Perdonate le smancerie. Sapete che non sono il tipo, ma questa volta credo che sia importante condividere con voi due momenti particolarmente toccanti, avvenuti negli ultimi giorni.
Dopotutto, in un blog, ci si fa gli affari di chi il blog lo manda avanti.
E stavolta sono affari sdolcinati.
La prima delle due emozioni di battistiana memoria (il titolo suggerisce, noi si segue a ruota) l'ho provata ieri sera in quel di Galliate.
Sarà stato il luogo (la presentazione di Confine si è tenuta nel Castello, sede della Biblioteca Comunale), sarà stato il calore della gente, saranno state le belle parole di Gianluca Mercadante, caro amico venuto apposta da quel di Vercelli per introdurmi...
Fatto sta che a fine serata ero pervaso da un senso di pace e soddisfazione (e probabilmente - non fosse per la zazzera ribelle sarei stato perfetto - avevo persino un aspetto vagamente buddhesco. Controllerò nelle foto che non ho ancora visionato).
Credo che tutti abbiano percepito la magia, quella particolare alchimia che a volte si crea e altre no.
Per farvi capire meglio, vi dirò che persino Sterling è uscito bene dalla serata. Una signora più sui sessanta che sui cinquanta ha acquistato il libro e prima di andarsene mi ha sussurato all'orecchio la pena (del tutto preventiva, immagino, non avendo ancora letto una riga) per il passato manicomiale del mio lercio protagonista.
Per farvela breve, a prefect night in Galliate.
E questa è la cosa più recente.
Alcuni giorni fa, però, me n'è capitata un'altra.
Una di quelle che la lacrimuccia a momenti ci scappa sul serio.
E ho avuto bisogno di un momento per interiorizzarla e poterne parlare con la consueta leggerezza.
Antefatto: quest'anno i miei bimbi della scuola dell'infanzia si "diplomano". Terminato il ciclo triennale, l'anno venturo frequenteranno la primaria (quella che ai miei tempi era la prima elementare).
Il fatto: per festeggiare l'evento c'è stata una mega festa in cui i bambini hanno cantato indossando cappelletti di carta realizzati a mano dal sottoscritto (42 bambini, un sacco di cappelletti...)
Al termine dell'evento, le famiglie dei bambini mi hanno regalato una stupenda stilografica d'altri tempi (qui il link alla ditta che produce questi oggetti straordinari) accompagnando il pacco dono con questo struggente bigliettino.
Ditemi voi se non è roba a rischio commozione.
Bom, dovevo dirvelo e ve l'ho detto.
Da domani si torna a parlare di morti ammazzati...;-)
giovedì 12 giugno 2008
lunedì 9 giugno 2008
Confine di Stato: mercoledì sera live in Galliate

Mercoledì 11 giugno 2008, ore 21.30, presso la Biblioteca del Comune di Galliate presenterò, a un anno e cinque giorni dalla sua uscita, ancora una volta il mio CONFINE DI STATO.
L'evento mi riempie di gioia non tanto per la vanagloria che una presentazione così tardiva si tira appresso, quanto per la possibilità di parlare del mio romanzo a due passi da casa mia in compagnia dell'amico giornalista Gianluca Mercadante. La formula sarà quella di un dopocena rilassato. Magari all'aperto, nello splendido giardino del Castello di Galliate (zanzare pemettendo, è ovvio...)
A fianco trovate il volantino dell'evento.
Vi attendiamo numerosi.
venerdì 6 giugno 2008
Gran bel Tipo...
Non so perchè ma oggi, in vena di nostalgie, ho ricordato con piacere due versioni di uno spot unico.
Da magone anche le facce dei protagonisti...
Più di quindici anni fa. Sembra ieri sera.
Enjoy...
Da magone anche le facce dei protagonisti...
Più di quindici anni fa. Sembra ieri sera.
Enjoy...
Metti una sera a cena con...
...un sacco di tipi in gamba. Esperienza strepitosa che vi voglio narrare per conservarne memoria.
Ma, prima dei nomi, i fatti.
Anzi, no. Prima di tutto, tempi e luoghi: Milano, Libreria feltrinelli di Piazza Piemonte, 4 giugno 2008, ore 18.30.
Già arrivare è stata un'impresa: fuga trafelato da scuola un minuto dopo il suono della campanella, parcheggio selvaggio in stazione a Novara, treno preso al lazo e biglietto obliterato a penna ("Chiedo venia, signor controllore...).
Sbarco in Centrale ancora in tenuta da lavoro (felpa col cappuccio, anfibi e jeans rigorosamente martoriati dai TurboColor dei bambini), mi scapicollo sul metrò fino a Wagner e là, davanti all'ingresso della Libreria, finalmente li vedo.
Jacopo De Michelis (il mio editore), Giuseppe Genna (il mio maestro), Alessandro Bertante (autore di Al diavul, il libro che sta per essere presentato, occasione della trasferta) e Sergio Altieri (la leggenda vivente). Manca solo Antonio Scurati (che non ha bisogno di presentazioni).
Arriverà un po' in ritardo, ma nessuno si lamenterà. L'atmosfera è rilassata e il parterre è da paura: in platea il gotha della letteratura milanese mentre sul palco si parla di NEW ITALIAN EPIC, della guerra civile spagnola e della generazione pre Sessantotto.
Io pendo dalle labbra dei relatori, Altieri si deve accorgere della cosa e da vero signore mi ficca in mano una Beck's gelata. Sorseggio, ringrazio, continuo a godermi la scena e le letture.
Si discute di roba forte: comizi di anarchici spagnoli, morti plateali di quasi cent'anni fa, eroismo.
Applausi, firme per l'autore e sigaretta per il sottoscritto.
Sigaretta anche per il mio amico Luca (giornalista di Rolling Stones) che dovrebbe essere il mio fidato compagno di trasferta (e cenaccia post-presentazione), ma che purtroppo non sta granchè bene e abbandona il gruppo (rimettiti presto, Luca!).
Dunque, e qui viene il meglio, io rimango coi quattro cavalieri dell'Apocalisse: Bertante, Scurati, Genna e Igino Domanin (autentica divintà pagana di cui mi professo adoratore laico) che si è materializzato nel frattempo. Che poi in realtà sono cinque perchè c'è anche Jacopo.
Scurati deve comprare le sigarette ma l'automatico si rifiuta di dargliele senza il codice fiscale (macchine moderne...), io e gli altri si inizia ad avvertire un certo languorino, per cui...
Che si fa che non si fa? Andiamo a cena.
Loro cinque in giacca o in completo, io... va be', lasciamo perdere...
Il ristorante è di quelli fichi e a cena mi spazzolo degli scialatielli con la salsiccia che levati.
Grappe e birre in abbondanza, la conversazione si scalda e raggiunge vette elevate: si parla (benissimo) del DIVO e di GOMORRA, si discute di Kafka e Borroughs e se la letteratura debba o possa esorbitare l'umano.
Ah, sì. com'è come non è, la paratassi è spesso sulla bocca di tutti.
Io ascolto e sto da Dio, anche se a essere sinceri ogni tanto qualche concetto mi sfugge e ho letto la metà dei libri di cui si discute.
Fine serata di fronte al metrò: io e Jacopo voliamo verso Centrale, Giuseppe dice che va a dormire, gli altri - forse - vanno a berne ancora uno.
Ultima Coca nel fast food di Ronald di fronte alla stazione e via, sul treno che riporta a casuccia.
A letto alle due e sveglia all'alba la mattina dopo.
Ma cacchio se ne è valsa la pena!
Ma, prima dei nomi, i fatti.
Anzi, no. Prima di tutto, tempi e luoghi: Milano, Libreria feltrinelli di Piazza Piemonte, 4 giugno 2008, ore 18.30.
Già arrivare è stata un'impresa: fuga trafelato da scuola un minuto dopo il suono della campanella, parcheggio selvaggio in stazione a Novara, treno preso al lazo e biglietto obliterato a penna ("Chiedo venia, signor controllore...).
Sbarco in Centrale ancora in tenuta da lavoro (felpa col cappuccio, anfibi e jeans rigorosamente martoriati dai TurboColor dei bambini), mi scapicollo sul metrò fino a Wagner e là, davanti all'ingresso della Libreria, finalmente li vedo.
Jacopo De Michelis (il mio editore), Giuseppe Genna (il mio maestro), Alessandro Bertante (autore di Al diavul, il libro che sta per essere presentato, occasione della trasferta) e Sergio Altieri (la leggenda vivente). Manca solo Antonio Scurati (che non ha bisogno di presentazioni).
Arriverà un po' in ritardo, ma nessuno si lamenterà. L'atmosfera è rilassata e il parterre è da paura: in platea il gotha della letteratura milanese mentre sul palco si parla di NEW ITALIAN EPIC, della guerra civile spagnola e della generazione pre Sessantotto.
Io pendo dalle labbra dei relatori, Altieri si deve accorgere della cosa e da vero signore mi ficca in mano una Beck's gelata. Sorseggio, ringrazio, continuo a godermi la scena e le letture.
Si discute di roba forte: comizi di anarchici spagnoli, morti plateali di quasi cent'anni fa, eroismo.
Applausi, firme per l'autore e sigaretta per il sottoscritto.
Sigaretta anche per il mio amico Luca (giornalista di Rolling Stones) che dovrebbe essere il mio fidato compagno di trasferta (e cenaccia post-presentazione), ma che purtroppo non sta granchè bene e abbandona il gruppo (rimettiti presto, Luca!).
Dunque, e qui viene il meglio, io rimango coi quattro cavalieri dell'Apocalisse: Bertante, Scurati, Genna e Igino Domanin (autentica divintà pagana di cui mi professo adoratore laico) che si è materializzato nel frattempo. Che poi in realtà sono cinque perchè c'è anche Jacopo.
Scurati deve comprare le sigarette ma l'automatico si rifiuta di dargliele senza il codice fiscale (macchine moderne...), io e gli altri si inizia ad avvertire un certo languorino, per cui...
Che si fa che non si fa? Andiamo a cena.
Loro cinque in giacca o in completo, io... va be', lasciamo perdere...
Il ristorante è di quelli fichi e a cena mi spazzolo degli scialatielli con la salsiccia che levati.
Grappe e birre in abbondanza, la conversazione si scalda e raggiunge vette elevate: si parla (benissimo) del DIVO e di GOMORRA, si discute di Kafka e Borroughs e se la letteratura debba o possa esorbitare l'umano.
Ah, sì. com'è come non è, la paratassi è spesso sulla bocca di tutti.
Io ascolto e sto da Dio, anche se a essere sinceri ogni tanto qualche concetto mi sfugge e ho letto la metà dei libri di cui si discute.
Fine serata di fronte al metrò: io e Jacopo voliamo verso Centrale, Giuseppe dice che va a dormire, gli altri - forse - vanno a berne ancora uno.
Ultima Coca nel fast food di Ronald di fronte alla stazione e via, sul treno che riporta a casuccia.
A letto alle due e sveglia all'alba la mattina dopo.
Ma cacchio se ne è valsa la pena!
lunedì 2 giugno 2008
La versione Variant di FIRE IN THE HOLE

Signore e signori,
in questo bel giorno di festa arriva finalmente la versione variant del secondo volume di UWS, FIRE IN THE HOLE. Lo splendido disegno di copertina è opera di Emanuele Boccanfuso.
Se volete conoscere ogni dettaglio delle realizzazione dell'artwork, non avete che da correre a sbirciare la sezione SECRET FILES: Daniele vi svelerà ogni segreto.
Se invece volete aggiudicarvi la vostra copia (che in appendice al fumetto contiene la sceneggiatura originale), non avete che da cliccare il nuovo bannerone sotto l'header oppure puntare i vostri browser qui.
domenica 1 giugno 2008
Cercasi DIVO per UWS: un concorso senza premi
L'idea è venuta fuori per caso, ma mi pare davvero una gran bella idea.
Nella continuity di UWS siamo stati attenti a parecchi aspetti della politica italiana e li abbiamo proiettati nel futuro. Come amiamo spesso ripetere io e Daniele, con la scena iniziale del Premier e del Vice barbaramente assassinati da Sterling, probabilmente abbiamo anche portato sfiga a Veltroni lo scorso aprile.
Ad ogni modo, come ha giustamente sottolineato Mario Uccella, lettore di vecchio corso di queste pagine, nessuno si è preoccupato di immaginare che fine farà il Divo nel mondo di UWS.
Stiamo parlando di quel senatore a vita, quello con la gobba e gli occhiali, quello processato (e prescritto) per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma sì, avete capito benissimo: quello che nei miei romanzi chiamo L'OMINO.
Bene, la storia dell'OMINO nel mondo post-golpe di UWS aspetta di essere scritta.
Chiunque volesse cimentarsi nell'impresa è il benvenuto.
Chi desiderasse ricevere più informazioni riguardo allo strepitoso mondo di UNITED WE STAND, non ha che da cliccare qui o procurarsi i primi due volumi della graphic-net-novel (qui).
Inviate i vostri lavori a info@unitedwestand.it
Vi leggeremo e, tra le opere arrivate, eleggeremo il vincitore, che vedrà il proprio racconto pubblicato sulle pagine di UWS.
Non ci sono limiti di battute: scrivete quanto vi pare.
Attendiamo con trepidazione i vostri contributi.
Nella continuity di UWS siamo stati attenti a parecchi aspetti della politica italiana e li abbiamo proiettati nel futuro. Come amiamo spesso ripetere io e Daniele, con la scena iniziale del Premier e del Vice barbaramente assassinati da Sterling, probabilmente abbiamo anche portato sfiga a Veltroni lo scorso aprile.
Ad ogni modo, come ha giustamente sottolineato Mario Uccella, lettore di vecchio corso di queste pagine, nessuno si è preoccupato di immaginare che fine farà il Divo nel mondo di UWS.
Stiamo parlando di quel senatore a vita, quello con la gobba e gli occhiali, quello processato (e prescritto) per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma sì, avete capito benissimo: quello che nei miei romanzi chiamo L'OMINO.
Bene, la storia dell'OMINO nel mondo post-golpe di UWS aspetta di essere scritta.
Chiunque volesse cimentarsi nell'impresa è il benvenuto.
Chi desiderasse ricevere più informazioni riguardo allo strepitoso mondo di UNITED WE STAND, non ha che da cliccare qui o procurarsi i primi due volumi della graphic-net-novel (qui).
Inviate i vostri lavori a info@unitedwestand.it
Vi leggeremo e, tra le opere arrivate, eleggeremo il vincitore, che vedrà il proprio racconto pubblicato sulle pagine di UWS.
Non ci sono limiti di battute: scrivete quanto vi pare.
Attendiamo con trepidazione i vostri contributi.
venerdì 30 maggio 2008
IL DIVO: somethnig you must see...

Andate a vedere questo film.
L'ho già visto tre volte e lo rivedrei ancora.
E' un film necessario.
Prima o dopo la visione, leggete qui.
Poi ne parliamo per bene.
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