DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

sabato 11 agosto 2007

Ordinate questo libro: lo vendono per poco (anzi, lo regalano...)


Quella che sto per proporvi è un'offerta irresistibile.
Almeno per un italiano.
E io che, come diceva quel signore milanese che ci manca tanto, per fortuna o purtroppo lo sono, non ho resistito.
Sarà che noi dello Stivale, a non pagare si gode proprio.
E guardate che vi ho trovato qui.
Su questo sito dei bravi ragazzi (credo toscani) si sono rimboccati le maniche e hanno riscritto Pinocchio. Il tizio in sega elettrica e puntale d'asino in copertina ha poco a che spartire col burattinello collodiano, è questo fa già ben sperare sul volume.
Se lo si sfoglia, poi, ci si accorge che è scritto bene, è frizzante, reinterpreta il mito con ironia e cattiveria.
Ma fin qui sono capaci tutti (più o meno).
La vera idea è che il libro è gratis.
Sì, bravo, direte voi. I Wu Ming lo fanno da trent'anni e tu ti presenti qui adesso con la tua faccia hot water discoverin' style.
Non mi sono spiegato: non si tratta di scaricare un file e stamparselo comodamente a casa propria.
Se richiedete il libro all'indirizzo strelnik@gmail.com il precisando le ragioni per cui lo volete (basta un semplice: per leggerlo, no?), il curatore dell'opera imbusta una copia del libro e ve la manda in posta prioritaria.
Spese di spedizione a carico vostro (e ci mancherebbe pure).
Semplicemente geniale.
Io la mia copia l'ho richiesta.
Datevi una mossa, che ce ne sono solo duecento.

giovedì 9 agosto 2007

Irene Grandi e il post-berlusconismo


Non che questo blog abbia volontà di diventare un simil wittgenstein bruttarello in cui una notizia su due si parla di musica e politica (insieme).
Però questa ve la dovevo proprio dire.
A pranzo ho discusso, con una persona di cui non farò il nome per l’estremo rispetto che nutro nei suoi confronti, dell’articolo di Sofri su Bruci la città di Irene Grandi.
Sofri la magnifica come il pezzo dell’estate. A me personalmente non dice niente.
Dice poco anche al mio interlocutore. Ma non è questo il punto.
Il punto è che se ne esce con una frase del tipo: “Comunque Irene Grandi non mi piace perché bruci la città/crolli il grattacielo vuol dire “Fanculo tutti, c’è spazio solo per noi due”. E questa è una visione della vita tipicamente berlusconiana: viva la felicità del singolo, dimentichiamoci delle persone, chiudiamoci in casa al calduccio e cerchiamo di essere felici per conto nostro. E invece Veltroni (ancora lui, poverino) nella lettera programmatica ai quotidiani ha detto che la felicità del singolo non può prescindere dalla felicità di tutti.
Quindi Irene Grandi è fascista e io non l’ascolto più.
Ecco.”

Ecco…
Povera Irene e povero Walter (sempre in mezzo).
E, mi consenta, povera Italia…

mercoledì 8 agosto 2007

Luca Sofri, i Finley e il Partito Democratico

Alle prossime elezioni voterò Partito Democratico. E il 14 di ottobre andrò alle primarie per scegliere il segretario.

Veltroni o Letta, non ho ancora deciso. E siccome non ho ancora deciso, da un po’ giro per assembramenti democratici, ove fondatori di mille colori si danno convegno.

Ieri sera io e la mia mogliettina siamo andati alla Festa dell’Unità di un paese dei dintorni.

Ci siamo sbafati un ottimo stinco e una birrona per un prezzo ridicolo, e sul più bello del caffè, proprio mentre alla radio i Finley urlavano Soffro di dipendenza / da una strana sostanza.... / io non posso star senza...
LA MIA DOSE DI ADRENALINA
(ché Bandiera Rossa non va più di moda nemmeno alla Festa dell’Unità), il presidente del circolin
o ha richiamato gli “interessati – e spero siano molti! –” in un bunker sotterraneo per la Riunione Propagandistica del Partito.

Gli interessati, per inciso, non erano molti. Una trentina.

E l’età media si aggirava più sui sessanta che sui cinquanta (perché c’eravamo anche noi “giovani”: una mezza dozzina di trentenni e un ragazzino del liceo).

Gli interventi sono stati tre. E si è parlato delle stesse cose che ho sentito in bocca a Veltroni a Torino:

- NO alla legge elettorale attuale. Che è una porcata.

- SI alle pari opportunità: 50% di presenza femminile nelle liste locali per le primarie.

- Le infrastrutture ecocompatibili, che ce n’è tanto bisogno.

- Il voto (alle primarie ma non solo) anche per i sedicenni.

Sul subito, avrei già avuto il mio bel da ridire.

Ad esempio: se la legge elettorale attuale fa così schifo (d’accordo, l’ha voluta il centro destra e grazie a ‘sta benedetta legge se le pure pijata ‘n saccoccia alle ultime elezioni), forse non era il caso di riproporla alle nostre primarie. E invece il 14 ottobre ci saranno 6 liste con 6 candidati piovuti dal cielo. Assolutamente non decisi a base popolare. E passi.

E passi pure che il 50% delle donne in lista è una gran cosa. Fico davvero. Però, guarda caso, su 6 candidati per la segreteria c’è una sola donna: la Bindi (e non dico altro).

Viva le infrastrutture ecocompatibili, ma a me basterebbe sapere quando finiranno i lavori sulla A4, che se mi sbaglio ad andare a Milano una sera, non posso tornare in autostrada perché duecento operai in notturna la stanno sventrando.

Evviva pure il voto ai sedicenni. Che però sospetto preferirebbero andare al concerto dei Finley domenica 14 ottobre, piuttosto che essere trascinati alla ex sede del PCI con mamma e papà.

Ma su questo ci torniamo, don’t worry.

Come ho detto, sono tante le cose su cui mi piacerebbe dire la mia. Ma sono venuto per ascoltare e ascolto. In silenzio. Qualcuno degli energici ragazzi del ’34 in platea, però, non è dello stesso avviso.

Se ne alza uno gridando ai tre sul palco: “DEH! VOLETE FARE IL PARTITO DEL FUTURO COI DE MITA E I DE MICHELIS???!!!!”

E un altro si accoda dicendo che “I Cattolici sono integralisti peggio dei musulmani! Ché lo Stato è LAICO e non si può fare il partito coi baciapile!”

E l’ultimo – il vero campione del mondo – ricorda che una formazione popolare così vasta non può avere futuro, “perché è dal 1921 a Livorno che comunisti e socialisti sono divisi. E adesso vogliamo tirar dentro anche i democristi e fare il pastone e alora…”

Panico. Sudore freddo.

E non sul volto dei tre in cattedra.

Sul mio.

A parte aver realizzato che da queste parti il nascente PD non farà gran fortuna. E che gli altri (Rifondazione e quel signore basso basso con pochi capelli) si riempiranno le tasche di voti a spese nostre.

A parte tutto ciò, non è questo il punto.

Il punto è che sembra di stare ancora nel ’68.

Di scene così, di assemblee proletarie, ne sto descrivendo a bizzeffe in Settanta.

Il punto è che quelle scene sono ambientate nel ’76, nel ’77.

Non trent’anni dopo, mannaggia.

A fine serata io e mia moglie finiamo a scambiar due parole con una ragazza dell’ambiente.

La ragazza è in giunta (o in consiglio comunale, non ricordo) e dopo due ore di discussione su intrighi e maneggi delle cose di casa nostra, su candidature spinte per tornaconti personali, sulle stesse cose di sempre, me ne vado a casa con tanto amaro in bocca.

E penso: ma che cazzo? È davvero questo l’unico modo di far politica nel XXI secolo?

Grazie a Dio, mi rispondo quasi subito di no.

E questo succede perché penso a Luca Sofri.

Luca Sofri è figlio di Adriano. Sì, di quell’Adriano Sofri.

Luca Sofri appoggia la costruzione del Partito Democratico. Ha fondato il comitato dei Mille.

Ha coinvolto un sacco di persone. Ha detto la sua.

Ha detto come vorrebbe il PD. Ha parlato di costruzione dal basso. Quella vera.

E come lo ha fatto?

Per radio, in tv?

Neanche per sogno. Lo ha fatto parlando dal suo blog.

Lo ha fatto attraverso WITTGENSTEIN.IT. Un’isola sperduta nella rete. Dove ci va chi ne ha voglia e ci torna solo per sentire la voce di Luca.

Che a volte ci azzecca, a volte no. Che è sempre onesta e l’amaro in bocca non te lo lascia mai.

Sofri aveva tante opzioni: non fare politica, farla male, farsi schiacciare dall’ombra del padre.

Ma il coraggio e il cervello hanno fatto sì che si mettesse in gioco per la migliore delle cause possibili.

Il futuro della sinistra, signori e signore, passa dal PD. Mettetevelo in testa.

Il comunismo è morto e sepolto e pure la DC si è squagliata senza più rossi a cui dare la caccia.

Se vi va, possiamo continuare a scannarci come nei film di don Camillo, oppure rimboccarci le maniche e tentare di costruire un Paese nuovo.

Luca su questo sogno ci ha messo la faccia.

E l’ha messa nel posto giusto: in rete, non in tv.

La gente a cui quella faccia piace si è fatta sotto. Si è posta le domande che Luca e i Mille, per primi, si sono posti.

Alcuni sono rimasti, altri no.

Questa è democrazia. Questo è fare politica nel XXI secolo.

I bunker asfittici coi veterocomunisti contro gli ex ciellini lasciamoli ai romanzetti storici come quelli del sottoscritto.

Perché, come dice Sofri, qui o si fa l’Italia o si vivacchia…

Chiudo con un’ultima considerazione sui sedicenni.

Ce l’avete presente un concerto dei Finley? Andate a vederne uno, per cortesia.

Fatevi travolgere da duemila ragazzine brufolose e che si strappano le corde vocali urlando DIVENTERAI UNA STAAAAR! UNA CELEBRIIITAAAAAA’!

E chiedetevi due cose:

1) A queste anime candide fregherà qualcosa di pensioni, D.I.C.O. e cuneo fiscale (Intendiamoci: ben venga che non gliene importi ancora nulla…)?

2) Siete sicuri di volere che il LORO voto influisca sul futuro del NOSTRO paese?

Spero non me ne vogliano Pedro, Ka, Ste e Dani: il loro disco, alla fine, l’ho pure comprato.

lunedì 6 agosto 2007

Il caldo dà alla testa: Beirut, la Palestina e il mare d'agosto...


Da queste parti fa parecchio caldo.
E parecchio vuol dire TRENTADUE PUNTO CINQUE. All'ombra.
Dunque se il post risulta un po' delirante, perdonatemi.
Ho voglia di andare al mare. Ma proprio a far niente, a starmene in spiaggia sotto l'ombrellone col libro dei KAI ZEN (mi sto violentando per centellinarlo. Deve durare almeno mezza vacanza greca).
E invece manca ancora qualche giorno (dieci), sono blindato in casa a scrivere e ho una montagna di lavoro.
Da dove sono seduto ora, scorgo una enorme catasta di penne. Papermate, per l'esattezza. Duecentoquaranta circa. E domani partiranno per il Perù.
Duecento bambini (si sa che le penne a sfera sono quel che sono, una su tot non funziona) da mercoledì potranno scrivere. Con quelle penne.
Dunque, ricapitolando, io borghesuccio sovrappeso me ne sto seduto nel mio bello studiolo (senza aria condizionata) a scrivere e sudare. E penso ai bimbi del Perù e alle penne che gli manderemo.
Intanto in Perù non ci vado. E sogno il mare "da ricchi".
E continuo a scrivere. Ma di che?
Di Palestina. E di Beirut 1983. E di bambini. Che non se la passavano tanto bene neppure loro.
Poi arriva una mail. E' un messaggio da Anobii che mi dice che qualcuno vuole parlarmi. Quel qualcuno è un ragazzo simpatico che ha un blog. In quel blog c'è un link al sito dei Giovani Comunisti. E su quel sito che ti becco?
Una proposta per i campi di lavoro in Palestina. Campi estivi, quelli in cui si va a giocare coi bambini e si cerca di tirargli su il morale, che avete capito?
Campi gestiti da arabi e israeliani insieme.
Ancora bambini. Senza un soldo. Che saprebbero che farci con quel mucchio di penne che ho qui davanti.
Insomma, io me ne sto qua a scrivere di Palestina (è un capitolo di J.A.S.T., nel caso ve lo steste chiedendo) a trenta e passa gradi. A cercare di immaginarmi la sabbia, il rumore dei carrormati, il vento caldo che trapassa i vestiti. La fame e le bombe.
Ma in Palestina non ci vado. E nemmeno in Perù.
Ci mando delle penne a sfera, al massimo.
In Grecia me ne vado. A "rilassarmi". A magnare, leggere e prendere il sole.
A volte sono convinto che la letteratura e l'arte possano fare tanto per parlare alle persone.
Altre volte, come adesso, mi chiedo se non farei meglio ad alzare il culo e rimboccarmi le maniche.
Ok, fine del piagnisteo.
Torno al "duro" lavoro.

domenica 5 agosto 2007

Google Analytics, i Servizi e la canicola


Google Analytics è uno strumento strepitoso.
E inquietante.
Tra le altre funzionalità, c'è quella che ti permette di sapere che tipo di connessione ha utilizzato il visitatore del tuo sito. E addirittura che provider.
Se casomai un'azienda ha una rete interna e server propri, all'attento Google non sfugge. E ti dice persino il nome della rete aziendale. Ad esempio so che dall'Università di Pisa e di Vercelli qualcuno è venuto a farmi visita.
E pure dalla PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI e dal MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.
Ammazza ho pensato, come l'ho scoperto. Poi sono stato investito da una secchiata d'acqua gelata: timore primordiale, paure antiche. ODDIO! SILVIO MI SPIA E STA PROGETTANDO DI FARMI ELIMINARE DAI SERVIZI SEGRETI!
Poi ho respirato. Ho fatto mente locale: niente più Silvio da più di un anno.
Ora c'è Romano al timone.
Il cuore s'è scaldato e me lo sono immaginato placido insieme a Massimo, a guardare il mio blog con tenerezza: "Mo' guarda Massimo! C'è anche il bottoncino del Kilombo! L'aggregatore dei blog di tutte le sinistre..."
Per la seconda volta mi sono risvegliato. E la verità era lampante: alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ci lavora un sacco di gente. Mica solo mr.P.
Tra quelle persone ce ne sarà una che s'è fatta un bel giretto in rete a spese del Paese. Ed è capitata da queste parti.
D'altronde è sempre agosto: Romano, fa caldo...

sabato 4 agosto 2007

Prima di andare via, un regalo: Turkemar in copyleft


Prima di tirare giù la serranda, un regalo per le vacanze.
Turkemar, il mio romanzucolo su Fred Buscaglione, è da tempo disponibile in COPYLEFT (con una licenza simile a quella Creative Commons: copiate pure e diffondete, ma citate la fonte), ma magari nessuno se n'è accorto.
Beh, se volete portarvi in vacanza una cosuccia leggera (nel senso che sono appena cento pagine e qualcosa), è l'ideale.
A proposito di Turkemar, in questi giorni si sta parlando con l'editore di un adattamento cinematografico, ma niente è definito (voci, voci, ancora nessun pezzo di carta...).
Personalmente me lo sono sempre immaginato con Fiorello (Rosario o Beppe, poco importa) protagonista nella parte di Buscaglione.
Ma si sa che le mie idee sugli interpreti dei miei personaggi non sono mai viste con entusiasmo dai produttori (mi piacerebbe Christian De Sica nella parte di Sterling... Esatto, De Sica. E smettetela di ridere. Sarebbe fichissimo) e dai miei lettori in genere.
Ad ogni modo, quale che sia la sua sorte en pantalla grande, il libro è qui.
Leggete e, se vi va, fatemi sapere, ok?
Buone vacanze.

Ah! Un'ultima cosa: il libro da oggi è scaricabile gratuitamente anche nella neonata sezione CONTENUTI SPECIALI di Turkemar

Mani avanti: Settanta e qualche post in meno. Vacanza?


Cari amici, cari lettori occasionali,
da oggi è molto probabile che il numero di post su questo blog diminuisca.
Vuoi che è agosto, vuoi che tra qualche giorno, tutta la sacra famiglia (gatto escluso: per Puffetta, vacanze in città) se ne volerà una settimana in Grecia, vuoi che c'è la scaletta di Settanta da stravolgere e ritoccare, vuoi che anche voi (bene o male) andrete a godervi della sana villeggiatura senza internet appresso.
A settembre si ripartirà a ritmo sostenuto, le Officine sbufferanno fumo e parole, vi terrò informati su come procedono i lavori e magari ci sarà anche un restyling del blog (ci sto lavorando con delle persone competenti. Rimarrete sorpresi!)
Per ora, quindi, buone ferie (a chi le fa) o buon quel che vi pare in città (avviso per chi non parte: Le Trottoir, a Milano, è aperto tutto agosto, quindici compreso. Per chi ama folleggiare...).
Da questo momento (più o meno, poi magari il posticino ci scappa lo stesso...), silenzio radio.
Arrivederci a settembre.
Se proprio non potete fare a meno del sottoscritto e avete comunciazioni urgenti, la mail è sempre la stessa: simonesarasso@tiscali.it