Seconda fermata: ROMA – 18 giugno 2009
La sveglia, questa volta, è davvero alba: io che di mio dovrei essere in ferie da una settimana almeno, per vari motivi collaterali non ho ancora pisolato oltre le otto del mattino. Per non sbagliarmi, a ‘sto giro punto la sveglia alle 7 e mezza e alle nove sono già sul treno per Milano. In Centrale incontro Roberto (Rubbè, per gli amici) pronto pronto a salpare per Roma pure lui.
Parlottiamo, ci fumiamo una paglia al binario, ma poi siamo repentinamente divisi dai nostri biglietti prenotati. Viaggio in solitaria, dunque, bevendomi d’un fiato lo straordinario Pietrafredda del maestro Stefano Di Marino e avendo tutto il tempo d’iniziare Balkan Bang di Alberto Custerlina (sulla tratta Milano-Roma, Perdisa rulez…)
Arrivo che l’ora di pranzo è passata da un pezzo, ma alla stazione c’è già Alessandra (Buccheri) ad attendermi e a promettermi una bevuta pre-presentazione. Io e Rubbé ci salutiamo (grandi abbracci e saluti per i nonni) e il mio amico si ripromette, se ce la fa, di passare più tardi da Mel Book Store.
Non faccio tempo a registrare l’informazione che squilla il cellulare: è Nino D’Attis, appena arrivato dalla Toscana e pronto a ridiscendere in pista. Ci accordiamo per una birraccia nei dintorni di Via Nazionale. Il punto è che io e Ale arriviamo un po’ prima e di birre, alla fine, me ne scasso due e mezza.
Nino, benché sopraggiunga con una media di ritardo, mi riprende senza fatica, si affianca e tagliamo insieme il traguardo.
Nel frattempo succedono due cose:
1. Arriva Massimiliano Di Giorgio terza anima della presentazione romana. Atteso.
2. Arriva Lorenzo Flaherty. Avete capito bene, il capitano Venturi del R.I.S. Non è atteso e infatti, dopo una sbirciatina al nostro tavolo (ingolfato di vuoti a rendere), se ne va senza nemmeno salutare.
Chiusa anche la parentesi V.I.P. (d’altronde, la Capitale è la Capitale manco pe’ gnente…), notiamo che s’è fatta ‘na certa e decidiamo di incamminarci verso la libreria.
Al nostro arrivo, ad attenderci ci sono un po’ d’amici: Enzo di Corpi Freddi, Valentina e Alessandra, lettrici voraci e voci del web che finalmente conosco di persona. C’è anche il mio gemello tra il pubblico, ma lo scoprirò solo a presentazione ultimata.
Con Nino e Alessandra si chiacchiera di Anni di Piombo, archivi, emeroteche, ricerche e New Italian Epic. Teniamo banco (e botta) per mezz’ora e poi rompiamo le righe e congediamo il gentile pubblico.
Saluti, baci, ma manca qualcosa: Enzo vorrebbe fare un’intervista (ha portato la telecamera apposta), Alessandra (non Buccheri, quell’altra Alessandra) mi deve una birra e dunque tocca organizzarsi, dal momento che la libreria sta per chiudere (e non serve alcolici…)
Dunque, nuovo passaggio radente al pub (una religione, ormai…). Intervista per Corpi Freddi con tanto di sottofondo musicale (disturbante) ed ennesima pinta di chiara. Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere e infine una folle corsa verso la mejo trattoria della Nomentana.
A cena ci raggiunge anche la moglie di Massimiliano, simpaticissima. Come ci sediamo, prima ancora di ordinare, arrivano degli straordinari fiori di zucca impanati, fritti e ripieni di mozzarella e alici (che te lo dico a fare, come se magna a Roma…). Poi l’amatriciana è d’obbligo, così come il profitterole, che però non è un vero profitterole, ma una bomba atomica di pan di spagna infestata da qualunque tipo di cioccolato conosciuto al mondo: una delizia; alla quale, però, devo cedere perché sto per esplodere.
Un Lagavulin per buttare giù, due passi e poi a nanna. La mattina dopo si riparte alle otto e mezza: felice, contento e infinitamente grato alla Capitale e ai miei amici di essere sempre così straordinari.
Corredo fotografico (ad uso e consumo dei soli utenti facebook).
Terza fermata: MILANO – 20 giugno 2009
Un paio d’anni fa il mio amico Paolo Roversi ha avuto un’idea della Madonna: organizzare una maxi bevuta collettiva con scrittori e pubblico. Detta così, suona come una ciucca di gruppo senza senso, ma in realtà il Milano in Bionda è un simpatico evento letterario sponsorizzato dalla Menabrea che ha luogo alla Libreria Del Corso. La trovata è straordinaria: ogni autore (e sono tanti) ha cinque minuti cinque per parlare del proprio libro e bersi una bionda ghiacciata; alle sue capacità dialettiche (e bibitorie) è affidato il proprio successo.
Sabato 20 io e la mia signora arriviamo sui navigli prestino, e ci facciamo un Negroni tanto per fare il fondo. Nonostante il caldo dei giorni precedenti, il tempo è piuttosto inclemente e minaccia pioggia.
Per cui, non appena avvistiamo le prime gocce, ci diamo una mossa e c’intrufoliamo in libreria.
L’atmosfera è calda e amicale: sulla soglia vedo Paolo Franchini con cui scambio subito un paio di battute festose. Nel frattempo arrivano due autentici pezzi da novanta: Stefano Di Marino e Alan D. Altieri.
Mi avvicino e stringo come si deve la mano di mr. Armageddon; il Professionista, invece, mi smazza un paio di libri giusti (mi mancavano giusto i primi due volumi della saga di MONTECRISTO: li baratto con un’edizione vintage di CONFINE DI STATO e un TURKEMAR d’annata). Saluto il padrone di casa, l’amico Francesco Gallone e conosco finalmente di persona Matteo Di Giulio. Intanto arriva pure Alessandro Bertante ed è subito tempo di chiacchiera. Pronti via, la serata decolla: apre Altieri e poi via via è tutto un susseguirsi di buone penne (e ottime birre) sul palco. Ci sono anche la mia amica Annarita e il suo fidanzato Paolo Bianchi, oltre che Fabio e Dani (venuti apposta da quel di Vercelli), per cui l’attesa per andare in scena è stemperata come si deve…
Io e il buon Roversi andiamo su per ultimi, chiudendo la mirabile kermesse a colpi di salate facezie e mossette degne di Keaton (Buster, non Michael): ossia, facciamo i cazzoni finché il tempo a nostra disposizione non è scaduto…
A fine serata piove che Dio la manda, per cui c’è tempo solo per saluti vari, abbracci, promesse di rivedersi presto.
Vero campione della serata: Andrea G. Pinketts, che in fatto di libri e birra non ha niente da farsi insegnare da nessuno.
Visualizzazione post con etichetta Milano in Bionda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano in Bionda. Mostra tutti i post
venerdì 17 luglio 2009
domenica 22 giugno 2008
Mamma mia che ve siete persi! Sarasso live @ Milano in Bionda: cronaca di una serata mondiale
Questo post è per chi non c'era.
Per mio fratello Luca e per la mia amica Annarita Briganti, soprattutto.
A regà! Che ve siete persi!
Il tutto è iniziato poco dopo le 18.00, quando io e la mia dolce metà, terrorizzati dal problema del parcheggio in quel di Milano, ci involiamo alla volta della capitale meneghina.
Traffico scorrevole, caldo africano, aria condizionata e Blur nel "mangiadischi".
Parcheggio facile in Viale Papiniano, gratta e sosta da 2 euro e via, pedibus calcantibus verso Porta Ticinese. Pausa gelato, che la mia signora magari non cena, ma al cono da passeggio non rinuncia (scelta dei gusti tipicamente estiva: Sacher e Strudel...), e alle venti e zero zero siamo in postazione.
Primo attimo di sconforto: nessuna traccia del Paolino Roversi né del mio amico Luca Ottolenghi. Per di più, la serranda della Libreria è abbassata.
Due minuti di panico (avremo sbagliato giorno? Fidatevi che è già successo...) e poi arriva la cricca al gran completo.
Indietro solo Cristiano Governa, sceso apposta da quel di Bologna e sperduto a Porta Genova in cerca di parcheggio.
Governa non arriva, noi si inizia ad avere appettito. Che si fa, che non si fa? Aperitivo.
E questo è stato il primo errore.
Io e l'amico Alessandro (coinquilino di Luca) optiamo per un milanesissimo Negroni. Negroni + 32 gradi all'ombra: lasciami stare...
Ma oramai siamo in ballo e tocca ballare.
Via, di corsa in libreria che son quasi le nove e noi, come al solito, si è fatto tardi.
Mentre il mio corpo eietta alcool misto a benzolo da ogni poro e l'elegante camicia bianca che avevo indossato per l'occasione inizia ad assomigliare a una mappina centrifugata, in via san Gottardo 35 si va creando una simpatica ressa di scrittori, amici e leggende viventi.
Due su tutte (le leggende) fanno bella mostra di sè: Sergio Altieri, impeccabile nonostante la temperatura africana e Diego Cajelli (che sfoggia uno strepitoso tribale a mezzamanica).
Con Sergione si discute sul meccanismo che anima la serata: ogni avventore avrà una birra gratis in omaggio, noi resident writers tutte quelle che ci pare.
Ahia! Qui va a finire male...
Si parte ed è proprio Sergione ad aprire le danze. Ricorda un vecchio adagio (Free food? We'll stay for dinner! Free drinks? We'll spend all night!), ribadisce una decina di volte il nome dello sponsor della serata (a cui tutti, ça va sans dire, siamo eternamente grati...), parla del suo nuovo strepitoso libro (ARMAGEDDON) e dunque di catastrofi nucleari, olocausti e pandemie.
Finiscono i suoi cinque minuti ed è la volta di Cajelli, che con sapiente (e risaputa) maestria arringa la folla parlando di una scolopendra, orrendo insettaccio protagonista del suo ultimo racconto.
Da lì in poi si sussegue una pletora di autori e amici, ma io perdo un po' il filo del discorso. Birra gratis e un sacco di gente che non vedevo da una vita mi distraggono in maniera prepotente.
Insuperabili Andrea Ferrari e Stefano Di Marino.
C'è spazio per una chiacchierata interessante su Bologna con Cristiano Governa a bordo campo e poi Roversi mi tira in mezzo che è ora che racconti qualcosa. "Non è che puoi star li a trincare tutta la sera e non filarti il pubblico. Và a lavurà!"
Nonostante il pretesto fosse quello di presentare CONFINE DI STATO, l'atmosfera era così goliardica che si è finito per parlare di birra (ma và?) e di quel signore basso basso che sta a Palazzo Chigi (in termini non troppo lusinghieri, devo ammetterlo...). Ad ogni modo faccio il mio dovere (ossia riesco a scolare in cinque minuti cinque la mia bottiglietta di Menabrea) e prometto solennemente che, se mai Paolo organizzerà un festival letterario sponosorizzato da Estathè, adotterò una maggiore acribia nelle descrizione dei miei scritti.
Strette da mano, un paio di autografi e un'ulima splendida conversazione con la signora Adele Marini (giallista competente, storica magnifica e persona meravigliosa. Decisamente l'incontro principe della serata).
Con Governa ci si scambia i numeri di telefono e ci si promette di vederci a Bologna.
Sono ormai le undici e mezza, è ora di chiudere e spazzar via gli ubriachi.
Ringraziamo, salutiamo, scalpicciamo miti verso la macchina.
Mia moglie si mette alla guida (l'unica sobria. Io: va bè, lasciamo perdere... il mio amico Luca: peggio di me).
Per l'una e qualcosa siamo a Novara.
Gran serata.
Gran bella roba farla così, la cultura...;-)
Per mio fratello Luca e per la mia amica Annarita Briganti, soprattutto.
A regà! Che ve siete persi!
Il tutto è iniziato poco dopo le 18.00, quando io e la mia dolce metà, terrorizzati dal problema del parcheggio in quel di Milano, ci involiamo alla volta della capitale meneghina.
Traffico scorrevole, caldo africano, aria condizionata e Blur nel "mangiadischi".
Parcheggio facile in Viale Papiniano, gratta e sosta da 2 euro e via, pedibus calcantibus verso Porta Ticinese. Pausa gelato, che la mia signora magari non cena, ma al cono da passeggio non rinuncia (scelta dei gusti tipicamente estiva: Sacher e Strudel...), e alle venti e zero zero siamo in postazione.
Primo attimo di sconforto: nessuna traccia del Paolino Roversi né del mio amico Luca Ottolenghi. Per di più, la serranda della Libreria è abbassata.
Due minuti di panico (avremo sbagliato giorno? Fidatevi che è già successo...) e poi arriva la cricca al gran completo.
Indietro solo Cristiano Governa, sceso apposta da quel di Bologna e sperduto a Porta Genova in cerca di parcheggio.
Governa non arriva, noi si inizia ad avere appettito. Che si fa, che non si fa? Aperitivo.
E questo è stato il primo errore.
Io e l'amico Alessandro (coinquilino di Luca) optiamo per un milanesissimo Negroni. Negroni + 32 gradi all'ombra: lasciami stare...
Ma oramai siamo in ballo e tocca ballare.
Via, di corsa in libreria che son quasi le nove e noi, come al solito, si è fatto tardi.
Mentre il mio corpo eietta alcool misto a benzolo da ogni poro e l'elegante camicia bianca che avevo indossato per l'occasione inizia ad assomigliare a una mappina centrifugata, in via san Gottardo 35 si va creando una simpatica ressa di scrittori, amici e leggende viventi.
Due su tutte (le leggende) fanno bella mostra di sè: Sergio Altieri, impeccabile nonostante la temperatura africana e Diego Cajelli (che sfoggia uno strepitoso tribale a mezzamanica).
Con Sergione si discute sul meccanismo che anima la serata: ogni avventore avrà una birra gratis in omaggio, noi resident writers tutte quelle che ci pare.
Ahia! Qui va a finire male...
Si parte ed è proprio Sergione ad aprire le danze. Ricorda un vecchio adagio (Free food? We'll stay for dinner! Free drinks? We'll spend all night!), ribadisce una decina di volte il nome dello sponsor della serata (a cui tutti, ça va sans dire, siamo eternamente grati...), parla del suo nuovo strepitoso libro (ARMAGEDDON) e dunque di catastrofi nucleari, olocausti e pandemie.
Finiscono i suoi cinque minuti ed è la volta di Cajelli, che con sapiente (e risaputa) maestria arringa la folla parlando di una scolopendra, orrendo insettaccio protagonista del suo ultimo racconto.
Da lì in poi si sussegue una pletora di autori e amici, ma io perdo un po' il filo del discorso. Birra gratis e un sacco di gente che non vedevo da una vita mi distraggono in maniera prepotente.
Insuperabili Andrea Ferrari e Stefano Di Marino.
C'è spazio per una chiacchierata interessante su Bologna con Cristiano Governa a bordo campo e poi Roversi mi tira in mezzo che è ora che racconti qualcosa. "Non è che puoi star li a trincare tutta la sera e non filarti il pubblico. Và a lavurà!"
Nonostante il pretesto fosse quello di presentare CONFINE DI STATO, l'atmosfera era così goliardica che si è finito per parlare di birra (ma và?) e di quel signore basso basso che sta a Palazzo Chigi (in termini non troppo lusinghieri, devo ammetterlo...). Ad ogni modo faccio il mio dovere (ossia riesco a scolare in cinque minuti cinque la mia bottiglietta di Menabrea) e prometto solennemente che, se mai Paolo organizzerà un festival letterario sponosorizzato da Estathè, adotterò una maggiore acribia nelle descrizione dei miei scritti.
Strette da mano, un paio di autografi e un'ulima splendida conversazione con la signora Adele Marini (giallista competente, storica magnifica e persona meravigliosa. Decisamente l'incontro principe della serata).
Con Governa ci si scambia i numeri di telefono e ci si promette di vederci a Bologna.
Sono ormai le undici e mezza, è ora di chiudere e spazzar via gli ubriachi.
Ringraziamo, salutiamo, scalpicciamo miti verso la macchina.
Mia moglie si mette alla guida (l'unica sobria. Io: va bè, lasciamo perdere... il mio amico Luca: peggio di me).
Per l'una e qualcosa siamo a Novara.
Gran serata.
Gran bella roba farla così, la cultura...;-)
Etichette:
Milano in Bionda,
Presentazioni Confine di Stato
venerdì 20 giugno 2008
Il Sarassone a Milano in Bionda: sabato ci si sbronza

Domani sera sarò a Milano. E credo che al ritorno guiderà la mia signora.
L'appuntamento è di quelli tosti, di quelli che aspetti per mesi.
MILANO IN BIONDA, live @ LIBRERIA DEL CORSO (o meglio: la Terrazza Eventi della LDC), MILANO, CORSO S. GOTTARDO 35, SABATO 21 GIUGNO, DALLE 21.00.
Insieme al sottoscritto e al padrone di casa Paolo Roversi, un nugolo di scrittori di razza: Altieri, Cajelli, Di Marino, Ferrari, Governa, Grugni, Ingrosso, Marini, Rainer, Sajetti e Tomesani.
A "disegnare" la serata, Giuseppe Ferrario e Maurizio Rosenzweig.
Il concept della outdoor night è molto semplice: ogni autore avrà cinque minuti per bersi una media e presentare il proprio romanzo.
Credo che ci sarà da divertirsi.
Accorrete numerosi! Se non ho capito male, una birra (una, non fate i furbi...) dovrebbero offrirla a tutti.
Per ogni dettaglio, un bell'articolo del Corriere Milano di qualche giorno fa.
Cliccate, leggete e preparate le papille gustative.
Etichette:
Milano in Bionda,
Presentazioni Confine di Stato
Iscriviti a:
Post (Atom)