DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

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mercoledì 1 aprile 2009

La Franza è sempre la Franza


Eccomi qua, gentili lettori, pesantemente affaticato dalla tre giorni oltralpe ma molto soddisfatto.
Questa volta non vi servirò il consueto reportage extra-large perchè mi piacerebbe, prima o poi, raccontare diffusamente quello che è successo per esteso su carta stampata. Tra quelle pagine, presumibilmente, troverete anche gli interventi accademici.
Mi sembra in ogni caso doveroso fermare alcuni punti fissi:
1) Claudio Milanesi e sua moglie Chiara sono persone meravigliose.
2) Anche gli impiegati di Car Glass in terra straniera sono persone meravigliose (non mi hanno chiesto una lira e han riparato il danno. E meno male, perchè viaggiare per chilometri a finestrino giù non è un granchè salutare; per maggiori dettagli, chiedete a Wu Ming 1...)
3) Il pubblico italo-francese è semplicemente straordinario.
4) Anche la cucina non è niente male.
5) Di fronte a un sacco di gente, microfono alla mano, i Nuovi Epici Italiani fanno la loro figura.
6) Intorno al tavolo, bottiglia alla mano, i Nuovi Epici Italiani possono generare orribili mostri bicefali.
7) Ci fosse stato più sole, avrei preferito.
8) E' stato un immenso piacere incontrare di nuovo vecchi amici che non vedevo da un anno.

Insomma: grazie Claudio, grazie Chiara. Grazie all'Università della Provenza e all'Istituto di Cultura Italiana di Marsiglia. E anche all'associazione studentesca Trinacria, che ci ha trattati come pascià.
Tre giorni da antologia.

Qualche foto circola già su Faccia Bocca. Ne arriveranno presto altre.

sabato 28 marzo 2009

La Franza occupata, il NIE e l'intervista per LIquida


Signori, ci siamo.
In casa Sarasso si scaldano i motori perchè domani alle undici e qualcosa si parte per la terra di quelli che perdono i mondiali. La valigia è ancora da fare, un blocco della rete di quarantotto ore (io amo Fastweb...) mi ha seppellito di mail da evadere, ma i due interventi li ho scritti e son pronto a partire.
Oltralpe parlerò di ucronia, di apocalisse e della mitologica BATTAGLIA DEL ROCK ISLAND (sì, proprio quello di Rimini, in fondo al molo). C'è da fare il peno alla macchina, da mettere in carica la videocamera, ma mi sento (finalmente, dopo una scatola di antibiotici) abbastanza bene e sono scatenato.
Sì, perchè lunedì ci attenderà una sorpresa: l'Università in cui dovremo tenere la conferenza sul NEW ITALIAN EPIC (insieme a me WU MING 1, ALESSANDRO BERTANTE, GIANNI BIONDILLO e ANTONIO SCURATI. E, in qualità di biografo dell'evento, il mio amico STEFANO BODA), l'Università della Provenza di Aix, è occupata da circa un mese e mezzo. Ci son le barricate: la gente dentro e gli sbirri fuori, proprio come una volta.
Be', la nostra intenzione è di varcare le barricate, entrare a dire la nostra e dare sostegno agli studenti in rivolta contro le riforme e i tagli del marito di Carla Bruni.
Vi farò sapere come andrà.
Molta attesa, dunque, per l'evento, che si snoderà in altri due appuntamenti: lunedì sera saremo ospiti di un'associazione studentesca siciliana, e martedì pomeriggio all'Istituto di Cultura Italiana a Marsiglia.
Tutti i dettagli e il programma completo qui (nota: la versione del programma è quella per gli addetti ai lavori. Ecco perchè sono indicati pranzi e cene che, ovviamente, non sono aperte al pubblico. Lo dico, anche se pare ovvio, perchè non vorrei trovarmi di fronte a orde di connazionali affamati, sventolanti il volantino stampato a getto d'inchiostro e reclamanti laute libagioni. Le laute libagioni ce le spazzoliamo io e Biondillo, chiaro? ;-))
Insomma, una tre giorni che si preannuncia molto divertente e una voglia di partire che lasciami stare.
Dell'evento si parla un po' ovunque, dal sito dei Wu Ming a Wikipedia (italiana e francese).
Se capitate da quelle parti, passate a trovarci.
Prima di chiudere, una segnalazione. Il prestigioso sito LIQUIDA ha scelto questo blog per la qualità (ma davero?) dei suoi contenuti, ha fatto un'intervista al sottoscritto e l'ha pubblicata qui. Colgo l'occasione per ringraziare tutto lo staff di Liquida per l'attenzione.
Ci si sente quando torno.
State bene.

mercoledì 25 febbraio 2009

Qualcosa che ho letto, che ho visto, che ho fatto e che farò

Siore e siori, perdonate la latitanza. Periodo come sempre tempestoso che però sembra volgere – finalmente – al sereno. SETTANTA è prossimo alle bozze e se tutto va come deve, sarà in libreria a fine maggio. Se non ci sono repentini cambi di rotta dovrei presentarlo in anteprima a OFFICINA ITALIA (non è ancora online il calendario dell'edizione 2009), a Milano.

Per il SALONE DEL LIBRO, invece, dovrebbe essere pronta un’altra chicca: ho partecipato, con il racconto TERRA DI NESSUNO, a un’antologia apocalittica curata da Alessandro Bertante che sarà sugli scaffali proprio a inizio maggio. Il titolo dell’antologia non è ancora certo ma ve lo comunicherò al più presto. L’editore è AGENZIA X.

A luglio CONFINE DI STATO dovrebbe uscire in edizione Mondadori. Un singolare one-shot nella prestigiosa collana SUPER SEGRETISSIMO. Annuncio la cosa con la lacrimuccia, dal momento che quella particolare collana ha sempre avuto un significato importante per la mia famiglia: il mio papà era un collezionista sfegatato di SEGRETISSIMO, SUPER SEGRETISSIMO e S.A.S. e mi ha lasciato in eredità casse e casse di quei volumi. Se fosse qui, vedendo il mio nome stampato sulla copertina del suo libro preferito, probabilmente si commuoverebbe. Spero che la notizia gli arrivi là dove sta ora.

Tra marzo e giugno parteciperò a tre eventi davvero speciali, che ho il piacere di segnalare fin d’ora.

Il 18 marzo, alle ore 17.30, sarò a Brescia (all'Auditorium della Camera di Commercio, in Via Einaudi 23) ospite della rassegna A QUALCUNO PIACE GIALLO. L’occasione sarà particolarmente festosa perché ci saranno un sacco di amici e colleghi che negli ultimi tempi ho incrociato di rado. Tanto per fare qualche nome: GIUSEPPE GENNA, KAI ZEN, PATRICK FOGLI, SERGIO ALTIERI.

A fine marzo, invece – e per la precisione il 30 e il 31 – prenderò parte a un convegno particolarmente interessante. La carovana del NEW ITALIAN EPIC approda in Francia – per la precisione a Marsiglia e Aix en Provence – grazie all’Istituto di Cultura Italiana, all’Università della Provenza ma soprattutto a quel geniaccio del professor Claudio Milanesi. A tenere banco in due eventi straordinari un vero e proprio parterre de roi: ALESSANDRO BERTANTE, GIANNI BIONDILLO, ANTONIO SCURATI, WU MING 1. In mezzo a questo popò di nomoni, anche il vostro scrittore over 100 preferito.

In giugno, infine – data ancora da definirsi – sarò a Cork, ospite dell’UCC, l’UNIVERSITY COLLEGE CORK nell’ambito del convegno Con(tra)vention: Crime and the Boundaries of Genre.

Fine delle comunicazioni di servizio.

Veniamo ora a quello che ho letto e visto in questo periodo.

Anobii mi ricorda che, dall’inizio dell’anno, ho già divorato otto libri. Dato impressionante, dal momento che di solito sono piuttosto lento nello sfogliare. Merito dell’infilata senza precedenti di titoli che mi è capitata tra le mani.

In particolare, sono particolarmente entusiasta della collana VERDENERO. Ne ho seguito, come molti appassionati del genere, l’evoluzione da quando ha aperto i battenti, ma fino ad ora non avevo avuto occasione di gustarmi che qualche pagina. Ho rimediato, bevendomi d’un fiato quattro titoli.

Quattro stupende sorprese:

CON LA FACCIA DI CERA di Girolamo De Michele è un libro veramente poderoso. Sullo sfondo di una Ferrara maltrattata dai veleni e dalle brutture del Palio, si muovono fantasmi di una delicatezza e di uno spessore davvero unici. La trama avvince e convince; la scrittura di Girolamo, come sempre, è di razza.

L’UOMO CANNONE, di Piero Colaprico, ha come protagonista l’ispettore Bagni, già noto ai lettori per la partecipazione all’opera che valse a Colaprico il prestigioso Premio Scerbanenco, LA TRILOGIA DELLA CITTÀ DI M. Il romanzo corre veloce, i personaggi sono ben costruiti e il doppiofondo è davvero inquietante: scorie nucleari abbandonate a se stesse, nel mar mediterraneo, da navi fantasma, con la complicità di governi conniventi.

Le stesse “navi dei veleni” sono le protagoniste di NAVI A PERDERE, uno dei romanzi più belli di Carlo Lucarelli: una torbida inchiesta redatta con la precisione e la professionalità delle puntate di Blu Notte e con lo stile unico del maestro del giallo.

BESTIE, di Sandrone Dazieri, il romanzo che ha inaugurato la collana, l’ho appena iniziato, ma promette davvero bene.

Tutti e quattro consigliatissimi.

Nel frattempo io continuo a riempire i buchi nella mia libreria (mia moglie mi ha appena regalato SEQUENZE DI MEMORIA di Macchiavelli) e credo che acquisterò in blocco l’intera collana di qui a poco.

Ultima lettura del momento (se escludiamo la rilettura de IL GIOVANE SBIRRO di Biondillo, testo davvero straordinario) è WUNDERKIND, di D’ANDREA G.L.

Wunderkind è un fantasy metropolitano con forti concessioni all’horror. È il genere di libro che, sulla carta, non dovrei filare di pezza, dati i miei gusti. E invece me lo sto davvero godendo.

Ho intenzione di scriverne diffusamente su Carmilla non appena l’avrò terminato.

In conclusione, un breve cenno audiovisivo.

Di mio non sono un grande fan delle produzioni del Sol Levante, specie quelle animate. Ma, complici un sacco di amici appassionati del genere, di quando in quando cedo e mi sparo qualche OAV. Da molto tempo, nella mia cricca, non si faceva altro che parlare di DEATH NOTE. Ho voluto togliermi lo sfizio e a malincuore devo dire che ne sono rimasto pesantemente deluso. Azione ridotta allo zero, protagonista cervellotico e saccente, antagonista buffonesco. Trame troppo preoccupate di spiegare tutto, nei minimi dettagli.

Insomma, non mi è piaciuto. Credo che dipenda dalla poca familiarità col genere, dato che la serie ha avuto un successo planetario. In ogni modo, mi sono bloccato a metà e non credo proseguirò.

Altra grande delusione THE SPIRIT, l’ultima fatica di Mastro Miller sulle storie di Eisner. Qui è proprio il caso di dire: talento sprecato. Estetica straordinaria per una storia che sa di poco, con dialoghi che rasentano l’assurdo. Per rigore storico sono andato a rispogliarmi Eisner e ho malauguratamente dedotto che la colpa non è sua. Considerando che scrisse quelle storie tra il 1940 e il 1952, mise in pagina un vero capolavoro. Che Miller ha dilaniato.

Mi spiace assai, perché sapete che ho una stima infinita nei confronti dell’autore di 300.

Chiudo con l’unica piacevole sorpresa di questo periodo. Si chiama HELLSING ed è una serie animata (giapponese) di ambientazione vampiresca. Molta violenza, molta volgarità, un sacco di nazisploitation. L’ideale per prepararsi al capolavoro di mr. Tarantino.

Signori miei, buona visione. E buona lettura.

sabato 22 novembre 2008

Sepulveda, il New Italian Epic e la cucina novarese

E' tipo una settimana che vorrei raccontarvi di quello che è successo lo scorso week-end ma il lavoro tiranno non mi permette di mettere in fila nemmeno quattro parole .
Per ora accontentatevi di un breve riassunto.
Seguiranno dettagli.

In breve:
Ho conosciuto Sepulveda (è un uomo meraviglioso), ho visto per la prima volta Cuneo (che è proprio una gran bella cittadina. Se aggiungi che a Cuneo, quando l'ho vista for the very first time, c'era pure il Big Show di Scurati, Genna, WM1 e 2, Lucarelli, Muratori e Gervasini... devi proprio lasciarmi stare!) e mi sono strafogato di polenta, fidighin e stufato d'asino con l'amico scrittore (e parrucchiere) Gianluca Mercadante.
Di più, al momento, non è dato comunicare.
Ma vi racconterò per filo e per segno, non temete...

giovedì 20 novembre 2008

Nuovo, epico e italiano: l'apocalisse formato NIE


Su Carmilla trovate un mio paper che indaga la questione dell'apocalisse nel New Italian Epic: qui.
E in pdf (senza immagini, ma con qualche link in più) qui.
Buona lettura.
E, mi raccomando, fatemi sapere che ne pensate.

venerdì 26 settembre 2008

Wu Ming 1 + New Italian Epic live in Milan: Sarassone was there (e ci mancherebbe pure...)

Periodo di trasfertismo duro e cruento, cari lettori: il vostro scrittore over 100 preferito finirà per ridursi uno straccio con tutti 'sti chilometri e tutta 'sta mondanità.
Martedì cenaccia di lavoro, ieri sera il big show del maestro bolognese e domani via che si parte per Treviso alla volta di Fumetti in TV, manifestazione di cui io e il prode Rudoni saremo ospiti per tutto il week end.
Ma veniamo a noi, e focalizziamo l'attenzione sulla splendida serata di ieri per il consueto resoconto cultural-mangereccio.
All'Informagiovani di via Dogana 2 (a due passi dal Duomo) WM1 a.k.a Roberto Bui presenta la versione 2.0 del memorandum sul New Italian Epic.
Appuntamento alle 18.30.
Alle 16.30 il sottoscritto è ancora in quel di Novara, alle prese con pargoli vocianti e sfiancati che chiedono a gran voce il magico trillo della campanella (a quanto ne so, gli alunni delle elementari sono gli unici veri fan della Gelmini e delle sue riforme contro il tempo pieno: passata l'ora di pranzo, sono tutti stremati dall'abbioco post-prandiale ed è praticamente impossibile svolgere qualunque attività didattica).
Un secondo dopo lo squillo rituale mi precipito alla vettura, mi scapicollo verso la stazione, agguanto con piratesca ferocia un parcheggio (lontanissimo, peraltro), corro al binario 4 e mi tuffo sul treno.
Nel frattempo, col fiatone e addosso una pletora di vestiti troppo pesanti per il clima torrido, faccio un colpo di telefono all'amico Luca Ottolenghi (giornalista di Rolling Stone, fido compagno delle trasferte milanesi) per ragguagliarlo sull'ora del mio arrivo nella capitale meneghina.
Luca ha l'aria mesta, trentotto di febbre e un principio di mononucleosi: marca visita, come si dice.
Non ci sarà, ma si raccomanda di registrare per filo e per segno ogni dettaglio, e di raccontargli tutto al più presto.
"Sarà fatto", prometto.
Sul treno ci sono quaranta gradi, perchè Trenitalia ha la splendida idea di accendere il riscaldamento su tutte le carrozze. Il colpo d'occhio sulla folla accalcata nel vagone è strabiliate: canottiere, magliette a mezza manica, qualcuno - me lo dice l'espressione del viso, affranta - se potesse si metterbbe a torso nudo.
Sembra di stare a Ostia.
Io, che di mio son freddoloso, rimango in camicia e leggo avidamente L'ESTATE DEL CANE NERO di Francesco Carofiglio. Libro molto bello ma permeato da una tristezza infinita. Consigliatissimo, ma con un'avvertenza: leggetelo solo se siete di cuon umore.
Il convoglio attracca a Centrale, aiuto una signora calabrese a scaricare i bagagli e mi fiondo nella metro.
Quattro fermate e sono sul posto.
Sono arrivato prestino, ma vedo già qualche amico.
Giuseppe Genna, elegantissimo (as usual) e malaticcio. Prende antibiotici da qualche giorno, ma ci tiene a dirmi che non è più contagioso.
Di mio lo bacerei (lo bacio sempre volentieri) ma siccome domani devo partire e proprio non posso ammalarmi, gli stringo la mano.
Si chiacchiera allegramente di libri e serie TV, finché al gruppo non si aggiunge Antonio Talia, stella nascente di UWS ed economista di razza.
"Antò, fa caldo... Beviamoci una birra!"
Antonio non rifiuta, anzi paga lui (gran signore).
Birretta in mezzo alla calca, m'informo se Roberto sia già arrivato ma Giuseppe dice di no.
Cioè, è già a Milano, ma ancora in stazione. Alessandro (Bertante) è andato a prenderlo.
Si vocifera che pure Biondillo sia in arrivo ma poi non verrà. Peccato.
Finalmente il Wu Ming si rivela e la folla lo acclama.
Folla, fatevelo dire, delle grandi occasioni. Informagiovani stracolmo in ogni ordine di capienza.
Si comincia, e devo dire che ascoltare Roberto è un vero piacere.
Racconta al pubblico il contenuto del memorandum e i corto circuiti che stanno alla base della sua concezione. Quando finisce di parlare, fioccano interventi sapidi.
Apre le danze Valter Binaghi (credo. Dico credo perchè io ero accomodato nel loggione, non ho visto in faccia chi ha fatto al prima domanda, ma la voce mi sembrava la sua), seguono Bertante, Altieri e parecchi altri.
Si chiacchiera a lungo, si dicono cose importanti.
Quando è tutto finito avvicino Alessandro e gli pongo una domanda teorica fondamentale: "Se magna?"
Ale annuisce, e dopo una sigarettina, il gruppone si muove verso un bicchiere e del cibo.
Gli 01.org (Eva e Franco Mattes) si manifestano all'improvviso.
Baci, abbracci, chiacchiere.
Prima dicono che non vengono a bere con noi, e nemmeno a cena. Perchè son stanchi e hanno voglia di andare a casa.
In realtà mentono, perchè dieci minuti dopo averli salutati ci richiamano e ci raggiungono.
Ah! Gli artisti...
In piazza Duomo, in cammino verso l'aperitivo, discuto di scuola con Igino Domanin. Intanto penso che sia davvero un genio e che mi spiace vederlo una volta ogni morte di papa.
Ci si accomoda nel gustoso dehor e si ordinano Negroni a mazzi (Roberto no perchè non beve). Siamo la metà di mille, ma ancora più numeroso è il gruppo di Scout (erano Scout?) che in due minuti imballa il locale e comincia a intonare canzoni popolari di un'altra epoca, tipo Parlami d'amore Mariù.
Giuro.
Io ingollo la mia bevanda saporita e chicchiero con Roberto del futuro delle produzioni wuminghiane. Mi dice un sacco di cose interessanti che però - mannaggia - non posso rivelare. Dunque ciccia, cari lettori. Sappiate solo che ci sarà parecchia roba in ballo per l'anno che viene , l'officina bolognese sta lavorando alacremente per voi.
Giuseppe e Valter Binaghi conversano profondamente di teologia.
Franco degli 01.org è rapito dalle melodie scuotistiche.
Roberto non mangia la pasta al ragù perchè è vegetariano e dunque ha una fame della Madonna.
Antonio Scurati (impeccabile come sempre) gli legge negli occhi il buco allo stomaco, si alza e invita il gruppone a schiodarsi.
A quel punto butto un occhio all'orologio e mi rendo conto che son le dieci. Il che vuol dire che non ce la farò mai a prendere il treno delle dieci e un quarto e essere a casa per mezzanotte.
Mi toccherà quello della mezza, e un numero limitatissimo di ore di sonno.
Ma chissenefrega, la serata è spaziale.
Mentre ci alziamo, Valter Binaghi racconta l'episodio dei polli di Re Nudo al Parco Lambro.
Lui c'era. E ne ha scritto, credo.
Io gli dico che gliel'ho appena fregato per metterlo in SETTANTA.
Lui sorride, poi mi rifila un cazzottone sulla spalla.
Poi ride ancora. Mi ha già perdonato.
Fiuuu... meno male. Un altra botta del genere mi avrebbe compromesso la clavicola.
Altri due passi e finalmente a cena, in un posto lì vicino dove servono un risotto che levati.
Io, Roberto e gli 01.org non possiamo resitere alla specialità della casa, Bertante è in cerca di una milanese, ma quando sbircia il menu s'indigna.
Qui la fanno coi pomodorini e la rucola. "E i pomodorini e la rucola sulla milanese sono da socialisti".
Si ride di gusto, la ordina con patate.
Durante la cena sono parecchi i discorsi pregnanti che vengono fuori. Discussioni letterarie di alto livello, ma chissà perchè non ne ricordo nemmeno uno...
Nella memoria restano fissi argomenti minori, che esulano dal paludamento del narratore o dalla mimesi linguistica; uno su tutti: i film softcore degli anni Settanta.
C'è chi si ricorda i cinema a luci rosse e chi le cose spinte le guardava su Telereporter, la sera alle undici.
Poi tocca a tutti fare un nome di donna, quello dell'attrice che ha in assoluto sconvolto di più gli ormoni di una generazione.
Vince la Fenech, una spanna sopra le concorrenti.
Pausa sigaretta, la cena volge al termine.
Nel freddo di Via Ragazzi del '99 scopro una verità scottante.
Quando esco sono già tutti schierati con la paglia accesa e com'è come non è viene fuori che, dopo ognuna di queste serate, tutti i partecipanti hanno l'abitudine di venire a leggersi il resoconto su queste pagine.
Mamma mia, penso. E che diranno?
Alla fine, la microcronaca piace a tutti, piace sempre.
Addirittura Alessandro insiste perchè metta nel pezzo la questione dei pomodorini socialisti.
Prometto.
Ogni promessa è debito.
Prima di farmi inghiottire dalla metro e dal Milano-Torino in perfetto orario, chiedo pegno a WM1: mi sono portato dietro NEW THING apposta.
Lui abbranca il pennarellone (residuato bellico della scuola dell'infanzia) e verga una sentenza esemplare:

A SIMONE, REPORTER DELLA MOVIDA LETTERARIA MENGHINA.

Se lo dice il maestro...
Io ringrazio, bacio abbraccio e due ore dopo sono sotto le coperte.
Nemmeno sei ore dopo, fresco come una rosa, già al lavoro.
Ma ne è stravalsa la pena.

sabato 14 giugno 2008

Il Divo, UWS e il New Italian Epic: blog connections

Durante un giro in rete in caccia di New Italian Epic mi sono imbattuto in due post piuttosto acuti che ragionano (tra le altre cose) sui miei lavori più o meno recenti, sia in relazione al saggio di WM1 che al capolavoro di Sorrentino.
Li segnalo con grande piacere.
Qui le parole di BuoniPresagi.
Qui quelle di Nero.

Buona lettura.