è ai blocchi di partenza.
Ospiti come si deve, buona musica e ottimo cibo.
Io sarò su da sabato e si farà festa con Giorgio Faletti, Gianni Biondillo, Luca Crovi, Ilmionomenonhaimportanza (che presenta in anteprima il nuovo album), Bunna degli Africa Unite, Benjamin Zephainah. Qui trovate il programma completo.
Cliccando il banner potete collegarvi al sito con tutte le info.
Vi attendiamo numerosi: we'll party hard, folks.

martedì 14 giugno 2011

Gli appuntamenti dei prossimi giorni

Care amiche e cortesi amici,
vi sto trascurando, lo so. E me ne dolgo. Tuttavia c'è una giustificazione: sto lavorando come un matto al romanzo nuovo, quasi giunto (se Dio vuole) al capolinea. Per fine mese dovrei vedere la luce. Per fine luglio dovremmo essere definitivamente fuori dal tunnel.
Nel frattempo son successe un sacco di cose meravigliose da queste parti: la mia città, dopo due giri consecutvi d'amministrazione leghista, è finalmente libera. Abbiamo vinto le elezioni: è la prima volta che mi capita, in tanti anni d'onesto votare. E ieri si è pure portata a casa la battaglia referendaria: insomma, c'è di che festeggiare e noialtri si festeggia di brutto da giorni e giorni. Aggiungeteci poi che la squadra locale è addirittura finita in serie A (e qui io faccio un passo indietro sul gaudio e sul tripudio, considerando che tifo Pro Vercelli, nemico storico del Novara Calcio, dai tempi dei tempi) e potete farvi un'idea del clima che si respira da queste parti.

Ma non è tutto: quando arriva l'estate esplode la stagione dei festival letterari e sono plurime le occasioni di mettersi in pista con la Sarasso Mobile (da tempo ormai commutata in Albertino Mobile, con tanto di seggiolino, tendine giocattolesche, ninnoli et coetera).
Pochi giorni fa sono stato a Torre Pellice a presentare, all'interno della rassegna UNA TORRE DI LIBRI (se volete saperne di più, cliccate il bannerino sotto gli header del sito), il professor Alessandro Barbero, autore de GLI OCCHI DI VENEZIA (Mondadori 2011). E' stata una grande gioia per il sottoscritto, vuoi perchè il romanzo è veramente una bomba atomica (leggetelo, non ve ne pentirete!), vuoi, soprattutto, perché Alessandro è stato mio docente di Storia Medievale ai tempi dell'università. Ritrovarsi su un palco a parlar di libri è stata una bellissima sensazione.
Per l'invito al festival (duplice invito, in realtà: sarò di nuovo a Torre il 23 luglio a presentare il dinamico duo Michael Jacob + Daniela De Gregorio, che insieme diventano l'autore di polizieschi storici MICHEAL GREGORIO) e la meravigliosa ospitalità devo ringraziare i miei amici Massimo e Stefano Gnone, che ogni anno organizzano nella valle valedese una kermesse straordinaria.
Questo succedeva sabato scorso. Sabato prossimo, 18 giugno, invece, sarà tempo di bevute e chiacchiere letterarie al MILANO IN BIONDA, consueto appuntamento meneghino organizzato dall'ottimo Paolo Roversi, che mi vedrà ospite insieme a un monte di scrittori (e scrittrici). Tutti i dettagli nella locandina qua sotto.



Il 22 giugno, invece, sarò a Siena, ospite dell'Arci. Anche qui c'è una bella locandina che vi spiega tutto.



Il 24 giugno, infine, farò rotta verso Bassano del Grappa, per aprire il Piccolo Festival. Qui trovate il programma completo. Nel frattempo, lustratevi gli occhi con la ganzissima locandina dell'evento.


Ci sarebbe molto altro da dire, riguardo al libro in lavorazione, soprattutto, e alle letture fatte in questi mesi. Ma il tempo, ahimé stringe come pochi.
Prometto solennemente di tornare ad approfondire quanto prima.
In extremis, però, vi lascio un suggerimento letterario: ALVERARE, di Giuseppe Catozzella. Davvero un gran bel libro.

lunedì 28 febbraio 2011

Clandestina vs Slittamenti: microcronaca di una due giorni romano orbetellana hardcore

Cari amigos vicini e meno vicini,
è da un po' che non scrivo una microcronaca di una trasferta, ma questa volta non posso sottrarmi dal momento che l'ottimo Fernando Quatraro, a.k.a. Mister Effequ, me l'ha esplicitamente richiesta. Dunque, siori e siore, allacciate le cinture: si parte con il racconto sincopato di una due giorni tosco-laziale di assoluto profilo hardcore.

Giovedì 24.02.11
Partenza con calma, verso le 11.30. Sveglia comunque presto: ormai i ritmi imposti dal giovane Albertino sono marchiati a fuoco nel dna del papà e di dormire oltre una certa non se ne parla. Viaggio fichissimo col sole, i miei nuovi occhiali scuri da 7 euro e i Dropkick Murphys a palla. Alla vista del mare, poco prima di Genova, quasi mi commuovo.
Caldissimo dentro l'abitacolo, ma fuori c'è una sorpresa. Approdato ad Orbetello, mi aggiro come uno zingaro (per niente felice) per il parcheggio, sferzato da una tramontana polare in cerca del parchimetro, salvo poi scoprire (dopo averlo misurato a falcate in lungo e in largo. Il parcheggio, non il parchimetro.) che il parchimetro non c'è. L'hanno sfasciato i vandali. E il sindaco non l'ha mai rimpiazzato, tanto sta in campagna elettorale.
Ah ecco.
Anyway, in qualche modo parcheggio, cavo la valigia e mi precipito in casa di Fernando. Ad attendermi, sua moglie Susanna, gentilissima come sempre, che mi offre un caffè e una fetta di torta a dir poco deliziosa. Verso le otto arriva anche Nando, nel frattempo io leggiucchio il nuovo Ammaniti. Cena da Francesco, il figlio primogenito di casa Quatraro. Primitivo del Salento in abbondanza, risate e vento freddo che entra dalla finestra ogni volta che ci fumiamo una paglia.
Talisker prima di dormire in un pub scavato nella roccia.
Termino Ammaniti (Io & Te è anche un bel libro, niente da dire. Però, mannaggia, non vale i soldi che costa. Con che coraggio me lo vendi a dieci sacchi? L'ho letto in due ore...)
Notte gelata nella stanza più esposta alla tramontana di tutta la casa.

Venerdì 25.02.11
Sveglia presto (ormai sono insonne, ve l'ho detto), colazione pantagruelica, doccia e via! Si parte direzione Roma. Viaggio tranquillo e rilassato, la compagnia di Fernando è sempre favolosa.
La Capitale ci accoglie luminosa e fredda da morire che è l'una passata. Si parcheggia dalle parti di Ponte Sisto e ci si fionda da Augustarello per un piatto di cacio e pepe come Cristo comanda.
Augustarello è imbottito di gente. Poco male, si va dal Moro.
Amatriciana, cacio e pepe, vino della casa, caffè, grappa. Per un prezzo con cui a Milano non ti compri un paio di Negroni sui Navigli. Due passi a Trastevere, caffè da Bibli, quattro passi prima della presentazione, una coca da Friends e finalmente si fan le sei e mezza.
La presentazione avrà luogo in un locale molto cool: il MOOD CONTEMPORARY CLUB.
Ci arriviamo insieme a Federico di Vita, uno dei curatori di Clandestina, che nel frattempo ci ha raggiunto. Fede è tipo giusto, è un piacere conoscerlo e bere qualcosa insieme.
Mentre ci scoliamo del bianco e della birra, arriva il pubblico della serata, quasi esclusivamente femminile. Sala piena, solo psoti in piedi (sala piccina, va detto. Ma son comunque soddisfazioni...)
Presentazione che fila liscia, auditorio attentissimo e parecchio preparato: un grande piacere.
Nota di merito ad Andrea Buoninfante, uno degli autori più in gamba di CLANDESTINA (nonchè del romanzo LA CALATA DEL SANTO A TRE GAMBE) e straordinario affabulatore. Citazione da dieci e lode: "Perchè voialtri nun l'avete capito, ma a me scrive me rompe li cojoni..."
Tutti in piedi sul divano.
Ancora una birretta post-presentazione, qualche trancio di pizza al volo, due chiacchiere con gli amici e poi è ora di andare.
Arrivo ad Orbetello due ore più tardi. Io e Fernando ci perdiamo anche dalle parti dell'Eur. Ma con classe.
Nella mia stanza ci pattinano i pinguini. Indosso una tuta e tre maglioni e mi metto a letto a leggere ACCIAIO di Silvia Avallone. Ma sapete che non è male? E io che che come un babbo di minchia, per dar retta ai pregiudizi, non l'avevo ancora sfogliato.
Forse sto invecchiando. A trent'anni suonati riscopro i best seller.
Alle due nanna e arrivederci (arrivederci Roma. E' il caso di dirlo).

Sabato 26.02.11
Sveglia sempre presto (8.30. E mi sembra di essermi alzatoalle 11.00. Fate conto che sono andato a letto alle due passate...), doccia, valigia, saluti a Fernando e Susanna e partenza.
Strada triste e monotona. Poco sole, molto vento. Panino in autogrill. Freddo come le brioches di "Nel nome di Ishmael".
Arrivo a Novara nel primo pomeriggio e giro in centro con la famiglia.
Sera con amici (e molti, molti bambini!). Il mio Albertino crolla verso le dieci. Gli altri papà mi tengono compagnia cullando i propri lattanti che proprio non hanno nessuna intenzione di abbioccarsi. Beviamo bourbon del Kentucky, nel frattempo. Un sacco di bourbon del Kentucky. Le mamme, in cucina, chiacchierano in libertà. A mezzanotte tutti a nanna, per cortesia. Che ho 1200 km sulle spalle. Arrivederci core.
Roma è sempre Roma.

lunedì 23 novembre 2009

La panissa più densa del mondo e la Perugia dei sogni neri. Racconti di viaggio con dentro una fetta di Sarassone

Una volta scrivevo racconti di viaggio. Resoconti di trasferte, simpatiche microcronache, appunti faceti sui luoghi e le persone che la professione di zingaro letterario mi onorava di conoscere.
Una volta rispondevo alle mail.
Una volta.
Una volta era tutto un po' più tranquillo (e più noioso, diciamocelo...;-)
Adesso c'è così tanto da fare che a malapena mi ricordo di dar da mangiare al gatto (povera Matilda!). Grazie a Dio, però, ci sono un sacco di amici che si prendono la briga di annotare cosa capita nei luoghi dove, settimana dopo settimana, mi trovo a essere ospite.
Quindi, se vi siete persi la straordinaria panissata monferrina di sabato o la gustosa ospitalità perugina di UMBRIALIBRINOIR, spizzicate pure qui di seguito.
Il ricco menu prevede:

Primo: un paio d'impressioni firmate direttamente dal padrone di casa - nonché sommo organizzatore dell'evento di Soglio - Davide Ruffinengo:

Da queste parti si parla ancora di uno scrittore vercellese arrivato da novara a conquistare il piccolo paese dai tanti lettori.
Sembra abbia ordinato un succo di frutta, appena arrivato,
per poi cambiare idea e sorseggiare un più consono Campari.

Dopo poco lo si poteva vedere al tavolo di una casetta, con la stufa accesa, a tagliare cipolla e lardo, "fondo" essenziale per la Panissa.

Dopo cena però le risate sono diventate silenzio; Sarasso inizia a raccontare perchè scrive, cosa dicono le sue storie.
Simone scrive per costruire una memoria, affinchè non si dimentichino le stragi accadute in Italia nell'ultima porzione di secolo, stragi senza colpevoli perseguibili, fatti che infangano le famiglie delle vittime ( costrette a pagarsi, inoltre, le spese processuali ).

Sarasso narra storie che a scuola non si studiano, che rappresentano la storia recente di una nazione che non è mai stata innocente.
Confine di stato - Settanta - United We Stand ( Marsilio )
Ecco che l'indignazione ha gelato la pelle del pubblico; i 36 anni del processo per la strage di Piazza Fontana sono un esempio, solo un iceberg che spunta.

Grazie Simone: per la Panissa, le risate, la riflessione, l'indignazione, la rabbia, il confronto e la volontà di scrivere per non dimenticare.
E Grazie a chi ha partecipato, con autenticità e passione, macinando km nella nebbia. Grazie davvero.

Secondo: ricordi di Pasquale Guerra, Deus Ex Machina di UmbriaLibriNoir:

Se vi capita, andate su www.cristinazagaria.com, il sito della scrittrice ricordata da Sara nella sua mail. Cristina è una giornalista di Repubblica e lavora nella redazione di Napoli.
Da anni si occupa di cronaca soprattutto quella legata agli ambienti malavitosi. Noi l'abbiamo premiata per L'OSSO DI DIO, edizione Flaccovio, un libro nato dopo aver conosciuto Angela Dunato, una donna calabrese il cui figlio era stato rapito dalla 'ndrangheta e scomparso poi nel nulla. Una storia vera, come autentica quella narrata in PERCHE' NO, l'ultimo e piccolo romanzo o racconto lungo: a Napoli, nel gennaio del 2009, due bambini di quinta elementare decidono di rapinare la loro giovane maestra per una misera somma.
Con Cristina siamo stati insieme per più di dodici ore: ritrovarsi a tavola con gli scrittori, chiaccherare tra un piatto di lasagne al tartufo e un Rosso di Montefalco mentre si attende lo sformato di pere caramellate e il vin Santo(forse un Sagrantino) non è esperienza di tutti i giorni ed ha certamente il suo fascino. Convenite?
Con noi c'erano anche Simone Sarasso (anche lui ha un sito: www.confinedistato.it) e sua moglie Mary, sompaticissima come lui (per Simone dovrebbero esprimersi le donne: che ne pensi, Sara?): se non avete ancora letto CONFINE DI STATO, edito da Marsilio, non avete più scampo!!! Dovete correre in libreria e leggere queste pagine per ricordare i fatti di casa nostra, quelle trame nere che ancora oggi risuonano inspiegabilmente sinistre... E, dopo, SETTANTA, sempre edito da Marsilio: dopo Piazza FOntana l'Italia è andata sempre più a picco. Non sono pagine angoscianti: Simone riesce ad elaborare delle storie dove la forza del romanzo incanta e ci tieni avvinti sino all'ultima pagina. Perché comprare un semplice "giallo" quando puoi leggere un prodotto di più alto profilo?
Poi, come per tutte le manifestazioni, si corre alla stazione per non perdere la coincidenza o ci si avvia silenziosi verso l'autostrda per macinare quei 300 o 400 km...
Massimo Mongai, altro scrittore di "gialli", intervenuto sabato pomeriggio ma presente a tutti gli altri eventi, compresi pranzi e cene, tornerebbe volentieri a Perugia soltanto per ri-assaporare quel piatto di lasagne al tartufo (ci han fatto notare che non c'è stato solo il Bis, per Mongai: se trovate una sua foto in giro, capirete tutto) e quell'agnello farcito e quel.... Basta, altrimenti dovreno provvedere ad inviarvi BONUS per un soggiorno a Perugia in tempi brevi.
Naturalmente stavo dimenticando altre importanti donne: di SARA conoscete ormai le sue virtù eroiche, mentre dovreste vedere Alessandra che di cognome fa Bucchèri, siciliana DOC trapiantata a Roma, ottima padrona di casa a Perugia, gran sorriso come la modenese di cui sopra. Andate a cercare il suo BLOG "angolo nero" e leggete il suo (lo firma con altri due) DAG Dizionario Atipico del Giallo, in uscita alla sua seconda edizione tra pochissimi giorni)...
Ciao e a presto
pas

Dessert: la cronaca dei giorni perugini della regina del noir Alessandra Buccheri (a.k.a. Angolo Nero)

Buon appetito... ehm... Buona lettura!

domenica 22 novembre 2009

Walter Siti su FRAMMENTI e una recensione di UWS sul CORRIERE DI NOVARA

Walter Siti parla della nostra fiction interattiva su LA STAMPA di oggi. Tira in ballo persino I LICEALI, ma fa un ragionamento così complicato che non ho mica capito se preferisce noi o la Pandolfi...;-)
Di palo in frasca: su NOVARA OGGI del 13 novembre scorso era apparsa una lusinghiera recensione del nostro UWS. Ve la posto qui.
Per finire: notizie dal mondo reale. Sono appena tornato dallo straordinario week end monferrino a base di libri e panissa e devo dire che la prestazione è stata da antologia. 50 persone (ma forse persino qualcuna in più...) e fiumi di divertimento! Grazie a Davide che ha organizzato (insieme a Davide) la serata e a tutti coloro che sono intervenuti. Toccherà replicare presto!

martedì 17 novembre 2009

Stop alle date: il grand tour del Sarassone prosegue fino ad aprile e poi fa una doverosa pausa

Dando un'occhiata al calendario mi sono appena reso conto di quanto sarò in giro quest'inverno: praticamente ogni sabato fino a primavera. Ci sono già un sacco di date fissate e molte in corso di definizione. Il che significa, in meri termini organizzativi, che buona parte della mia giornata è occupata dalla risposta alle mail, alla decisione dettagli per le trasferte et similia.
La cosa è gustosissima, sia chiaro (andare in giro è decisamente ciò che preferisco dopo lo scrivere), ma mi son reso conto che se vado avanti a questo ritmo, finirò per diventare la segretaria (oltre che il testimonial) di me stesso. E non avrò più un minuto da dedicare ala tastiera.
Ecco perché ho deciso, da oggi, di non prendere più impegni fino all'estate. Di cose da fare ce n'è sempre un milione: ci sono vari progetti in preparazione per l'anno nuovo, e un sacco di pagine bianche che abbisognano della mia attenzione per diventare romanzi, racconti, sceneggiature.
Devo dare un taglio a qualcosa se voglio farmi bastare le giornate da 24 ore (oppure inventarmi un modo per fermare il tempo come ne AI CONFINI DELLA REALTà...;-)).
Dunque, dopo il DIRTY TRILOGY FALL-WINTER TOUR 2009-2010 il vostro scrittore (ahimé non più. La vita da zingaro mi consuma...;-)) over 100 preferito si prenderà alcuni mesi di pausa per fare il suo mestiere.
Da qui ad aprile uscirà almeno un altro mio libro; questo va detto, per tranquillizzare i lettori bulimici in crisi d'astinenza...;-)
Ma poi ci sarà bisogno di un bel periodo da passare chini sulla tastiera per rimpolpare le vostre librerie (e videoteche) di gustose novità.
Si tranquillizzino, comunque, tutti coloro a cui ho già dato la mia parola (sono uomo d'onore): verrò a farvi visita e ci accorderemo sulle modalità, non temete.
Abbiano pazienza tutti gli altri che, da oggi in poi, vorranno propormi una presentazione dalle loro parti: la serranda si abbassa fino all'estate. Dopo ne riparleremo volentieri.

Intanto, eccovi tutte le date (in continuo aggiornamento: i sabati liberi non sono liberi ma occupati da qualche evento da definirsi) del tour invernale:

SABATO 21 NOVEMBRE 2009: Soglio (TO), SCRITTORI IN CUCINA. h. 20.00

SABATO 28 NOVEMBRE 2009: PAROLE FLAMBè: Torre Pellice (TO), Libreria Claudiana, Piazza Libertà 7, PRESENTAZIONE DI SETTANTA + UNITED WE STAND, h 18.00. Cena con l'autore al ristorante Flipot, ore 20.00


DOMENICA 29 NOVEMBRE 2009: UWS live @ Magnolia, Segrate (MI), ora dell'aperitivo. Con me anche il maestro Daniele Rudoni.

MERCOLEDì 2 DICEMBRE 2009: Simone Sarasso presenta PARTE DELLA SOLUZIONE di Ulrich Peltzer (ISBN Edizioni) alla Liberia Centofiori, Corso Indipendenza 9, Milano, h.18-30-19.00

SABATO 12 DICEMBRE 2009: Sarasso + Rudoni live @ SPAZIO MILANONERA, GIORNATA COMMEMORATIVA PER I 40 ANNI DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA. Insieme a noi molti altri ospiti. Ore 11.00, Libreia Mursia, Via Galvani 24, Milano.

SABATO 19 DICEMBRE 2009: UWS live @ Grosseto (data e luogo da definirsi). Sarasso e Rudoni presenti.

DOMENICA 10 GENNAIO 2010: UWS live @Novara, LIBRERIA LAZZARELLI, via Fratelli Rosselli 45 (Portici Teatro Coccia), ore 18.00. Sarasso e Rudoni vs Luca Ottolenghi

VENERDì 22 GENNAIO 2010: Sarasso live @ SARTIRANA LOMELLINA (tutta da definirsi: data, ora, luogo)

SABATO 30 GENNAIO 2010: UWS live @ LIBRERIA THERESE, Corso Belgio, 49 : big performance di disegno in diretta del maestro Rudoni + presentazione della graphic novel.

SABATO 6 e DOMENICA 7 FEBBRAIO 2010: Sarasso live @ NEBBIAGIALLA, Suzzara.

SABATO 13 FEBBRAIO 2010: Sarasso live @ CSA Pacì Paciana, Via Grumello 61b, Bergamo (ora da definirsi, ma presumibilmente verso le sei, sei e mezza di sera)

GIOVEDì, VENERDì E SABATO 25,26 e 27 MARZO 2010: Sarasso + Rudoni live @ AIX EN PROVENCE. Presentazione (in assoluta anteprima mondiale) del progetto SOLDATO REGIO + big show music drawing in diretta (seguiranno dettagli)

Tutto ciò che non è segnato, si è detto, è in via di definizione. In mezzo ai vari live ci sono anche tre incursioni radiofoniche senza precedenti. Restate sintonizzati, mi raccomando!
Ci si becca in giro!

giovedì 12 novembre 2009

Metti una sera a cena (col Sarassone dietro i fornelli)

Alla fine di novembre, dovunque tu sia, fa freddo. Ok, forse ai Caraibi no, e magari nemmeno in Australia, ma da queste parti, nel Nord del Bel Paese, a novembre ti si gelano le chiappe. Dalle mie parti, poi, c’è quell’umidità carogna che ti sta addosso peggio d’un creditore genovese. E allora che si fa? Per combattere la temperatura e il malumore, si sale in macchina, si fa qualche chilometro e si approda in una magica terra chiamata “Monferrato”. In cambio di pochi euro, nel magico Monferrato si possono acquistare confortanti pietanze il cui apporto calorico pro capite è sufficiente ad alzare di un paio di gradi la temperatura di una piccola nazione sudamericana per un mese. Se accompagnate con la giusta quantità di vino rosso, le mangiate monferrine possono diventare autentiche opere d’arte da ricordare con trasporto fino alla primavera successiva. Be’, se questo è il genere di cose che fa per voi, prendete carta e penna e segnatevi quanto sto per dirvi…

Sabato 21 novembre, alle ore 20.00, in quel di Soglio (ridente località del basso Monferrato in provincia di Asti), nell’ambito della rassegna Scrittori in cucina, in una accogliente casetta sperduta tra le colline, andrà in scena una di quelle epocali mangiate. Dietro ai fornelli ci starò io e preparerò, per tutti i commensali che riusciranno a prenotare, un assaggio di panissa, piatto tipico delle mie terre. In accompagnamento al nutriente risotto vercellese ci saranno salumi, formaggi, torte (dolci e salate) e ovviamente una notevole quantità di rosso locale. Si parlerà di libri, fumetti, televisione, cinema, ma soprattutto di cibo.

La notizia più eclatante dell’intero pacchetto è che la serata non vi costerà una lira. Sì, bella gente, avete capito giusto: cena + vino gratis a tutti quelli che riusciranno a prenotare. Tenete presente che i posti non sono moltissimi; chi è interessato, meglio che si spicci.

Per riservarvi un posto a tavola, scrivete a Davide Ruffinengo (davideruffinengo@yahoo.it) o chiamatelo al 334 78 68 110. Davide è titolare del progetto PROFUMI PER LA MENTE – LIBRERIA ITINERANTE (www.profumiperlamente.net), organizzatore dell’evento insieme a Davide Ferraris (LIBRERIA THERESE), nonché padrone di casa; sarà lieto di raccogliere le prenotazioni fino ad esaurimento posti e saprà anche darvi indicazioni sui Bed & Breakfast della zona, nel caso vogliate fermarvi a dormire nei dintorni (il B&B ve lo pagate voi, sia chiaro. Già vi diamo da mangiare e da bere; non è che possiam fare tutto noialtri…;-)).

Vi aspettiamo numerosi!

domenica 2 agosto 2009

Chiuso per ferie, si riapre a settembre

Gentili signore e cari signori,
è tempo di tirare giù la serranda. Il blog del Sarassone chiude per tutto agosto e il suddetto Sarassone (rasato di fresco e simile nel sambiante a Walter del Grande Lebowski) se ne va oltralpe a trascorrere una piacevole vacanzuola in compagnia della propria mogliettina e di alcuni amici (tra cui Alessandro Bertante e gli altri due terzi della Pig Productions, che te lo dico a fare...).
La mia idea di vacanza, lo sapete, è piuttosto tradizionale: ombrellone, birra e libri. La sera cena, vino e nanna. Spero di scampare le mille gite culturali che già sento aleggiare nell'aria (mia moglie sta redigendo una dettalgiatissima piantina della Provenza munita di punti d'interesse...) e di trovare il tempo per scribacchiare qualcosa. Il nuovo romanzo (che non è il terzo della trilogia) è a buon punto (ho già scritto una quarantina di pagine) e non sarebbe male rimpinguarlo ulteriormente. In più, approfittando della presenza della Pig al completo, si lavorerà a Ruby Soho senza sosta, c'è da giurarci.
Sempre in tema di produzione, vi comunico con un certo orgoglio che la versione MARSILIO di UWS, che sarà in libreria ad ottobre, è pronta. Io e il mio socio Rudoni ci siamo fatti in quattro e il risultato è notevole. Chi proprio non ce la fa ad aspettare ottobre può accaparrarsi il sesto numero, LA FINE DELLA STRADA. cliccando l'apposito banner qua sopra.
Detto questo, detto tutto. In regalo vi lascio un paio di puntate di Zingaro: racconto dettagliato del viaggio più lungo dell'anno.
Buone ferie, bella gente. Spassatevela, mi raccomando.


Terza fermata: MILANO – 20.06.09

Un paio d’anni fa il mio amico Paolo Roversi ha avuto un’idea della Madonna: organizzare una maxi bevuta collettiva con scrittori e pubblico. Detta così, suona come una ciucca di gruppo senza senso, ma in realtà il Milano in Bionda è un simpatico evento letterario sponsorizzato dalla Menabrea che ha luogo alla Libreria Del Corso. La trovata è straordinaria: ogni autore (e sono tanti) ha cinque minuti cinque per parlare del proprio libro e bersi una bionda ghiacciata; alle sue capacità dialettiche (e bibitorie) è affidato il proprio successo.

Io e la mia signora arriviamo sui navigli prestino, e ci facciamo un Negroni tanto per fare il fondo. Nonostante il caldo dei giorni precedenti, il tempo è piuttosto inclemente e minaccia pioggia.

Per cui, non appena avvistiamo le prime gocce, ci diamo una mossa e c’intrufoliamo in libreria.

L’atmosfera è calda e amicale: sulla soglia vedo Paolo Franchini con cui scambio subito un paio di battute festose. Nel frattempo arrivano due autentici pezzi da novanta: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.

Mi avvicino e stringo come si deve la mano di mr. Armageddon, il Professionista, invece, mi smazza un paio di libri giusti (mi mancavano giusto i primi due volumi della saga di MONTECRISTO: li baratto con un’edizione vintage di CONFINE DI STATO e un TURKEMAR d’annata). Saluto il padrone di casa, l’amico Francesco Gallone e conosco finalmente di persona Matteo Di Giulio. Intanto arriva pure Alessandro Bertante ed è subito tempo di chiacchiera. Pronti via, la serata decolla: apre Altieri e poi via via è tutto un susseguirsi di buone penne (e ottime birre) sul palco. Ci sono anche la mia amica Annarita e il suo fidanzato Paolo Bianchi, oltre che Fabio e Dani (venuti apposta da quel di Vercelli), per cui l’attesa per andare in scena è stemperata come si deve…

Io e il buon Roversi andiamo su per ultimi, chiudendo la mirabile kermesse a colpi di salate facezie e mossette degne di Keaton (Buster, non Michael): ossia, facciamo i cazzoni finché il tempo a nostra disposizione non è scaduto…;-)

A fine serata piove che Dio la manda, per cui c’è tempo solo per saluti vari, abbracci, promesse di rivedersi presto.

Vero campione della serata: Andrea G. Pinketts, che in fatto di libri e birra non ha niente da farsi insegnare da nessuno.


Quarta fermata: SEGRATE (MI) – 22.06.09

L’appuntamento è per le otto e qualcosa al Magnolia, straordinario locale al parco dell’Idroscalo da cui sono passati tutti, ma proprio tutti i gruppi più cazzuti. L’appuntamento è con un paio di Alessandri: Beretta e Bertante. L’occasione è ghiotta: stasera presenteremo l’antologia VOI NON CI SARETE, curata dal Bert ed edita da Agenzia X.

L’appuntamento è tra cinque minuti e io sono perduto in autostrada.

Anzi no, in tangenziale. Sì, perché il mio navigatore ha un’idea precisa di dove sia il Magnolia: purtroppo per il sottoscritto, si tratta di un’idea assolutamente sbagliata. Ecco che risuona la vocina: “ARRIVO A DESTINAZIONE!” e io mi trovo a parcheggiare accanto ad un locale fuori dal quale torreggia l’insegna: “BEACH SOMBRERO”, o qualcosa del genere…

Allora chiamo gli Alessandri, adocchio cartelli, seguo delle auto, finché non imbrocco la strada giusta.

A una rotonda, finalmente, vedo l’indicazione.

Arrivo proprio nel momento in cui arrivano i miei soci.

Parcheggiamo, scendiamo, guadagniamo l’ingresso.

Ad accoglierci c’è Stefano, straordinario padrone di casa. Ci rifornisce di pizza e birra, ci mettiamo a sedere sulle panche e ci godiamo il fresco.

Alla terza bionda il fresco non è più un problema e cominciamo a congetturare se sia stata una buona idea organizzare una presentazione di un’antologia di un piccolo editore di lunedì sera…

Ci ricrediamo ben presto: giusto il tempo che arrivi Andrea Scarabelli (un altro autore della ballotta antologica), che Elia Billoni scaldi l’atmosfera con i grandi successi dell’indimenticato Dino Fumaretto, e il Magnolia si riempie di gente.

Cinquanta, sessanta persone, come ridere.

Non è facile tenere botta dopo il maestro Billoni, ma ci proviamo. Parte Ale Bertante, cazzuto e sintetico come sempre. Poi è il mio turno: leggo in napoletano della peste oltre il Muro. Il pubblico se la spassa.

Dopo di me Andrea parla di mutui antichi e sogni infranti, mentre l’ottimo Beretta spacca tutto raccontando dei fattoni felpabianca nella Milano del futuro tritata dalla guerra delle multinazionali.

Applauso finale: ce l’abbiamo fatta…

Ancora una birretta, due chiacchiere con Igor (arrivato nel frattempo), un saluto a Ste e via verso casa. Prima delle due sono nel paglione. Bella serata, straordinaria davvero. Non vedo l’ora che sia il 13 di luglio: sarò di nuovo da queste parti per SETTANTA…

venerdì 17 luglio 2009

“Zingaro”, ovvero “racconto dettagliato del viaggio più lungo dell’anno” - Seconda Parte

Seconda fermata: ROMA – 18 giugno 2009
La sveglia, questa volta, è davvero alba: io che di mio dovrei essere in ferie da una settimana almeno, per vari motivi collaterali non ho ancora pisolato oltre le otto del mattino. Per non sbagliarmi, a ‘sto giro punto la sveglia alle 7 e mezza e alle nove sono già sul treno per Milano. In Centrale incontro Roberto (Rubbè, per gli amici) pronto pronto a salpare per Roma pure lui.
Parlottiamo, ci fumiamo una paglia al binario, ma poi siamo repentinamente divisi dai nostri biglietti prenotati. Viaggio in solitaria, dunque, bevendomi d’un fiato lo straordinario Pietrafredda del maestro Stefano Di Marino e avendo tutto il tempo d’iniziare Balkan Bang di Alberto Custerlina (sulla tratta Milano-Roma, Perdisa rulez…)
Arrivo che l’ora di pranzo è passata da un pezzo, ma alla stazione c’è già Alessandra (Buccheri) ad attendermi e a promettermi una bevuta pre-presentazione. Io e Rubbé ci salutiamo (grandi abbracci e saluti per i nonni) e il mio amico si ripromette, se ce la fa, di passare più tardi da Mel Book Store.
Non faccio tempo a registrare l’informazione che squilla il cellulare: è Nino D’Attis, appena arrivato dalla Toscana e pronto a ridiscendere in pista. Ci accordiamo per una birraccia nei dintorni di Via Nazionale. Il punto è che io e Ale arriviamo un po’ prima e di birre, alla fine, me ne scasso due e mezza.
Nino, benché sopraggiunga con una media di ritardo, mi riprende senza fatica, si affianca e tagliamo insieme il traguardo.
Nel frattempo succedono due cose:
1. Arriva Massimiliano Di Giorgio terza anima della presentazione romana. Atteso.
2. Arriva Lorenzo Flaherty. Avete capito bene, il capitano Venturi del R.I.S. Non è atteso e infatti, dopo una sbirciatina al nostro tavolo (ingolfato di vuoti a rendere), se ne va senza nemmeno salutare.
Chiusa anche la parentesi V.I.P. (d’altronde, la Capitale è la Capitale manco pe’ gnente…), notiamo che s’è fatta ‘na certa e decidiamo di incamminarci verso la libreria.
Al nostro arrivo, ad attenderci ci sono un po’ d’amici: Enzo di Corpi Freddi, Valentina e Alessandra, lettrici voraci e voci del web che finalmente conosco di persona. C’è anche il mio gemello tra il pubblico, ma lo scoprirò solo a presentazione ultimata.
Con Nino e Alessandra si chiacchiera di Anni di Piombo, archivi, emeroteche, ricerche e New Italian Epic. Teniamo banco (e botta) per mezz’ora e poi rompiamo le righe e congediamo il gentile pubblico.
Saluti, baci, ma manca qualcosa: Enzo vorrebbe fare un’intervista (ha portato la telecamera apposta), Alessandra (non Buccheri, quell’altra Alessandra) mi deve una birra e dunque tocca organizzarsi, dal momento che la libreria sta per chiudere (e non serve alcolici…)
Dunque, nuovo passaggio radente al pub (una religione, ormai…). Intervista per Corpi Freddi con tanto di sottofondo musicale (disturbante) ed ennesima pinta di chiara. Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere e infine una folle corsa verso la mejo trattoria della Nomentana.
A cena ci raggiunge anche la moglie di Massimiliano, simpaticissima. Come ci sediamo, prima ancora di ordinare, arrivano degli straordinari fiori di zucca impanati, fritti e ripieni di mozzarella e alici (che te lo dico a fare, come se magna a Roma…). Poi l’amatriciana è d’obbligo, così come il profitterole, che però non è un vero profitterole, ma una bomba atomica di pan di spagna infestata da qualunque tipo di cioccolato conosciuto al mondo: una delizia; alla quale, però, devo cedere perché sto per esplodere.
Un Lagavulin per buttare giù, due passi e poi a nanna. La mattina dopo si riparte alle otto e mezza: felice, contento e infinitamente grato alla Capitale e ai miei amici di essere sempre così straordinari.

Corredo fotografico (ad uso e consumo dei soli utenti facebook).


Terza fermata: MILANO – 20 giugno 2009
Un paio d’anni fa il mio amico Paolo Roversi ha avuto un’idea della Madonna: organizzare una maxi bevuta collettiva con scrittori e pubblico. Detta così, suona come una ciucca di gruppo senza senso, ma in realtà il Milano in Bionda è un simpatico evento letterario sponsorizzato dalla Menabrea che ha luogo alla Libreria Del Corso. La trovata è straordinaria: ogni autore (e sono tanti) ha cinque minuti cinque per parlare del proprio libro e bersi una bionda ghiacciata; alle sue capacità dialettiche (e bibitorie) è affidato il proprio successo.
Sabato 20 io e la mia signora arriviamo sui navigli prestino, e ci facciamo un Negroni tanto per fare il fondo. Nonostante il caldo dei giorni precedenti, il tempo è piuttosto inclemente e minaccia pioggia.
Per cui, non appena avvistiamo le prime gocce, ci diamo una mossa e c’intrufoliamo in libreria.
L’atmosfera è calda e amicale: sulla soglia vedo Paolo Franchini con cui scambio subito un paio di battute festose. Nel frattempo arrivano due autentici pezzi da novanta: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.
Mi avvicino e stringo come si deve la mano di mr. Armageddon; il Professionista, invece, mi smazza un paio di libri giusti (mi mancavano giusto i primi due volumi della saga di MONTECRISTO: li baratto con un’edizione vintage di CONFINE DI STATO e un TURKEMAR d’annata). Saluto il padrone di casa, l’amico Francesco Gallone e conosco finalmente di persona Matteo Di Giulio. Intanto arriva pure Alessandro Bertante ed è subito tempo di chiacchiera. Pronti via, la serata decolla: apre Altieri e poi via via è tutto un susseguirsi di buone penne (e ottime birre) sul palco. Ci sono anche la mia amica Annarita e il suo fidanzato Paolo Bianchi, oltre che Fabio e Dani (venuti apposta da quel di Vercelli), per cui l’attesa per andare in scena è stemperata come si deve…
Io e il buon Roversi andiamo su per ultimi, chiudendo la mirabile kermesse a colpi di salate facezie e mossette degne di Keaton (Buster, non Michael): ossia, facciamo i cazzoni finché il tempo a nostra disposizione non è scaduto…
A fine serata piove che Dio la manda, per cui c’è tempo solo per saluti vari, abbracci, promesse di rivedersi presto.
Vero campione della serata: Andrea G. Pinketts, che in fatto di libri e birra non ha niente da farsi insegnare da nessuno.

mercoledì 15 luglio 2009

“Zingaro”, ovvero “racconto dettagliato del viaggio più lungo dell’anno” - Prima Parte

Riprendere le fila di un discorso lasciato indietro centinaia di chilometri fa non è facile.

Non è facile perché i ricordi son leggeri, si sfilacciano in fretta e andarli a riprendere, fissarli a posteriori, è sempre un casino. Ad ogni modo, bella gente, ci proviamo.

E vediamo che succede.


Prima fermata: REGGIO EMILIA – 16 giugno 2009

Corre il giorno 16 di giugno e la temperatura, anche alle prime luci dell’alba, è torrida.

Mi sveglio, mi colaziono come si deve, preparo la valigia e un paio d’ore dopo pranzo sono già in strada. All’altezza di Piacenza, il termometro della macchina, nonostante la velocità e il condizionatore a palla, segna 36 gradi… ci si squaglia…

Mollo la macchina a Reggio in piena zona traffico limitato senza rendermene minimamente conto. Guadagno la via dell’hotel a grandi passi e alla reception un corpulento portiere (coi capelli di Ivan Zazzaroni) mi consegna un pass per la ZTL e mi intima di correre a piazzarlo sull’auto, o i vigili urbani ne faranno scempio.

Mi affanno, mi scapicollo, mi affretto, ed arrivo giusto un secondo prima del cappelluto tutore dell’ordine.

Pericolo scampato…

Torno in hotel e sono l’ombra di me stesso (un’ombra sudata, ça va san dire), ma ormai è tardi: c’è giusto il tempo di una doccia veloce e di uno squillo al mio amico Paolo che è già ora di andare. Eliselle mi manda un sms e dice di aspettarmi nella piazza delle Fontane.

Io chiedo al corpulento doorman, ma dice che non esistono piazze del genere a Reggio. Lo fisso per un minuto intero come Dory fissa Marlin in Finding Nemo e poi decido che fa troppo caldo per dargli retta.

M’incammino solingo, guadagno la piazza in un giro d’angolo e, dopo nemmeno un secondo che sto al sole ad arrostirmi in attesa della padrona di casa, compare Mauro Marcialis con la sua bimba piccola.

Chiacchiere, risate e un aperitivo. Arrivano anche Paolo ed Eliselle, l’atmosfera si scalda: altro giro di bevute (per il sottoscritto e il Paolino, Eliselle niente). Mauro mi racconta qualcosa del suo nuovo libro (fichissimo!) e poi sgattaiola via, ché la bimba, come dicono a Reggio (di Calabria, però), “vuole cenata”.

Ci si dà appuntamento per dopo, al Paguro.

Rimaniamo in tre e decidiamo che è ora di mettere qualcosa sotto i denti: due passi e ceniamo in uno splendido posticino in mezzo ad antiche mura: le alici marinate hanno il loro perché e i tortelli di zucca non tradiscono.

Il servizio non è velocissimo, ma la conversazione è ottima. Per cui aspetta aspetta, non ci accorgiamo che è quasi ora di andare: paghiamo, ci alziamo e fuggiamo in direzione Paguro.

Grazie a Dio siamo i primi: la faccia è salva.

Nel giro di mezz’oretta arrivano un po’ d’amici (torna Mauro e ci raggiunge Mario Uccella) e un po’ di pubblico.

La sala è piccolina e la gente non è molta, ma capiamoci: è martedì sera e fa un caldo porco…

Lo scambio d’opinioni, però, è gustosissimo. Chiacchieriamo fino alle undici.

Poi saluti, strette di mano, qualche firma di rito e un generoso whisky offerto dalla casa.

Due passi col Paolino, ancora chiacchiere e si tira tardi. Ma non troppo, ché il giorno dopo si lavora.

Io durante la notte sono colto da invecchiamento precoce (o è semplice rincoglionimento): mi trovo in un grande e bell’albergo e potrei dormire fino a tardi – un a volta tanto – e invece alle 6.10 son già in piedi, come un anziano insonne…

Che fare? Una doccia, colazione e poi via verso casa.

Molto prima di pranzo sono a Novara. Il giorno uno si è concluso, ma il giorno due è già alle porte.

Roma mi aspetta…


Corredo fotografico (ad uso e consumo dei soli utenti facebook).

martedì 23 giugno 2009

Cinque date in una settimana non sono uno scherzo...

Nell'ordine: Reggio Emilia, Roma, Milano e Segrate, con una puntatina a Vercelli per organizzare la presentazione dei primi di luglio. E' stata una settimana straordinaria, ricca di emozioni, incontri, bevute, sorrisi, amici. Ma è anche stata una settimana senza il tempo per respirare.
Aggiungeteci che domani si parte per Cork e oggi si lavora a United We Stand e vi renderete conto che tempo per i resoconti non ce n'è granchè. A dirla tutta, non ho avuto nemmeno un minuto per scaricare le foto dalla digitale...
Spero capirete se non vi servo sul solito piatto d'argento la microconaca dettagliata delle ultime trasferte. Non subito, almeno: questa volta vi chiedo di aver pazienza.
Quando torno dall'Irlanda, giuro che metto giù la Divina Commedia dei racconti di viaggio...:-)
Un postone riassuntivo delle ultime due settimane, preciso fin nei minimi particolari.
Promesso.
Intanto tiro il fiato.
Stay well...

martedì 2 giugno 2009

Genova & so much more: letture passate e scritture future

Sono un po' di corsa, ma due cose ve le devo proprio raccontare: la prima ha a che fare coi viaggi, le "trasferte" come le chiamo io, la seconda coi libri; quelli già stampati e quelli ancora da scrivere.
Ma andiamo con ordine: sabato scorso, ovvero sabato 30 maggio, sono partito alla volta di Genova. Ad accompagnarmi Stefano, il mio migliore amico, che già aveva seguito la carovana del NIE in Franza. Si parte comodi comodi verso le undici, ci si impianta alla'altezza di Masone e si sconta un'infinita coda sino a Pegli.
Quando l'ora di pranzo è passata da un pezzo parcheggiamo davanti a un hotel che sta proprio al numero civico del nostro ma che non si chiama come ci avevano detto. Allora telefono: "Sì, pronto, mi scusi... sono parcheggiato proprio qui davanti ma non vi trovo. Non vedo l'insegna Hotel Standard..."
E qualcuno risponde: "Hotel Soglia, signore. Entri dove c'è scritto "HOTEL SOGLIA"..."
"AH, BE', TUTTO CHIARO...", penso. Non c'è come la comunicazione ligure...
Entriamo, molliamo le valigie ed è già un'ora assurda, per cui vediamo di mettere qualcosa sotto i denti. C'è un bar niente male sotto i portici dove i panini sono squisiti, la focaccia che te lo dico a fare e l'aria sa un po' di mare (o forse è solo suggestione, tanto siamo gasati per la vacanza...); ci fermiamo a scofanare lo scofanabile.
Terminato il pranzo, non abbiamo molto tempo prima del rendez vous con la nostra ospite, per cui ci diamo una sciacquata e sveniamo un millisecondo in camera.
Giovanna Profumo, l'incaricata del Comune di Genova, ci viene a prendere in taxi. E' davvero simpaticissima e chiacchieriamo fino all'hotel di Grazia Casagrande, colei che presenterà me e Ettore Maggi prima al Libraccio e poi al Tendone Letterario.
Grazia è semplicemente straordinaria: i nostri libri, un po' per colpa delle poste, un po' per sfiga, le sono arrivati tardi e si è dovuta leggere CONFINE DI STATO, SETTANTA e IL GIOCO DELL'INFERNO in poco meno di sette giorni.
Ce l'ha fatta, e quando è ora di andare in scena al Libraccio è preparatissima.
E' venuta anche Gaia De Pascale ad ascoltarci e ci salutiamo fuori della libreria; ci sono anche suo marito, il suo splendido bambino e un'amica.
In sala il pubblico non è moltissimo ma ad ogni modo non ci sono posti in piedi. Io e Ettore siamo carichi, Grazia è in formissima: si parte. La conversazione spazia dalla resistenza alle BR all'eredità politica e sociale che i nostri vecchi hanno trasmesso a noi e che ci toccherà trasmettere ai nostri figli. Stiamo bene.
In chiusura un bicchiere di bianco e una montagna di focaccia.
Strette di mano, ringraziamenti ai librai e in men che non si dica siam di nuovo in taxi. In Piazza Matteotti arriviamo che non è ancora buio e optiamo per un aperitivo davanti a San Lorenzo.
L'atmosfera è rilassata, si chiacchiera di De Andrè, dei meglio e dei peggio quartieri di Zena e di libri, di figli, di Cuba e di rum.
Squilla il telefono: sono Montz e Barbara, due amici accorsi da Vercelli apposta per assistere al big show sotto il tendone letterario. Li incontriamo proprio in Piazza Matteotti e dopo qualche minuto ci accomodiamo; microfono in mano, affondiamo di nuovo pensieri e parole nel marcio del Paese. Man mano che Grazia ci intervista, il pubblico cresce. Tra la folla intravedo anche Daniele Cambiaso, scrittore e vecchio amico genovese.
Dopo quasi un'ora di conversazione, un applauso ci dice che è ora di cena. Senza accorgercene ci congediamo dal gruppo, stringiamo mani, firmiamo autografi e ci troviamo in men che non si dica al porto antico, seduti in un magnifico dehor vista mare. Ordiniamo pansoti e focaccia di Recco, beviamo del Vermentino che è la fine del mondo e concludiamo il pasto con un J&B ghiacciato (o meglio: il whisky lo bevo io, qualche signora sorseggia un limoncello...)
Barbara e Montz portano me e Ste in albergo, ove perdiamo conoscenza sino al mattino dopo.
L'indomani piove, e la nostra idea di fare il primo bagno della stagione sfuma miseramente. Proviamo a mangiare qualcosa ad Arenzano, ma non c'è un parcheggio a pagarlo oro. Ripieghiamo su Cogoleto, ci sbafiamo un paio di toast e altrettanti panini e ripartiamo lesti verso casa.
A metà pomeriggio son già intento a smaltire la posta arretrata e a scaricare le foto.
Ho postato solo una selezione parziale degli scatti genovesi; se siete davvero curiosi di ogni microscopico particolare, fate un salto su facebook.

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Dai viaggi ai libri, che il tempo stringe e la tastiera chiama. Ho letto un paio di romanzo in questo periodo: il primo, poco noto e appena uscito, si chiama SPLENDIDO SPLENDENTE - Romanzo per Moana, edito da Agenzia X e scritto da Ivan Guerrerio. Questo libro è semplicemente straordinario.
Vi copio e incollo ciò che ho scritto su anobii:

Il più bel romanzo italiano sugli anni '80

C'è questo romanzo che poi non è un romanzo: un racconto lungo, ecco, ma di quelli scritti col cuore. C'è questo esordiente che non è un esordiente, ma è un narratore di classe, che sa emozionare, stupire, coinvolgere, commuovere. E c'è questo personaggio, Moana, che non è un personaggio, ma è un fantasma in carne e ossa, una dama bianca fatta di respiro e fiato e poesia. Poco più di cento pagine: è come guardare un film; ma signori, che capolavoro...

L'altro libro, invece, è uscito da un po' ed è decisamente più conosciuto: BRUCIA LA CITTA' di Giuseppe Culicchia.
Per par condicio, anche qui trascrivo il mio giudizio anobiino:

Bravo, bravo, bravo...
...Culicchia diventa più bravo ad ogni libro. Dopo IL PAESE D
ELLE MERAVIGLIE, il suo capolavoro sul Settantasette, questo straordinario e cattivissimo affresco della Torino bene, viziata, annoiata, ignorante, vuota e drogatissima. E l'altra faccia della medagia, a vent'anni di distanza, della Milano da bere. Vuoto su vuoto. Il romanzo si beve in un soffio. Peccato per il finale.

Tra i due, sicuramente, vince Guerrerio. Ma è impossibile non ridere, piangere, pensare ed emozionarsi leggendo il libro di Culicchia.

Ora, davvero, vado. Perchè oggi inizio il vero lavoro sul mio nuovo libro. La prima fase della documentazione è finita, ora inizia la scalettatura e l'integrazione documentaria. E poi si attacca a scrivere.
Come dite? No, signori e signore, non è il terzo volume della trilogia. Per quello c'è tempo.
Di che parla questo nuovo romanzo? Non posso sbottonarmi, vi tocca aspettare.
Consolatevi, però; nemmeno il mio editor ne sa nulla.
Tra un paio di mesi si ritroverà il manoscritto nella casella di posta. Solo allora vi dirò qualcosa in più.
Per il momento: acqua in bocca!

giovedì 28 maggio 2009

Settanta Hard Boiled: cronaca di troppi giorni di tonsillite e presentazioni e birra e passi da gigante sulla via della guarigione...

Non era una notte buia e tempestosa, ma piuttosto un pomeriggio con un caldo da cani. Giovedì 21 maggio: la giornata più calda dell'anno. Novara affondava nell'afa, pareva di stare a luglio. Io, amante sfegatato delle temperature equatoriali, me la godevo a torso nudo nel mio studio, battendo sui tasti con successo e sorseggiando, non senza qualche malizia, caffè freddo fatto in casa. Alle 17.15 infilai una camicia di lino e la mia vecchia digitale e mi precipitai in centro: L'uomo sarebbe arrivato a minuto. L'uomo, al secolo Giorgio Faletti, aveva venduto milioni di libri. Libri che mi ero stra-goduto (il primo), che avevo letto con piacere (il secondo), che non avevo letto affatto (il terzo) e che ero ansioso di leggere (il quarto che, secondo i ben informati, assomigliava un sacco al primo). Arrivai con un certo anticipo e notai una folla robusta e corpulenta accalcarsi alle vetrine del Mel Book Store nuovo di pacca in corso Italia. Scavalcai la mandria umana e scivolai oltre le porte in vetro temperato: nonostante il vetro, la temperatura, all'interno, non migliorava. il termometro sballava oltre i 28°. Feci un giro per rinfrescarmi e agguantai un paio di tartine. Il mio occhio di investigatore allenato scivolò su una pila di SETTANTA fresca di stampa. Il bollino rosazzuro NOVITA' ammiccava, fluo, dalla copertina. Non feci nemmeno in tempo a salutare il mio amico Alessandro che L'uomo entrò. Più alto di come l'immaginavo, occhi di ghiaccio, parlata sicura. Dedicò a me e ad Ale appena una decina di minuti; poi tornò dal suo pubblico: anche senza microfono lo stordì, lo incendiò, lo fece ridere e applaudire. Nonostante il caldo africano, nonostante la totale assenza di amplificazione, erano tutti lì per lui: orecchie tese, a pendere da quelle labbra fini, disegnate da un rasoio. In quel preciso istante capii il significato dell'espressione UN MILIONE DI COPIE. L'uomo fece il suo show, dopodichè diede disposizioni e la folla si ordinò in una lunga fila. Centinaia di persone libromunite, in attesa dell'autografo, del feticcio, dell'eterno ricordo. La feci due volte quella fila. Sudando, imprecando per la camicia incollata alla schiena, per gli spifferi che maltrattavano il mio collo madido e bianchiccio. La prima volta ottenni quello che volevo. La seconda donai all'uomo la mia creatura. L'uomo fu gentile: volle che firmassi la sua copia di SETTANTA. Scambio di cicatrici a penna blu su pagine lucide come la neve: Alessandro ci immortalò. Quella foto finì sul giornale qualche giorno dopo. Questa è tutta la storia. Ma significa poco e niente. Quello che successe dopo... quello sì che è davvero importante. Dopo finimmo a cena da Ale. Le nostrre donne ci raggiunsero: mangiammo salato, bevemmo birra e vino. Faceva caldo: spalancammo le finestre. CORRENTE. Fu così che iniziò tutto. Quello fu lo zenith esatto della mia settimana. Fu così che presi freddo. Fu così che, a meno di ventiquattro ore dall'anteprima mondiale di Settanta, mi beccai la tonsillite.

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E qui finisce la metà hard boiled della storia e inizia quella tragica.
L'indomani del grand soirée falettiano mi alzo con un certo pizzicore in gola, ma non ci faccio caso più di tanto. Vado a scuola, disegno per 88 bambini decine e decine di animali con 36 gradi all'ombra, torno a casa, mi butto sotto la doccia e mi appronto per Officina Italia.
Camicia bianca appena stirata, lo dico perchè è importante.
Insieme alla Lara e al Pava (mia moglie rimane a casa, pora stella, è venerdì sera e il sabato mattina lavora) approdiamo senza difficoltà alcuna alla Palazzina Liberty, in Largo Marinai d'Italia 1 a Milano. Scendiamo nel sottosuolo fino al bar e afferiamo con foga delle birre. Intanto arrivano anche Jacopo De Michelis, Federico Baccomo (a.k.a. Duchesne), Antonio Scurati, Alessandro Bertante e Fabio De Luigi. La truppa s'ingrossa e noi trangugiamo birre su birre per combattere la calura.
Scendo un attimo in bagno e, come nel migliore dei film splatter, succede il finimondo: il mio naso, che non aveva dato problemi negli ultimi vent'anni, d'improvviso cede e si tramuta in un irrefrenabile pompa ematica: ho l'epistassi. Porca di quella troia.
Ora, facciamo due conti: ansia da palcosenico (mentre sanguino copiosamente, quattrocento persone prendono posto) + camicia bianca (pronta a trasformarsi nella shirt che indossò tarantino alla prima di Hostel) + qualche birra in corpo + tonsille in espansione + febbre in arrivo = un bel casino.
Proprio un bel casino. Mentre cerco di darmi una sistemata, mi guardo allo specchio: sembro il fantasma di Johnny Rotten dopo una striscia lunga un chilometro e una pera di roba. Solo più in carne.
A un passo dal panico, da uno dei cessi alle mie spalle spunta Fabio De Luigi. Lui è lì al posto di Niccolò Ammaniti: leggerà un brano scritto da lui e chiuderà la serata. Io, invece, devo salire sul palco tra poco, e la mia narice destra sembra la fontana di Trevi il 19 ottobre 2007.
Fabio è gentilissimo: prima mi chiede come sto. Poi si offre di ripassare la parte insieme e infine, senza nemmeno imporre le mani, esercita un benefico influsso che arresta il flusso sanguigno.
Per miracolo la camicia è ancora intonsa. Mi sciacquo, mi do una regolata e torno di sopra.
Faccio il mio dovere senza intoppi e poi, finalmente, svengo su una poltrona (al bar) fino a quando non è tutto finito. Incredibile soddisfazione nel finale: Ottavia Piccolo (ci credereste?) si avvicina per farmi i complimenti e stringermi la mano. A momenti ci resto secco.
Poi ci sono un sacco di amici con cui chiacchierare: Rita, Sergio (grandissimo!), Francesco, Matteo (che è venuto apposta da Verona e ha fatto le foto), Grazia e Stefano che, stringendo una copia di CONFINE DI STATO, mi dice: "QUESTO... E' UN CAZZO DI LIBRO!", ed è il miglior complimento che abbia mai ricevuto da quando scrivo (non me ne voglia la signora Piccolo...).
Poi la febbre ha la meglio e la Lara e il Pava mi riportano a casa.
Me la misuro per curiosità prima di andare a nanna: 38.7...

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L'indomani è sabato e mi riposo. Però, proprio sul più bello, quando sono gonfio di antibiotici e tachipirina, nè sveglio nè addormentato, sento suonare alla porta. Guardo dallo spioncino e scorgo due tizi nerovestiti. Penso a Ultor e rabbrividisco, poi mi ricordo che è il giorno della benedizione delle case. Riguardo dallo spioncino: niente machere antigas: sono preti. E giovani per lo più. Adesso, io non sono nemmeno credente, ma 'sti due poveri cristi girano bardati come esploratori Sardauker con 38 gradi all'ombra: hanno bisogno di una pausa.
Li faccio entrare, do loro dell'acqua e facciamo due chiacchiere. Scopro che uno è messicano ("Cristo! Non mi attaccherà mica la suina?", pensano le mie tonsille...) e ha diciannove anni, l'altro è veneto e di anni ne ha 28. Fino a poco tempo fa faceva architettura e ha fatto anche l'Erasmus in Portogallo. "E come cazzo ti è venuto in mente, fratello, di fare il prete?", vorrei chiedergli. Ma non faccio in tempo: suonano di nuovo alla porta. Guardo dallo spioncino e vedo altri tre tizi vesiti di nero fino ai piedi.
Entusiasta del clima da Hellzapoppin' li faccio entrare e accomodare: altri due messicani e un veneto. Che bevono acqua, vestiti da prete, nella mia cucina.
Per un attimo mi chiedo se nel paracetamolo non ci fosse anche uno schizzetto di codeina: cazzo, ci sono tre preti messicani e due veneti nella mia cucina e sono perfettamente sobrio.
"Non mi crederà nessuno", penso. Mia moglie dirà che avevo le visioni.
Per cui faccio una foto e chi s'è visto s'è visto (eccola qua).
Poi pregano e finalmente li caccio e torno a letto. Non succede nulla fino al giorno successivo.

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Il giorno successivo è domenica 24 maggio. E alle sei, in centro, c'è la presentazione di Settanta.
L'atmosfera è bollente, in città e su facebook c'è parecchia attesa. E infatti, quando io e il mio amico Luca Ottolenghi arriviamo in loco, benchè manchi più di mezz'ora all'inizio, ci sono già diverse persone che occupano le sedie schierate come fanti prima dell'assalto sotto i portici del Teatro Coccia. Il proprietario della libreria mi accoglie e chiacchieriamo mentre i portici si riempiono sempre di più. Quando cominciamo ci sono solo posti in piedi: cento persone, anima più anima meno.
Io e Luca parliamo per più di un'ora: di stragi, di americani, di Servizi, di Pasolini, dei Settanta. Poi è il momento della musica: Marco Pasquino suona, il pubblico apprezza. Poi firme, birra per Luca, Tachipirina per me e un panino prima della nanna.
Ospite illustre e inatteso: Riccardo Bertoncelli (sì, proprio quello dell'Avvelenata di Guccini).

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Ieri sera, esattamente in concomitanza con la finale di Champions e la presentazione della giunta, sprezzanti del pericolo come autentici samurai, io e Gianluca Mercadante siamo andati a presentare le nostre ultime fatiche letterarie (SETTANTA e POLAROID) all'ultimo incontro della rassegna AD ALTA VOCE. Ci siamo presentati a vicenda e abbiamo intrattenuto il gentile pubblico (non numerosissimo, va detto; ma molto, molto preparato) per un paio d'orette parlando di questo malandato Paese.

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Oggi è giovedì; e il prossimo appuntamento in vista è quello di sabato. Duplice incursione genovese in combutta con il compagno Ettore Maggi.
I nostri due libri, SETTANTA e IL GIOCO DELL'INFERNO, saranno protagonisti prima alla Libreria Il Libraccio, in via Rossetti 2 alle 17.30, e poi in piazza Matteotti alle ore 21.00.
Accorrete numerosi, mi raccomando. Ci si vede là.

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Prima di chiudere, la rassegna stampa di SETTANTA, aggiornata a questa mattina.
Del mio nuovo libello si sono occupati LIBERAZIONE (oggi), PANORAMA.IT (ieri), PAGINA.TO.IT, MILANONERA, NOVAMAG e per ben due volte il quotidiano locale TRIBUNA NOVARESE.

domenica 17 maggio 2009

Sarasso live @ Salone del Libro: cronaca affaticata di una due giorni fiammeggiante in quel di Torino

E' stata dura, ma ce l'abbiamo fatta.
Dopo questa due giorni torinese in quel del Salone, mi sono reso improvvisamente conto che se aggredirò in maniera così decisa ogni trasferta, probabilmente non sopravviverò al tour di Settanta...;-)
In due (quattro? Cinque?) parole: non ho (più) l'età.
Ma andiamo con ordine, che se no ci confondiamo. Venerdì sveglia a un orario decente, valigia, doccia, saluti su facebook ed è già ora di scendere dabbasso. Il campanello trilla, la pioggia viene giù che Dio la manda e il mio amico Luca Ottolenghi è già pronto alla guida della sua fiammante Opel Corsa. Luca veste leggerino: glielo faccio notare mentre mi sistemo la sciarpa sopra la felpa col cappuccio e il giubbotto impermeabile. Ci fissiamo per un secondo mentre l'acquazzone continua a scendere e il termometro dell'auto segna 14 gradi; poi scoppiamo a ridere: nessuno dei due ha azzeccato l'abbigliamento adatto. Ma ormai è tardi: via che è ora, la strada chiama.
Il navigatore è puntato sul Lingotto, ma io e Luca apparteniamo a quella specie di persone che si perde pure nel salotto di casa propria, e dunque finiamo fuori strada in men che non si dica. Di mio giro abbastanza, lo sapete, ma in genere non sono solo: insieme a me c'è sempre qualcuno dotato di buon senso - dell'orientamento - tipo Daniele, Ste o la mia dolce metà; ecco perchè riesco, in un modo o nell'altro, ad arrivare a destinazione o a tornare a casa. Questa volta, il mio compagno di viaggio è piazzato peggio di me. That's why, dopo aver avvistato il cartello TORINO, ci ritroviamo in men che non si dica in mezzo a un gran casino di viuzze che poco c'entra con l'ex stabilimento FIAT. Via Nizza è chissà dove ma noi col cavolo che ci facciamo prendere dal panico. Parcheggiamo, sgusciamo fuori dall'auto e ci rintaniamo nel primo bar aperto. Doppio panino con birrone al seguito e la vita ti sorride. Difatti, solo un'ora dopo, approdiamo al Salone sotto un temporale che levati.
Incontro al volo con lo staff Marsilio (quasi) al gran completo e siamo dentro. Molliamo zaini e zainetti e cominciamo a girovagare. I miei ricordi di venerdì non sono nitidissimi. Ho appuntato appena un paio di flash piuttosto significativi: incontro un bel po' di amici conosciuti su facebook (Corrado, Emanuele, Fabrizio, tanto per citarne qualcuno. Peccato non aver beccato Luca. So che sei passato sia da Marsilio che da Agenzia X, ma si vede che ero sperso tra i meandri della fiera... sarà per la prossima volta), non trovo almeno duemila persone che dovevo incontrare, mi becco con Annarita e Paolo ed è sempre un piacere, acquisto diverse birre che consumo, rigorosamente seduto in terra, col mio compagno di ventura Luca, mi faccio intervistare da almeno tre coppie di sondaggisti, conosco Andrea allo stand di Agenzia X, mi accordo con Alessandro per un'intervista (bella Ale, grazie mille!) e con Luca per andare in Radio (domenica 7 giugno, h13.00, Radio 2, Tutti i colori del giallo, tenete a mente, gente...), acchiappo i volantini per la festa di Minimum Fax (e incontro di persona Cataldo: grandissimo!), vedo Alessandro e Alessandro (qui ci vogliono i cognomi, se no andiamo insieme... Bertante e Beretta) e pianifico con loro la serata, ma soprattutto COMPRO UN QUINTALE DI LIBRI.
In poco più di trenta minuti, riesco ad accaparrarmi:
- Anteprima nazionale, antologia (con racconti di Avoledo, Bergonzoni, Celestini, De Cataldo, Evangelisti, Falco, Genna, Pincio, Wu Ming 1) a cura di Giorgio Vasta (che è lì mentre compro il libro, tra l'altro), Minimum Fax
- Vite spericolate, Patrick Fogli, Verdenero
- L'ultimo giorno felice, Tullio Avoledo, Verdenero
- I dannati di Malva, Licia Troisi, Verdenero
- Cani da rapina, Luca Moretti, Purple Press
- Splendido splendente (Premio Calvino 2009, romanzo straordinario sugli Ottanta e su Moana), di Ivan Guerrerio, Agenzia X
- Guida Steampunk all'Apocalisse, Maragret Killjoy, Agenzia X
- Il sindacato dei poliziotti Yiddsh, Micheal Chabon, Rizzoli
- L'isola degli uomini superflui, Stephano Giacobini, Spoon River (questo in realtà non è un acquisto, ma un regalo. Il mio amico JP Rossano, per interposta persona, me ne ha fatto dono).
Ebbro di shopping selvaggio, abbandono il campo verso le sette e mezza. Passaggio radente in albergo e poi a cena a casa di una futura autrice Marsilio. Lanostra ospite, gentilissima, ci introduce a un pantagruelico buffet che io e il mio socio, prontamente seguiti dal buon Bertante, dal mio boss Jacopo De Michelis e il resto dello staff Marsilio, ci accingiamo a saccheggiare.
La cena è squisita, il beveraggio ottimo e abbandonate e la conversazione gustosa. Incrocio anche Enrico Remmert e Gero Giglio, con cui chiacchiero piacevolmente. A un tratto s'è fatta una certa ed è ora di levare le tende. Sotto la pioggia battente c'infiliamo in macchina: io, Luca, Alessandro Bertante e le due Chiara dell'Ufficio Stampa Marsilio.
Arriviamo alla festa di Minimum Fax che già l'ingresso è difficoltoso: milioni di persone (invitomunite) prendono d'assedio il piccolo locale adibito al party. Entriamo in qualche modo e acquistiamo qualche birra. Anche qui, i miei ricordi della serata non sono esattamente nitidi, ma qualche flash è sopravvissuto all'oblio. Tra le scene degne di menzione, c'è sicuramente quella in cui, nel bel mezzo della folla, proprio in cima alle scale scivolose che collegano i due piani del locale, io riconosco una compagna di università che non vedevo da un decennio. Non faccio tempo a salutarla che rovina bruscamente in fondo ai gradini. Rimango a bocca aperta, col bicchiere a mezz'aria. Controllo: grazie a Dio non s'è fatta nulla. Ride e sta bene.
E poi ancora chiacchiere in fila (la festa intera èuna fila: per prendere da bere, per salire a fumare, per scendere a ballare...) con Annarita e Paolo, un Cappi in ottima forma che scorgo di lontano ma non riesco nè a raggiungere nè a salutare, altri amici che non vedevo da un millenio e alcool, alcool, alcool...
Sono le tre e qualcosa quando decidiamo di tornare in albergo. Ci segue Jacopo, che dorme nel nostro stesso hotel. Lungo la strada raccattiamo Vicky e la portiamo (non senza qualche difficoltà) dove alloggia.
Varchiamo la soglia della hall verso le quattro meno un quarto e il mio capo mette ai voti il bicchiere della staffa. Io e Luca appoggiamo la mozione e ingolliamo un abbondante Macallan ghiacciato prima di coricarci.
E' il colpo di grazia.
Rinveniamo dopo poco meno di otto ore e dentro la testa ho un corpo di ballo latino americano che ci dà dentro senza sosta. Mi trascino in bagno, mi rendo presentabile e ingollo con foga un'aspirina effervescente. Mezz'ora dopo ho l'incarnato cinereo degli amici non morti di Romero, ma sono vivo. Sveglio il mio socio.
Invece della colazione optiamo per una pizza con salsiccia (oh yeah!), un paio di coche e un bidone di caffè. Dopodichè Luca schizza a Milano e mi lascia al Salone.
Son quasi le due quando incrocio il resto della truppa allo stand Marsilio.
Provati, per carità, ma messi decisamente meglio del sottoscritto.
Il pomeriggio scorre tranquillo: incrocio JP Rossano e chiacchieriamo di una presentazione torinese di SETTANTA al Circolo dei Lettori, scambio quattro chiacchiere col Paolino Roversi, mi fermo a fare due parole (e una foto) con Marcialis (grandissimo!) ed Eliselle. Dopodichè, scaglionati, arrivano su mia moglie, Daniele Rudoni e Luca, Ruggero e Sara di IL MIO NOME NON HA IMPORTANZA. Butto un'orecchio alla presentazione di Daria Bignardi e vado ad allestire, insieme ai ragazzi, il set musicale allo stand di Agenzia X.
Dovremmo suonare alle 18.00, ma un fulmine a ciel sereno quasi ci manda a monte lo show. Purtroppo il cavo dell'alimentazione delle casse è rimasto a casa e siamo senza voce.
Luca, Ruggero e Sara ci mettono una pezza recuperando al volo due casse e la cosa si fa, con quasi un'ora di ritardo. Mi scuso moltissimo col pubblico venuto all'ora concordata. Per farmi perdonare, molto presto posterò su queste pagine il file audio integrale di UWS - TERRA DI NESSUNO.
Dopo lo spettacolo il tempo stringe. I ragazzi del gruppo sono di corsa e noi li lasciamo andare. Con Daniele e mia moglie ci rintaniamo in un (ottimo) cinese in corso Regina Margherita e facciamo strage di anatre piccanti, involtini vietnamiti e omelette di gamberi.
Dopo, cerchiamo invano un gelato e torniamo a casa che è l'una di notte.
Stravolti ma molto, molto felici per l'esito della trasferta.
In chiusura di racconto, la morale della favola: o imparo ad andarci più leggero con la bumba e il cibo e le poche ore di sonno, o difficilmente uscirò vivo da quella settimana di giugno che mi vedrà prima a Vicenza, poi a Reggio Emilia, a Roma e infine a Milano.
Cosa dite: metto giudizio? Seee, come no...;-)

P.S. Mi sono appena ricordato di aver visto Patrick Fogli. E di avergli persino stretto la mano.
So per certo che si è portato via una copia di SETTANTA in anteprima e sono molto ansioso di sapere che ne pensa. Quello che non ricordo è il giorno in cui ci siam visti... Venerdì o sabato? Quasi sicuro sabato, ma non ci giurerei... vedete ben come son piazzato... :-D