DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

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lunedì 23 novembre 2009

La panissa più densa del mondo e la Perugia dei sogni neri. Racconti di viaggio con dentro una fetta di Sarassone

Una volta scrivevo racconti di viaggio. Resoconti di trasferte, simpatiche microcronache, appunti faceti sui luoghi e le persone che la professione di zingaro letterario mi onorava di conoscere.
Una volta rispondevo alle mail.
Una volta.
Una volta era tutto un po' più tranquillo (e più noioso, diciamocelo...;-)
Adesso c'è così tanto da fare che a malapena mi ricordo di dar da mangiare al gatto (povera Matilda!). Grazie a Dio, però, ci sono un sacco di amici che si prendono la briga di annotare cosa capita nei luoghi dove, settimana dopo settimana, mi trovo a essere ospite.
Quindi, se vi siete persi la straordinaria panissata monferrina di sabato o la gustosa ospitalità perugina di UMBRIALIBRINOIR, spizzicate pure qui di seguito.
Il ricco menu prevede:

Primo: un paio d'impressioni firmate direttamente dal padrone di casa - nonché sommo organizzatore dell'evento di Soglio - Davide Ruffinengo:

Da queste parti si parla ancora di uno scrittore vercellese arrivato da novara a conquistare il piccolo paese dai tanti lettori.
Sembra abbia ordinato un succo di frutta, appena arrivato,
per poi cambiare idea e sorseggiare un più consono Campari.

Dopo poco lo si poteva vedere al tavolo di una casetta, con la stufa accesa, a tagliare cipolla e lardo, "fondo" essenziale per la Panissa.

Dopo cena però le risate sono diventate silenzio; Sarasso inizia a raccontare perchè scrive, cosa dicono le sue storie.
Simone scrive per costruire una memoria, affinchè non si dimentichino le stragi accadute in Italia nell'ultima porzione di secolo, stragi senza colpevoli perseguibili, fatti che infangano le famiglie delle vittime ( costrette a pagarsi, inoltre, le spese processuali ).

Sarasso narra storie che a scuola non si studiano, che rappresentano la storia recente di una nazione che non è mai stata innocente.
Confine di stato - Settanta - United We Stand ( Marsilio )
Ecco che l'indignazione ha gelato la pelle del pubblico; i 36 anni del processo per la strage di Piazza Fontana sono un esempio, solo un iceberg che spunta.

Grazie Simone: per la Panissa, le risate, la riflessione, l'indignazione, la rabbia, il confronto e la volontà di scrivere per non dimenticare.
E Grazie a chi ha partecipato, con autenticità e passione, macinando km nella nebbia. Grazie davvero.

Secondo: ricordi di Pasquale Guerra, Deus Ex Machina di UmbriaLibriNoir:

Se vi capita, andate su www.cristinazagaria.com, il sito della scrittrice ricordata da Sara nella sua mail. Cristina è una giornalista di Repubblica e lavora nella redazione di Napoli.
Da anni si occupa di cronaca soprattutto quella legata agli ambienti malavitosi. Noi l'abbiamo premiata per L'OSSO DI DIO, edizione Flaccovio, un libro nato dopo aver conosciuto Angela Dunato, una donna calabrese il cui figlio era stato rapito dalla 'ndrangheta e scomparso poi nel nulla. Una storia vera, come autentica quella narrata in PERCHE' NO, l'ultimo e piccolo romanzo o racconto lungo: a Napoli, nel gennaio del 2009, due bambini di quinta elementare decidono di rapinare la loro giovane maestra per una misera somma.
Con Cristina siamo stati insieme per più di dodici ore: ritrovarsi a tavola con gli scrittori, chiaccherare tra un piatto di lasagne al tartufo e un Rosso di Montefalco mentre si attende lo sformato di pere caramellate e il vin Santo(forse un Sagrantino) non è esperienza di tutti i giorni ed ha certamente il suo fascino. Convenite?
Con noi c'erano anche Simone Sarasso (anche lui ha un sito: www.confinedistato.it) e sua moglie Mary, sompaticissima come lui (per Simone dovrebbero esprimersi le donne: che ne pensi, Sara?): se non avete ancora letto CONFINE DI STATO, edito da Marsilio, non avete più scampo!!! Dovete correre in libreria e leggere queste pagine per ricordare i fatti di casa nostra, quelle trame nere che ancora oggi risuonano inspiegabilmente sinistre... E, dopo, SETTANTA, sempre edito da Marsilio: dopo Piazza FOntana l'Italia è andata sempre più a picco. Non sono pagine angoscianti: Simone riesce ad elaborare delle storie dove la forza del romanzo incanta e ci tieni avvinti sino all'ultima pagina. Perché comprare un semplice "giallo" quando puoi leggere un prodotto di più alto profilo?
Poi, come per tutte le manifestazioni, si corre alla stazione per non perdere la coincidenza o ci si avvia silenziosi verso l'autostrda per macinare quei 300 o 400 km...
Massimo Mongai, altro scrittore di "gialli", intervenuto sabato pomeriggio ma presente a tutti gli altri eventi, compresi pranzi e cene, tornerebbe volentieri a Perugia soltanto per ri-assaporare quel piatto di lasagne al tartufo (ci han fatto notare che non c'è stato solo il Bis, per Mongai: se trovate una sua foto in giro, capirete tutto) e quell'agnello farcito e quel.... Basta, altrimenti dovreno provvedere ad inviarvi BONUS per un soggiorno a Perugia in tempi brevi.
Naturalmente stavo dimenticando altre importanti donne: di SARA conoscete ormai le sue virtù eroiche, mentre dovreste vedere Alessandra che di cognome fa Bucchèri, siciliana DOC trapiantata a Roma, ottima padrona di casa a Perugia, gran sorriso come la modenese di cui sopra. Andate a cercare il suo BLOG "angolo nero" e leggete il suo (lo firma con altri due) DAG Dizionario Atipico del Giallo, in uscita alla sua seconda edizione tra pochissimi giorni)...
Ciao e a presto
pas

Dessert: la cronaca dei giorni perugini della regina del noir Alessandra Buccheri (a.k.a. Angolo Nero)

Buon appetito... ehm... Buona lettura!

giovedì 12 novembre 2009

Metti una sera a cena (col Sarassone dietro i fornelli)

Alla fine di novembre, dovunque tu sia, fa freddo. Ok, forse ai Caraibi no, e magari nemmeno in Australia, ma da queste parti, nel Nord del Bel Paese, a novembre ti si gelano le chiappe. Dalle mie parti, poi, c’è quell’umidità carogna che ti sta addosso peggio d’un creditore genovese. E allora che si fa? Per combattere la temperatura e il malumore, si sale in macchina, si fa qualche chilometro e si approda in una magica terra chiamata “Monferrato”. In cambio di pochi euro, nel magico Monferrato si possono acquistare confortanti pietanze il cui apporto calorico pro capite è sufficiente ad alzare di un paio di gradi la temperatura di una piccola nazione sudamericana per un mese. Se accompagnate con la giusta quantità di vino rosso, le mangiate monferrine possono diventare autentiche opere d’arte da ricordare con trasporto fino alla primavera successiva. Be’, se questo è il genere di cose che fa per voi, prendete carta e penna e segnatevi quanto sto per dirvi…

Sabato 21 novembre, alle ore 20.00, in quel di Soglio (ridente località del basso Monferrato in provincia di Asti), nell’ambito della rassegna Scrittori in cucina, in una accogliente casetta sperduta tra le colline, andrà in scena una di quelle epocali mangiate. Dietro ai fornelli ci starò io e preparerò, per tutti i commensali che riusciranno a prenotare, un assaggio di panissa, piatto tipico delle mie terre. In accompagnamento al nutriente risotto vercellese ci saranno salumi, formaggi, torte (dolci e salate) e ovviamente una notevole quantità di rosso locale. Si parlerà di libri, fumetti, televisione, cinema, ma soprattutto di cibo.

La notizia più eclatante dell’intero pacchetto è che la serata non vi costerà una lira. Sì, bella gente, avete capito giusto: cena + vino gratis a tutti quelli che riusciranno a prenotare. Tenete presente che i posti non sono moltissimi; chi è interessato, meglio che si spicci.

Per riservarvi un posto a tavola, scrivete a Davide Ruffinengo (davideruffinengo@yahoo.it) o chiamatelo al 334 78 68 110. Davide è titolare del progetto PROFUMI PER LA MENTE – LIBRERIA ITINERANTE (www.profumiperlamente.net), organizzatore dell’evento insieme a Davide Ferraris (LIBRERIA THERESE), nonché padrone di casa; sarà lieto di raccogliere le prenotazioni fino ad esaurimento posti e saprà anche darvi indicazioni sui Bed & Breakfast della zona, nel caso vogliate fermarvi a dormire nei dintorni (il B&B ve lo pagate voi, sia chiaro. Già vi diamo da mangiare e da bere; non è che possiam fare tutto noialtri…;-)).

Vi aspettiamo numerosi!

venerdì 18 settembre 2009

Si riparte: le prime date del tour autunno-inverno 2009

Cari amici, vicini, compatrioti,
l'estate l'abbiamo definitivamente archiviata. Se solo un mese fa scrivevo in canotta e costume, adesso il termometro del mio studio segna 21 gradi e col maglione indosso male non sto.
Finite le vacanze, è ricominciata anche la scuola e la prima settimana, almeno per il sottoscritto, è stata davvero devastante. Ci sono parecchie cose in ballo in questo momento e l'aggiunta della mezza giornata giornaliera di lavoro coi pargoli di sicuro non aiuta a sveltire.
Anyway, a guai lamentarsi, ché il periodo è davvero d'oro.
Tanto per cominciare, il 14 OTTOBRE 2009 esce finalmente in libreria UNITED WE STAND nella prestigiosa edizione Marsilio. Per l'occasione, stiamo facendo anche un radicale restyling del sito.
Se ci andate ora, potreste provare un po' di smarrimento (qualche link che non funziona, qualche immagine che non assomiglia a quella definitiva, qualche pezzo mancante), ma per la fatidica data sarà tutto in ordine, promesso!
Last but not least, UWS avrà anche un prezzo abbrodabile a quanto pare: dovrebbe aggirarsi intorno ai 14 euro.
Ci sono novità anche sul fronte J.A.S.T. (chi non si ricordasse che diavolo è questo benedetto J.A.S.T. può sbirciare in fondo al blog, nella sezione WORK IN PROGRESS): abbiamo fatto qualche prova grafica (sì, la grafica avrà un cazzo di ruolo di primo piano in questo progetto...) e siamo parecchio soddisfatti. Entro breve dovremmo anche formalizzare un accordo con l'editore (MARSILIO, ça va sans dire...). Insomma, tenetevi forte, perché nel 2010 lanceremo la nostra sfida più ambiziosa. Dopo J.A.S.T., signori e signore, il termine "contaminazione" avrà tutto un altro sapore, parola d'onore.
Dulcis in fundo, come già vi avevo accennato altrove, sto lavorando al nuovo romanzo. Non il terzo della Trilogia Sporca (per il quale, tra l'altro, durante l'estate ho avuto un paio di ideuzze cazzute...) , bensì un'assoluta novità. Il romanzo si chiama TERRA DI NESSUNO e parla della guerra civile in Italia (il cui inizio è narrato in UNITED WE STAND e che dura ben diec'anni).
E' sicuramente il romanzo più ambizioso che abbia mai scritto, specialmente perché questa volta non ho nessun appiglio documentale a cui aggrapparmi. Al momento sono a pagina 61, ossia circa a un quarto del lavoro. Vi terrò aggiornati su come procede, non temete.
Cambia la stagione e riparte anche il tour. Per forza di cose, con il lavoro a scuola non posso permettermi molte date infrasettimanali, ma vi posso fin d'ora confermare che praticamente tutti i week end da da qui a fine novembre sarò in giro per l'Italia.
Queste le prime date confermate:

SABATO 26 SETTEMBRE: Treviso, FUMETTI IN TV, ore 18.30, libreria MARTON-UBIK, Corso del Popolo 40, incontro GRAPHIC NOVEL IN MARSILIO (insieme a Fabio Visintin racconteremo come sono nati i primi due progetti illustrati della maison veneziana)

MARTEDì 29 SETTEMBRE: Torino, CIRCOLO DEI LETTORI, via Bogino 9, h.19.00, presentazione di SETTANTA in compagnia di JP Rossano.

SABATO 10 OTTOBRE: Torino, LIBRERIA THERESE, Corso Belgio, 49bis/A, h.18.00, presentazione di SETTANTA

MERCOLEDì 14 OTTOBRE: Milano, INFORMAGIOVANI, Via Dogana 2 (a due passi da Piazza Duomo), h.18.30, READING MUSICATO "SETTANTA", con ILMIONOMENONHAIMPORTANZA
(se siete nei paraggi non mancate. Questo spettacolo è davvero una bomba!)

MERCOLEDì 28 OTTOBRE: Milano, INFORMAGIOVANI, Via Dogana 2 (a due passi da Piazza Duomo), h.18.30, SIMONE SARASSO PRESENTA PAOLO ROVERSI E IL NUOVO ROMANZO DELLA SAGA DI RADESCHI

MERCOLEDì 4 NOVEMBRE: Torino, Museo Nazionale del Cinema, Bibliomediateca Internazionale di Cinema e Fotografia "Mario Gromo", via Matilde Serao 8/A, h.20.30, SIMONE SARASSO PRESENTA UMBERTO LENZI E IL SUO ULTIMO ROMANZO, TERRORE AD HARLEM (CONIGLIO EDITORE)
(cacchio, il Maestro Lenzi, ma ci pensate? Serata da paura, che ve lo dico a ffare?)

SABATO 7 NOVEMBRE: SARASSO LIVE @ LEGGENDO METROPOLITANO (CAGLIARI). A breve tutti i dettagli.

SABATO 14 NOVEMBRE: SARASSO LIVE @ UMBRIALIBRI (PERUGIA): evento in costruzione. Presto maggiori dettagli.

SABATO 21 NOVEMBRE: Soglio (TO), SCRITTORI IN CUCINA. h. 20.00
Serata davvero speciale perché non solo presenterò SETTANTA, ma cucinerò anche qualcosa di speciale per una ventina di intenditori. Non appena mi dicono come si fa a prenotarsi, vi faccio sapere, ok? Intanto segnatevi la data sul calendario.

SABATO 28 NOVEMBRE (DATA ANCORA PROVVISIORIA, ORARIO DA DEFINIRSI): Torre Pellice (TO), Libreria Claudiana, Piazza Libertà 7, PRESENTAZIONE DI SETTANTA

E' tutto, per il momento. Ci si risente presto, gente. Con nuovi, mirabolanti aggiornamenti!

venerdì 17 luglio 2009

“Zingaro”, ovvero “racconto dettagliato del viaggio più lungo dell’anno” - Seconda Parte

Seconda fermata: ROMA – 18 giugno 2009
La sveglia, questa volta, è davvero alba: io che di mio dovrei essere in ferie da una settimana almeno, per vari motivi collaterali non ho ancora pisolato oltre le otto del mattino. Per non sbagliarmi, a ‘sto giro punto la sveglia alle 7 e mezza e alle nove sono già sul treno per Milano. In Centrale incontro Roberto (Rubbè, per gli amici) pronto pronto a salpare per Roma pure lui.
Parlottiamo, ci fumiamo una paglia al binario, ma poi siamo repentinamente divisi dai nostri biglietti prenotati. Viaggio in solitaria, dunque, bevendomi d’un fiato lo straordinario Pietrafredda del maestro Stefano Di Marino e avendo tutto il tempo d’iniziare Balkan Bang di Alberto Custerlina (sulla tratta Milano-Roma, Perdisa rulez…)
Arrivo che l’ora di pranzo è passata da un pezzo, ma alla stazione c’è già Alessandra (Buccheri) ad attendermi e a promettermi una bevuta pre-presentazione. Io e Rubbé ci salutiamo (grandi abbracci e saluti per i nonni) e il mio amico si ripromette, se ce la fa, di passare più tardi da Mel Book Store.
Non faccio tempo a registrare l’informazione che squilla il cellulare: è Nino D’Attis, appena arrivato dalla Toscana e pronto a ridiscendere in pista. Ci accordiamo per una birraccia nei dintorni di Via Nazionale. Il punto è che io e Ale arriviamo un po’ prima e di birre, alla fine, me ne scasso due e mezza.
Nino, benché sopraggiunga con una media di ritardo, mi riprende senza fatica, si affianca e tagliamo insieme il traguardo.
Nel frattempo succedono due cose:
1. Arriva Massimiliano Di Giorgio terza anima della presentazione romana. Atteso.
2. Arriva Lorenzo Flaherty. Avete capito bene, il capitano Venturi del R.I.S. Non è atteso e infatti, dopo una sbirciatina al nostro tavolo (ingolfato di vuoti a rendere), se ne va senza nemmeno salutare.
Chiusa anche la parentesi V.I.P. (d’altronde, la Capitale è la Capitale manco pe’ gnente…), notiamo che s’è fatta ‘na certa e decidiamo di incamminarci verso la libreria.
Al nostro arrivo, ad attenderci ci sono un po’ d’amici: Enzo di Corpi Freddi, Valentina e Alessandra, lettrici voraci e voci del web che finalmente conosco di persona. C’è anche il mio gemello tra il pubblico, ma lo scoprirò solo a presentazione ultimata.
Con Nino e Alessandra si chiacchiera di Anni di Piombo, archivi, emeroteche, ricerche e New Italian Epic. Teniamo banco (e botta) per mezz’ora e poi rompiamo le righe e congediamo il gentile pubblico.
Saluti, baci, ma manca qualcosa: Enzo vorrebbe fare un’intervista (ha portato la telecamera apposta), Alessandra (non Buccheri, quell’altra Alessandra) mi deve una birra e dunque tocca organizzarsi, dal momento che la libreria sta per chiudere (e non serve alcolici…)
Dunque, nuovo passaggio radente al pub (una religione, ormai…). Intervista per Corpi Freddi con tanto di sottofondo musicale (disturbante) ed ennesima pinta di chiara. Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere e infine una folle corsa verso la mejo trattoria della Nomentana.
A cena ci raggiunge anche la moglie di Massimiliano, simpaticissima. Come ci sediamo, prima ancora di ordinare, arrivano degli straordinari fiori di zucca impanati, fritti e ripieni di mozzarella e alici (che te lo dico a fare, come se magna a Roma…). Poi l’amatriciana è d’obbligo, così come il profitterole, che però non è un vero profitterole, ma una bomba atomica di pan di spagna infestata da qualunque tipo di cioccolato conosciuto al mondo: una delizia; alla quale, però, devo cedere perché sto per esplodere.
Un Lagavulin per buttare giù, due passi e poi a nanna. La mattina dopo si riparte alle otto e mezza: felice, contento e infinitamente grato alla Capitale e ai miei amici di essere sempre così straordinari.

Corredo fotografico (ad uso e consumo dei soli utenti facebook).


Terza fermata: MILANO – 20 giugno 2009
Un paio d’anni fa il mio amico Paolo Roversi ha avuto un’idea della Madonna: organizzare una maxi bevuta collettiva con scrittori e pubblico. Detta così, suona come una ciucca di gruppo senza senso, ma in realtà il Milano in Bionda è un simpatico evento letterario sponsorizzato dalla Menabrea che ha luogo alla Libreria Del Corso. La trovata è straordinaria: ogni autore (e sono tanti) ha cinque minuti cinque per parlare del proprio libro e bersi una bionda ghiacciata; alle sue capacità dialettiche (e bibitorie) è affidato il proprio successo.
Sabato 20 io e la mia signora arriviamo sui navigli prestino, e ci facciamo un Negroni tanto per fare il fondo. Nonostante il caldo dei giorni precedenti, il tempo è piuttosto inclemente e minaccia pioggia.
Per cui, non appena avvistiamo le prime gocce, ci diamo una mossa e c’intrufoliamo in libreria.
L’atmosfera è calda e amicale: sulla soglia vedo Paolo Franchini con cui scambio subito un paio di battute festose. Nel frattempo arrivano due autentici pezzi da novanta: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.
Mi avvicino e stringo come si deve la mano di mr. Armageddon; il Professionista, invece, mi smazza un paio di libri giusti (mi mancavano giusto i primi due volumi della saga di MONTECRISTO: li baratto con un’edizione vintage di CONFINE DI STATO e un TURKEMAR d’annata). Saluto il padrone di casa, l’amico Francesco Gallone e conosco finalmente di persona Matteo Di Giulio. Intanto arriva pure Alessandro Bertante ed è subito tempo di chiacchiera. Pronti via, la serata decolla: apre Altieri e poi via via è tutto un susseguirsi di buone penne (e ottime birre) sul palco. Ci sono anche la mia amica Annarita e il suo fidanzato Paolo Bianchi, oltre che Fabio e Dani (venuti apposta da quel di Vercelli), per cui l’attesa per andare in scena è stemperata come si deve…
Io e il buon Roversi andiamo su per ultimi, chiudendo la mirabile kermesse a colpi di salate facezie e mossette degne di Keaton (Buster, non Michael): ossia, facciamo i cazzoni finché il tempo a nostra disposizione non è scaduto…
A fine serata piove che Dio la manda, per cui c’è tempo solo per saluti vari, abbracci, promesse di rivedersi presto.
Vero campione della serata: Andrea G. Pinketts, che in fatto di libri e birra non ha niente da farsi insegnare da nessuno.

mercoledì 15 luglio 2009

“Zingaro”, ovvero “racconto dettagliato del viaggio più lungo dell’anno” - Prima Parte

Riprendere le fila di un discorso lasciato indietro centinaia di chilometri fa non è facile.

Non è facile perché i ricordi son leggeri, si sfilacciano in fretta e andarli a riprendere, fissarli a posteriori, è sempre un casino. Ad ogni modo, bella gente, ci proviamo.

E vediamo che succede.


Prima fermata: REGGIO EMILIA – 16 giugno 2009

Corre il giorno 16 di giugno e la temperatura, anche alle prime luci dell’alba, è torrida.

Mi sveglio, mi colaziono come si deve, preparo la valigia e un paio d’ore dopo pranzo sono già in strada. All’altezza di Piacenza, il termometro della macchina, nonostante la velocità e il condizionatore a palla, segna 36 gradi… ci si squaglia…

Mollo la macchina a Reggio in piena zona traffico limitato senza rendermene minimamente conto. Guadagno la via dell’hotel a grandi passi e alla reception un corpulento portiere (coi capelli di Ivan Zazzaroni) mi consegna un pass per la ZTL e mi intima di correre a piazzarlo sull’auto, o i vigili urbani ne faranno scempio.

Mi affanno, mi scapicollo, mi affretto, ed arrivo giusto un secondo prima del cappelluto tutore dell’ordine.

Pericolo scampato…

Torno in hotel e sono l’ombra di me stesso (un’ombra sudata, ça va san dire), ma ormai è tardi: c’è giusto il tempo di una doccia veloce e di uno squillo al mio amico Paolo che è già ora di andare. Eliselle mi manda un sms e dice di aspettarmi nella piazza delle Fontane.

Io chiedo al corpulento doorman, ma dice che non esistono piazze del genere a Reggio. Lo fisso per un minuto intero come Dory fissa Marlin in Finding Nemo e poi decido che fa troppo caldo per dargli retta.

M’incammino solingo, guadagno la piazza in un giro d’angolo e, dopo nemmeno un secondo che sto al sole ad arrostirmi in attesa della padrona di casa, compare Mauro Marcialis con la sua bimba piccola.

Chiacchiere, risate e un aperitivo. Arrivano anche Paolo ed Eliselle, l’atmosfera si scalda: altro giro di bevute (per il sottoscritto e il Paolino, Eliselle niente). Mauro mi racconta qualcosa del suo nuovo libro (fichissimo!) e poi sgattaiola via, ché la bimba, come dicono a Reggio (di Calabria, però), “vuole cenata”.

Ci si dà appuntamento per dopo, al Paguro.

Rimaniamo in tre e decidiamo che è ora di mettere qualcosa sotto i denti: due passi e ceniamo in uno splendido posticino in mezzo ad antiche mura: le alici marinate hanno il loro perché e i tortelli di zucca non tradiscono.

Il servizio non è velocissimo, ma la conversazione è ottima. Per cui aspetta aspetta, non ci accorgiamo che è quasi ora di andare: paghiamo, ci alziamo e fuggiamo in direzione Paguro.

Grazie a Dio siamo i primi: la faccia è salva.

Nel giro di mezz’oretta arrivano un po’ d’amici (torna Mauro e ci raggiunge Mario Uccella) e un po’ di pubblico.

La sala è piccolina e la gente non è molta, ma capiamoci: è martedì sera e fa un caldo porco…

Lo scambio d’opinioni, però, è gustosissimo. Chiacchieriamo fino alle undici.

Poi saluti, strette di mano, qualche firma di rito e un generoso whisky offerto dalla casa.

Due passi col Paolino, ancora chiacchiere e si tira tardi. Ma non troppo, ché il giorno dopo si lavora.

Io durante la notte sono colto da invecchiamento precoce (o è semplice rincoglionimento): mi trovo in un grande e bell’albergo e potrei dormire fino a tardi – un a volta tanto – e invece alle 6.10 son già in piedi, come un anziano insonne…

Che fare? Una doccia, colazione e poi via verso casa.

Molto prima di pranzo sono a Novara. Il giorno uno si è concluso, ma il giorno due è già alle porte.

Roma mi aspetta…


Corredo fotografico (ad uso e consumo dei soli utenti facebook).

venerdì 12 giugno 2009

Daje colla radio (e il CONFINE vintage...)


Amici, amiche, conoscenti tutti,
il vostro scrittore (ahimè non più) over cento preferito si è innamorato del mezzo radiofonico e si dà al presenzialismo estremo: oggi alle 15.45 sono stato in diretta su RADIO POPOLARE ROMA e alle 18.40 lo sarò di nuovo, in compagnia di Davide Ruffinengo, su Prima Radio.
Nel frattempo, la settimana delle mille presentazioni è ormai alle porte:
MARTEDì 16 GIUGNO sarò al Paguro Cafè di Reggio Emilia con Eliselle. ore 21.15
GIOVEDì 18 GIUGNO, in compagnia di Nino D'Attis e Alessandra Buccheri, presenterò SETTANTA da Melbook Store a Roma. Ore 18.30 (a lato uno splendido flyer realizzato apposta per l'occasione).
SABATO 20 GIUGNO scateneremo l'inferno a MILANO IN BIONDA (Libreria San Gottardo, corso San Gottardo 35, Milano). Siamo in diciannove scrittori con una tonnellata di birra gratis: vedete voi... Se venite, c'è una bionda free anche per voi (una sola, però...;-))
Dimenticato qualcosa?
Ah, sì, cacchio!
E' uscita una recensione di CONFINE DI STATO su SUGARPULP.IT!
E' meraviglioso! Dopo tutto questo tempo in giro, il buon vecchio CONFINE riscuote ancora successi...
Vi saluto, bella gente.
Statevi bbuoni. Ci si vede in giro.

mercoledì 10 giugno 2009

Una chicca per RADIO 2


Cari amici vicini e lontani,
se volete sapere com'è andata a TUTTI I COLORI DEL GIALLO domenica scorsa, cliccate qua.

lunedì 8 giugno 2009

Carpet Beaters live @ Libreria Lazzarelli - 24.05.09

Gentile pubblico,
una vera chicca. Al termine della presentazione novarese di SETTANTA, lo scorso 24 maggio, un manipolo di valorosi imbracciò chitarre e batteri elettroniche e mandò in visibilio la platea con un pezzo da antologia. Tutti noi ignoravamo che tra il pubblico si annidasse un fan telecamera-munit, eppure...
Ecco la storica testimonianza di quel magico evento:

sabato 6 giugno 2009

Interviste, radio, ricchi premi e cotillons: il tour di SETTANTA e il nomadismo

Cari amici vicini e lontani,
un brevissimo aggiornamento sugli appuntamenti dal vivo col vostro autore (ormai, ahimé...) under cento preferito:
ieri sono stato su Radio Popolare con l'ottimo Mauro Gervasini. E' stato molto interessante, soprattutto grazie al feedback immediato via facebook.
Domani, alle 13.00, sarò ospite di Luca Crovi su Radio Rai 2 a TUTTI I COLORI DEL GIALLO.
Stamattina ho registrato un intervento che andrà in onda su RCS RADIO VERONA mercoledì 10 giugno alle ore 13.00. Per chi avesse voglia e tempo di ascoltare, qui c'è il link al sito della radio.
In questi gioni sono usciti sui giornali alcuni pezzi particolarmente lusinghieri nei confronti del mio secondogenito. La rassegna nella colonna di destra del blog è aggiornata, ma vi segnalo in ogni caso i pezzi più significativi:
L'intervista di Barbara Baraldi per SICK GIRL MAGAZINE.
La recensione sull'edizione vercellese de LA STAMPA firmata Gianluca Mercadante.
Quella su Liberazione ad opera di Davide Turrini.
L'anticipazione su Carmilla.

Prossima data live: sabato 13 giugno (sera) su PUNTORADIO. Maggiori dettagli a breve.

State bene, gente!
Ci sivede (sente, legge) in giro.

martedì 2 giugno 2009

Genova & so much more: letture passate e scritture future

Sono un po' di corsa, ma due cose ve le devo proprio raccontare: la prima ha a che fare coi viaggi, le "trasferte" come le chiamo io, la seconda coi libri; quelli già stampati e quelli ancora da scrivere.
Ma andiamo con ordine: sabato scorso, ovvero sabato 30 maggio, sono partito alla volta di Genova. Ad accompagnarmi Stefano, il mio migliore amico, che già aveva seguito la carovana del NIE in Franza. Si parte comodi comodi verso le undici, ci si impianta alla'altezza di Masone e si sconta un'infinita coda sino a Pegli.
Quando l'ora di pranzo è passata da un pezzo parcheggiamo davanti a un hotel che sta proprio al numero civico del nostro ma che non si chiama come ci avevano detto. Allora telefono: "Sì, pronto, mi scusi... sono parcheggiato proprio qui davanti ma non vi trovo. Non vedo l'insegna Hotel Standard..."
E qualcuno risponde: "Hotel Soglia, signore. Entri dove c'è scritto "HOTEL SOGLIA"..."
"AH, BE', TUTTO CHIARO...", penso. Non c'è come la comunicazione ligure...
Entriamo, molliamo le valigie ed è già un'ora assurda, per cui vediamo di mettere qualcosa sotto i denti. C'è un bar niente male sotto i portici dove i panini sono squisiti, la focaccia che te lo dico a fare e l'aria sa un po' di mare (o forse è solo suggestione, tanto siamo gasati per la vacanza...); ci fermiamo a scofanare lo scofanabile.
Terminato il pranzo, non abbiamo molto tempo prima del rendez vous con la nostra ospite, per cui ci diamo una sciacquata e sveniamo un millisecondo in camera.
Giovanna Profumo, l'incaricata del Comune di Genova, ci viene a prendere in taxi. E' davvero simpaticissima e chiacchieriamo fino all'hotel di Grazia Casagrande, colei che presenterà me e Ettore Maggi prima al Libraccio e poi al Tendone Letterario.
Grazia è semplicemente straordinaria: i nostri libri, un po' per colpa delle poste, un po' per sfiga, le sono arrivati tardi e si è dovuta leggere CONFINE DI STATO, SETTANTA e IL GIOCO DELL'INFERNO in poco meno di sette giorni.
Ce l'ha fatta, e quando è ora di andare in scena al Libraccio è preparatissima.
E' venuta anche Gaia De Pascale ad ascoltarci e ci salutiamo fuori della libreria; ci sono anche suo marito, il suo splendido bambino e un'amica.
In sala il pubblico non è moltissimo ma ad ogni modo non ci sono posti in piedi. Io e Ettore siamo carichi, Grazia è in formissima: si parte. La conversazione spazia dalla resistenza alle BR all'eredità politica e sociale che i nostri vecchi hanno trasmesso a noi e che ci toccherà trasmettere ai nostri figli. Stiamo bene.
In chiusura un bicchiere di bianco e una montagna di focaccia.
Strette di mano, ringraziamenti ai librai e in men che non si dica siam di nuovo in taxi. In Piazza Matteotti arriviamo che non è ancora buio e optiamo per un aperitivo davanti a San Lorenzo.
L'atmosfera è rilassata, si chiacchiera di De Andrè, dei meglio e dei peggio quartieri di Zena e di libri, di figli, di Cuba e di rum.
Squilla il telefono: sono Montz e Barbara, due amici accorsi da Vercelli apposta per assistere al big show sotto il tendone letterario. Li incontriamo proprio in Piazza Matteotti e dopo qualche minuto ci accomodiamo; microfono in mano, affondiamo di nuovo pensieri e parole nel marcio del Paese. Man mano che Grazia ci intervista, il pubblico cresce. Tra la folla intravedo anche Daniele Cambiaso, scrittore e vecchio amico genovese.
Dopo quasi un'ora di conversazione, un applauso ci dice che è ora di cena. Senza accorgercene ci congediamo dal gruppo, stringiamo mani, firmiamo autografi e ci troviamo in men che non si dica al porto antico, seduti in un magnifico dehor vista mare. Ordiniamo pansoti e focaccia di Recco, beviamo del Vermentino che è la fine del mondo e concludiamo il pasto con un J&B ghiacciato (o meglio: il whisky lo bevo io, qualche signora sorseggia un limoncello...)
Barbara e Montz portano me e Ste in albergo, ove perdiamo conoscenza sino al mattino dopo.
L'indomani piove, e la nostra idea di fare il primo bagno della stagione sfuma miseramente. Proviamo a mangiare qualcosa ad Arenzano, ma non c'è un parcheggio a pagarlo oro. Ripieghiamo su Cogoleto, ci sbafiamo un paio di toast e altrettanti panini e ripartiamo lesti verso casa.
A metà pomeriggio son già intento a smaltire la posta arretrata e a scaricare le foto.
Ho postato solo una selezione parziale degli scatti genovesi; se siete davvero curiosi di ogni microscopico particolare, fate un salto su facebook.

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Dai viaggi ai libri, che il tempo stringe e la tastiera chiama. Ho letto un paio di romanzo in questo periodo: il primo, poco noto e appena uscito, si chiama SPLENDIDO SPLENDENTE - Romanzo per Moana, edito da Agenzia X e scritto da Ivan Guerrerio. Questo libro è semplicemente straordinario.
Vi copio e incollo ciò che ho scritto su anobii:

Il più bel romanzo italiano sugli anni '80

C'è questo romanzo che poi non è un romanzo: un racconto lungo, ecco, ma di quelli scritti col cuore. C'è questo esordiente che non è un esordiente, ma è un narratore di classe, che sa emozionare, stupire, coinvolgere, commuovere. E c'è questo personaggio, Moana, che non è un personaggio, ma è un fantasma in carne e ossa, una dama bianca fatta di respiro e fiato e poesia. Poco più di cento pagine: è come guardare un film; ma signori, che capolavoro...

L'altro libro, invece, è uscito da un po' ed è decisamente più conosciuto: BRUCIA LA CITTA' di Giuseppe Culicchia.
Per par condicio, anche qui trascrivo il mio giudizio anobiino:

Bravo, bravo, bravo...
...Culicchia diventa più bravo ad ogni libro. Dopo IL PAESE D
ELLE MERAVIGLIE, il suo capolavoro sul Settantasette, questo straordinario e cattivissimo affresco della Torino bene, viziata, annoiata, ignorante, vuota e drogatissima. E l'altra faccia della medagia, a vent'anni di distanza, della Milano da bere. Vuoto su vuoto. Il romanzo si beve in un soffio. Peccato per il finale.

Tra i due, sicuramente, vince Guerrerio. Ma è impossibile non ridere, piangere, pensare ed emozionarsi leggendo il libro di Culicchia.

Ora, davvero, vado. Perchè oggi inizio il vero lavoro sul mio nuovo libro. La prima fase della documentazione è finita, ora inizia la scalettatura e l'integrazione documentaria. E poi si attacca a scrivere.
Come dite? No, signori e signore, non è il terzo volume della trilogia. Per quello c'è tempo.
Di che parla questo nuovo romanzo? Non posso sbottonarmi, vi tocca aspettare.
Consolatevi, però; nemmeno il mio editor ne sa nulla.
Tra un paio di mesi si ritroverà il manoscritto nella casella di posta. Solo allora vi dirò qualcosa in più.
Per il momento: acqua in bocca!

giovedì 28 maggio 2009

Settanta Hard Boiled: cronaca di troppi giorni di tonsillite e presentazioni e birra e passi da gigante sulla via della guarigione...

Non era una notte buia e tempestosa, ma piuttosto un pomeriggio con un caldo da cani. Giovedì 21 maggio: la giornata più calda dell'anno. Novara affondava nell'afa, pareva di stare a luglio. Io, amante sfegatato delle temperature equatoriali, me la godevo a torso nudo nel mio studio, battendo sui tasti con successo e sorseggiando, non senza qualche malizia, caffè freddo fatto in casa. Alle 17.15 infilai una camicia di lino e la mia vecchia digitale e mi precipitai in centro: L'uomo sarebbe arrivato a minuto. L'uomo, al secolo Giorgio Faletti, aveva venduto milioni di libri. Libri che mi ero stra-goduto (il primo), che avevo letto con piacere (il secondo), che non avevo letto affatto (il terzo) e che ero ansioso di leggere (il quarto che, secondo i ben informati, assomigliava un sacco al primo). Arrivai con un certo anticipo e notai una folla robusta e corpulenta accalcarsi alle vetrine del Mel Book Store nuovo di pacca in corso Italia. Scavalcai la mandria umana e scivolai oltre le porte in vetro temperato: nonostante il vetro, la temperatura, all'interno, non migliorava. il termometro sballava oltre i 28°. Feci un giro per rinfrescarmi e agguantai un paio di tartine. Il mio occhio di investigatore allenato scivolò su una pila di SETTANTA fresca di stampa. Il bollino rosazzuro NOVITA' ammiccava, fluo, dalla copertina. Non feci nemmeno in tempo a salutare il mio amico Alessandro che L'uomo entrò. Più alto di come l'immaginavo, occhi di ghiaccio, parlata sicura. Dedicò a me e ad Ale appena una decina di minuti; poi tornò dal suo pubblico: anche senza microfono lo stordì, lo incendiò, lo fece ridere e applaudire. Nonostante il caldo africano, nonostante la totale assenza di amplificazione, erano tutti lì per lui: orecchie tese, a pendere da quelle labbra fini, disegnate da un rasoio. In quel preciso istante capii il significato dell'espressione UN MILIONE DI COPIE. L'uomo fece il suo show, dopodichè diede disposizioni e la folla si ordinò in una lunga fila. Centinaia di persone libromunite, in attesa dell'autografo, del feticcio, dell'eterno ricordo. La feci due volte quella fila. Sudando, imprecando per la camicia incollata alla schiena, per gli spifferi che maltrattavano il mio collo madido e bianchiccio. La prima volta ottenni quello che volevo. La seconda donai all'uomo la mia creatura. L'uomo fu gentile: volle che firmassi la sua copia di SETTANTA. Scambio di cicatrici a penna blu su pagine lucide come la neve: Alessandro ci immortalò. Quella foto finì sul giornale qualche giorno dopo. Questa è tutta la storia. Ma significa poco e niente. Quello che successe dopo... quello sì che è davvero importante. Dopo finimmo a cena da Ale. Le nostrre donne ci raggiunsero: mangiammo salato, bevemmo birra e vino. Faceva caldo: spalancammo le finestre. CORRENTE. Fu così che iniziò tutto. Quello fu lo zenith esatto della mia settimana. Fu così che presi freddo. Fu così che, a meno di ventiquattro ore dall'anteprima mondiale di Settanta, mi beccai la tonsillite.

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E qui finisce la metà hard boiled della storia e inizia quella tragica.
L'indomani del grand soirée falettiano mi alzo con un certo pizzicore in gola, ma non ci faccio caso più di tanto. Vado a scuola, disegno per 88 bambini decine e decine di animali con 36 gradi all'ombra, torno a casa, mi butto sotto la doccia e mi appronto per Officina Italia.
Camicia bianca appena stirata, lo dico perchè è importante.
Insieme alla Lara e al Pava (mia moglie rimane a casa, pora stella, è venerdì sera e il sabato mattina lavora) approdiamo senza difficoltà alcuna alla Palazzina Liberty, in Largo Marinai d'Italia 1 a Milano. Scendiamo nel sottosuolo fino al bar e afferiamo con foga delle birre. Intanto arrivano anche Jacopo De Michelis, Federico Baccomo (a.k.a. Duchesne), Antonio Scurati, Alessandro Bertante e Fabio De Luigi. La truppa s'ingrossa e noi trangugiamo birre su birre per combattere la calura.
Scendo un attimo in bagno e, come nel migliore dei film splatter, succede il finimondo: il mio naso, che non aveva dato problemi negli ultimi vent'anni, d'improvviso cede e si tramuta in un irrefrenabile pompa ematica: ho l'epistassi. Porca di quella troia.
Ora, facciamo due conti: ansia da palcosenico (mentre sanguino copiosamente, quattrocento persone prendono posto) + camicia bianca (pronta a trasformarsi nella shirt che indossò tarantino alla prima di Hostel) + qualche birra in corpo + tonsille in espansione + febbre in arrivo = un bel casino.
Proprio un bel casino. Mentre cerco di darmi una sistemata, mi guardo allo specchio: sembro il fantasma di Johnny Rotten dopo una striscia lunga un chilometro e una pera di roba. Solo più in carne.
A un passo dal panico, da uno dei cessi alle mie spalle spunta Fabio De Luigi. Lui è lì al posto di Niccolò Ammaniti: leggerà un brano scritto da lui e chiuderà la serata. Io, invece, devo salire sul palco tra poco, e la mia narice destra sembra la fontana di Trevi il 19 ottobre 2007.
Fabio è gentilissimo: prima mi chiede come sto. Poi si offre di ripassare la parte insieme e infine, senza nemmeno imporre le mani, esercita un benefico influsso che arresta il flusso sanguigno.
Per miracolo la camicia è ancora intonsa. Mi sciacquo, mi do una regolata e torno di sopra.
Faccio il mio dovere senza intoppi e poi, finalmente, svengo su una poltrona (al bar) fino a quando non è tutto finito. Incredibile soddisfazione nel finale: Ottavia Piccolo (ci credereste?) si avvicina per farmi i complimenti e stringermi la mano. A momenti ci resto secco.
Poi ci sono un sacco di amici con cui chiacchierare: Rita, Sergio (grandissimo!), Francesco, Matteo (che è venuto apposta da Verona e ha fatto le foto), Grazia e Stefano che, stringendo una copia di CONFINE DI STATO, mi dice: "QUESTO... E' UN CAZZO DI LIBRO!", ed è il miglior complimento che abbia mai ricevuto da quando scrivo (non me ne voglia la signora Piccolo...).
Poi la febbre ha la meglio e la Lara e il Pava mi riportano a casa.
Me la misuro per curiosità prima di andare a nanna: 38.7...

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L'indomani è sabato e mi riposo. Però, proprio sul più bello, quando sono gonfio di antibiotici e tachipirina, nè sveglio nè addormentato, sento suonare alla porta. Guardo dallo spioncino e scorgo due tizi nerovestiti. Penso a Ultor e rabbrividisco, poi mi ricordo che è il giorno della benedizione delle case. Riguardo dallo spioncino: niente machere antigas: sono preti. E giovani per lo più. Adesso, io non sono nemmeno credente, ma 'sti due poveri cristi girano bardati come esploratori Sardauker con 38 gradi all'ombra: hanno bisogno di una pausa.
Li faccio entrare, do loro dell'acqua e facciamo due chiacchiere. Scopro che uno è messicano ("Cristo! Non mi attaccherà mica la suina?", pensano le mie tonsille...) e ha diciannove anni, l'altro è veneto e di anni ne ha 28. Fino a poco tempo fa faceva architettura e ha fatto anche l'Erasmus in Portogallo. "E come cazzo ti è venuto in mente, fratello, di fare il prete?", vorrei chiedergli. Ma non faccio in tempo: suonano di nuovo alla porta. Guardo dallo spioncino e vedo altri tre tizi vesiti di nero fino ai piedi.
Entusiasta del clima da Hellzapoppin' li faccio entrare e accomodare: altri due messicani e un veneto. Che bevono acqua, vestiti da prete, nella mia cucina.
Per un attimo mi chiedo se nel paracetamolo non ci fosse anche uno schizzetto di codeina: cazzo, ci sono tre preti messicani e due veneti nella mia cucina e sono perfettamente sobrio.
"Non mi crederà nessuno", penso. Mia moglie dirà che avevo le visioni.
Per cui faccio una foto e chi s'è visto s'è visto (eccola qua).
Poi pregano e finalmente li caccio e torno a letto. Non succede nulla fino al giorno successivo.

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Il giorno successivo è domenica 24 maggio. E alle sei, in centro, c'è la presentazione di Settanta.
L'atmosfera è bollente, in città e su facebook c'è parecchia attesa. E infatti, quando io e il mio amico Luca Ottolenghi arriviamo in loco, benchè manchi più di mezz'ora all'inizio, ci sono già diverse persone che occupano le sedie schierate come fanti prima dell'assalto sotto i portici del Teatro Coccia. Il proprietario della libreria mi accoglie e chiacchieriamo mentre i portici si riempiono sempre di più. Quando cominciamo ci sono solo posti in piedi: cento persone, anima più anima meno.
Io e Luca parliamo per più di un'ora: di stragi, di americani, di Servizi, di Pasolini, dei Settanta. Poi è il momento della musica: Marco Pasquino suona, il pubblico apprezza. Poi firme, birra per Luca, Tachipirina per me e un panino prima della nanna.
Ospite illustre e inatteso: Riccardo Bertoncelli (sì, proprio quello dell'Avvelenata di Guccini).

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Ieri sera, esattamente in concomitanza con la finale di Champions e la presentazione della giunta, sprezzanti del pericolo come autentici samurai, io e Gianluca Mercadante siamo andati a presentare le nostre ultime fatiche letterarie (SETTANTA e POLAROID) all'ultimo incontro della rassegna AD ALTA VOCE. Ci siamo presentati a vicenda e abbiamo intrattenuto il gentile pubblico (non numerosissimo, va detto; ma molto, molto preparato) per un paio d'orette parlando di questo malandato Paese.

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Oggi è giovedì; e il prossimo appuntamento in vista è quello di sabato. Duplice incursione genovese in combutta con il compagno Ettore Maggi.
I nostri due libri, SETTANTA e IL GIOCO DELL'INFERNO, saranno protagonisti prima alla Libreria Il Libraccio, in via Rossetti 2 alle 17.30, e poi in piazza Matteotti alle ore 21.00.
Accorrete numerosi, mi raccomando. Ci si vede là.

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Prima di chiudere, la rassegna stampa di SETTANTA, aggiornata a questa mattina.
Del mio nuovo libello si sono occupati LIBERAZIONE (oggi), PANORAMA.IT (ieri), PAGINA.TO.IT, MILANONERA, NOVAMAG e per ben due volte il quotidiano locale TRIBUNA NOVARESE.

mercoledì 20 maggio 2009

Oggi è il giorno: SETTANTA è in libreria


Ragazzi e ragazze, signori e signore, gentili amici lontani e vicini,
ci siamo. Da oggi il mio secondogenito è finalmente in libreria. Vi segnalo subito un paio di pezzi veramente tosti, usciti su due delle testate "giallonere" che leggo più volentieri:
THRILLER MAGAZINE offre ai suoi lettori un'anteprima del romanzo (un incipit che non è l'incipit) e MILANO NERA mi dedica addirittura la copertina pubblicando in homepage la mia intervista con Luca Ottolenghi.
Di qui a qualche giorno parte il tour, ladies & gentlemen, per cui se, oltre a leggermi, avrete anche piacere di vedermi live, sarò in giro.
Le prime due date:
OFFICINA ITALIA, venerdì 22 maggio, h. 21.00 - Milano - Largo Marinai d'Italia 1, Palazzina Liberty
NOVARA, LIBRERIA LAZZARELLI, domenica 24 maggio, h. 18.00 - via Rosselli 45 (portici teatro Coccia)
Ci si vede in giro.
E, mi raccomando: fatemi spaere che ne pensate del nuovo nato!

martedì 12 maggio 2009

Tante, tante, tante cose: Settanta, Full Comics Piacenza, Musica, il Salone del Libro e Carlo Lucarelli

Signore e signori,
uno dei week end più lunghi della mia vita è appena finito. E sta per cominciarne un altro, ancora più lungo (e, si presume, ancora più fico).
Il fine settimana appena passato è iniziato giovedì sera: in una bizzarra riunione di famiglia (bizzarra perchè la famiglia era ridotta all'osso: io e mio fratello) e con l'ausilio di una solida bottiglia di whisky è nata l'idea per un romanzo. Il concept era ottimo giovedì sera ma si sà, dopo il quarto bicchiere di Glen, anche la Carrà non è poi tanto male. Per cui venerdì mattina ho fatto un check come si deve e ho steso una sinossi provvisoria della trama: devo dire che la storia regge. Per ora, ovviamente, nessuna anticipazione. Solo il titolo: Carne all'albese.
Il venerdì pomeriggio ho inforcato la fida Modus e sono volato verso i montani (per noi bestiacce di pianura, Biella è già montagna...) lidi biellesi, nel covo di Il mio nome non ha importanza. Insieme a Luca, Ruggero e Sara abbiamo definito quali saranno le linee guida dell'evento live al Salone: alle 18.00 di Sabato 16 maggio, presso lo stand di AGENZIA X, il mio racconto UWS - Terra di nessuno, verrà musicato live per presentare l'antologia in cui è contenuto (VOI NON CI SARETE, a cura di Alessandro Bertante, in libreria dal 21 maggio, ma in prevendita al Salone).
Esiste già un intro del pezzo, che vi avrei postato non fosse stato troppo grosso. Pazientate: sabato 16 il brano sarà online su queste pagine. Così potranno fruirne anche coloro che si troveranno a parecchi chilometri di distanza da Torino.
Eravamo a venerdì sera, in quel di Biella. Dopo la musica una pizza salatissima (la romana più saporita del Piemonte), qualche birra, ritorno a Novara e nanna.
L'indomani sveglia prestino e partenza per Piacenza.
Io e il mio socio Daniele Rudoni partiamo presto, arriviamo presto in quel di Piacenza e in men che non si dica ci perdiamo. Raggiungere l'expo (sede di Full Comics, la fiera del fumetto) è un'impresa pressochè impossibile e il mio navigatore, che ha in dotazione le mappe del 1918 (che mi guardo bene dall'aggiornare, essendo un taccagno di razza), non è di nessun aiuto.
Grazie alla benevolenza dell'amico Franco, che ci spiega per filo e per segno dove passare (e sottopassare) e rimane al telefono per tutto il tragitto, finalmente giungiamo a destinazione.
Scarichiamo le copie di UWS e i volantini; anche con una certa fretta dal momento che la conferenza di presentazione della graphic-net-novel alla quale dobbiamo partecipare sta per cominciare. Ci scapicolliamo nella Sala A, ma è già occupata. Da un ragazzo competentissimo che ne sa di ogni sui fumetti giapponesi. Io lo ascolto inebetito per venti minuti, dopodichè vado fuori a fumare. Quando torno, vedo il relatore filonipponico pronto ad abbandonareil campo. Purtroppo, uscendo, si trascina via tutto il suo (magro, va detto) pubblico. La sala rimane vuota e io il mio socio rimaniamo a bocca aperta (e piuttosto asciutta). Possiamo raccontarcela io e lui, ma forse non nè il caso. In più è l'ora di pranzo, quindi è opportuno ingurgitare qualcosina.
Perdiamo la prima battaglia per la presentazione di UWS; la seconda la perderemo nel pomeriggio e la disfatta finale ci attenderà l'indomani mattina.
Per un motivo o per l'altro (niente pubblico, orari sballati, un pizzico di noia) non riusciamo a raccontare ai piacentini che diavolo è UWS.
Poco importa, perchè comunque i piacentini (benchè ignari) comprano copie su copie. E a ogni copia, gentilmente e volentieri, noi alleghiamo un bel disegno di mastro Rudoni.
Il piacentini pagano e sono felici, noi incassiamo e lo siamo ancora di più.
Il pomeriggio trascorre pigro, con l'abbiocco feroce generato dalla birra e dalla salamella (senapata abbondantemente) del pranzo.
Volo radente in albergo e poi via, a cena con Franco e altri amici.
Tre parole per descrivere la cucina piacentina: MERAVIGLIOSA, MERAVIGLIOSA, MERAVIGLIOSA...
Mangiamo gnocco fritto e salumi d'antipasto, ci ribaltiamo di primi spianando due vasche di ravioli "a caramella" e pisarei e fasò, cediamo le armi contro una straordinaria sbrisolona e la sua invincibile crema al mascarpone. Chiediamo ancora aiuto alla grappa prima di collassare.
La domenica scorre liscia senza intoppi (e senza presentazioni, benchè che ne fossero un paio schedulate...). Allorquando orde di cosplayer seminudi invadono il palazzetto, noi capiamo che è giunto il momento di andare. Salutiamo Franco, sua moglie Michela e le due bimbe che nel frattempo ci hanno raggiunti e guadagnamo la via di casa.
Al nostro ritorno c'è una sorpresa con la S maiuscola. L'ufficio stampa mi ha inviato in anteprima alcune copie di Settanta. Apro il pacco (che mia moglie ha depositato sulla scrivania con religiosa devozione, senza scalfirlo) con la cura che una mamma riserva per accarezzare il nuovo nato. Sfoglio il piccolo (definirlo piccolo è imbarazzante, data la mole...), l'avvicino al fratello maggiore CONFINE DI STATO, faccio confronti e in cuor mio so che il secondo genito è assai più dotato del primo. E più bello, va detto.
Ma non lo dico, anzi mi guardo bene dall'esprimere giudizi in presenza degli infanti cartacei, casomai si offendano e il loro malumore si riverberi sulle vendite (ANIMISTA!).
La sera, a casa, si cena leggero e si guardano un paio di puntate della seconda serie di Terminator - The Sarah Connor Chronicles. Svengo che non son le dieci e mezzo.
Il giorno seguente, ossia ieri, la settimana ricomincia: lavoro, mail arretrate, discussioni collettive per progetti che stanno per nascere e, finalmente, il tanto atteso evento.
La rassegna novarese Scrittori & Giovani è al suo ultimo atto. L'ospite d'onore, che ha rimandato il suo incontro per motivi di salute di venti giorni (l'aspettavamo il 20 di aprile, ha disdetto) è Carlo Lucarelli.
Io, la mia signora, Sara (di Il mio nome non ha importanza) e Marco (il suo fidanzato) ci presentiamo all'aula magna della facoltà di economia con largo anticipo. Temiamo l'effetto Sepulveda (che ci fece trascorrere la serata in piedi) e quello Pennac (che ci levò l'aria durante l'incontro).
Prendiamo posto. Vicino a noi si siede anche Francesca, mamma New Italian Epic e amica di vecchia data. Inizia lo show: Lucarelli, introdotto da Gian Luca Favetto, è pacato e incisivo. Diretto, chiaro, mai sopra le righe. Si parla dell'Africa e di Almost Blue, della Bologna della strage del 2 agosto e di quella di oggi. Soprattutto, però, Carlo si sbottona sui prossimi romanzi in uscita: il primo, dice, avrà come protagonista il commissario De Luca. Che finirà, indagando nel 1953, a occuparsi (finalmente) di Misteri Italiani; il secondo racconterà l'altra faccia del colonialismo italiano in Africa. La seconda ondata coloniale, quella degli anni Trenta; l'ultimo narrerà la (doppia, pare) maternità di Grazia Negro - ispettrice della squadra mobile di Bologna, protagonista di ALMOST BLUE e di UN GIORNO DOPO L'ALTRO - e della sua rabbia repressa.
Dici niente...
La serata si chiude con abbracci, firme e foto di rito. Io mi metto ordinatamente in fila e quando è il mio turno sfodero la mia copia de L'OTTAVA VIBRAZIONE, esigo l'autografo e lo ripago con una copia di Settanta. Carlo è contento del dono, al punto che ci scappa persino una foto insieme, con tanto di libri. Nella foto appare evidente la somiglianza. Gemelli separati alla nascita...
Lucarelli, dopo le interviste della TV locale e le strette di mano agli amministratori, esce di scena come in una puntata di Blu Notte: rifiuta i passaggi in macchina e s'incammina sotto le luci gialle dei lampioni verso chissà dove. C'è chi dice che vada a prendere la macchina, chi giura che dormirà a Milano, chi gli ha sentito dire che farà tutta una tirata, in treno, fino a Bologna. Certezze non ce ne sono, nè gli chiediamo, rincorrendolo, di consegnarcene. Perchè questa, proprio come è solito dire lui, dopo tutto è un'altra storia...
Prima di salutarci, signori e signore, due cenni due alle cose che capitano da queste parti: sto leggendo il nuovo libro di Scurati e mi sta prendendo non poco. Il perchè non lo saprei dire: non racconta il genere di storie che leggo di solito, nè ha un doppiofondo storico (che mi rapisce sempre e comunque), però scorre che è un piacere. Sono appena all'inizio (ho letto nemmeno un centinaio di pagine), ma non credo che nemmeno alla fine del romanzo troverò le parole giuste per dire perchè IL BAMBINO CHE SOGNAVA LA FINE DEL MONDO mi piace così tanto. Non credo di avere gli strumenti adatti: mi successe con STELLA DEL MATTINO di Wu Ming 4, mi ricapita adesso.
C'è qualcuno, però, che ha scritto diffusamente (e in maniera a mio parere efficacissima) di questo libro: quel qualcuno è Mario De Santis e il suo parere lo trovate qui.
Parlando di Scurati, viene in mente Officina Italia.
Come già sapete, io presenterò in anteprima SETTANTA al festival meneghino venerdì 22 alle ore 21.00. Quello che non sapete è chi ci sarà con me quella sera. Tenetevi forte perchè si tratta di un vero parterre de roi: Gaia Manzini, Paolo Di Stefano, Michele Serra e Niccolò Ammaniti.
E' online da qualche giorno il sito aggiornato col programma completo.
Sbirciate, gente, sbirciate...
E' tutto, mi pare. Ci si vede in giro. E ci si sente presto.