DA DOVE VENGO IO - CENT'ANNI vol.1

lunedì 30 luglio 2007

Contenuti speciali: arriva il trailer a fumetti


Il trailer su Youtube l'avete visto tutti. E quello a fumetti?
Come sempre opera dello strepitoso Daniele Rudoni, è uno dei primi esperimenti di comunicazione ibrida in Confine. Come si noterà, nè io nè Daniele, all'epoca (due anni e qualcosa fa) avevamo le idee chiare sull'impostazione della pagina. Il piede stava ancora in due scarpe: non più fumetto, ma non ancora cinema.
Ad ogni modo, prova più che dignitosa con una splash degna del Romita dei tempi d'oro.
Il tutto qui e nell'apposita sezione CONTENUTI SPECIALI.
Que disfruten...

domenica 29 luglio 2007

Giorgio Boatti parla di Confine di Stato sul Manifesto


Chi si loda s'imbroda, l'ho già detto.
Ma cercate di capire...
E' successo ieri e a momenti me lo perdo. Colpa di una caldissima trasferta milanese da amici che non vedevo da una vita, condita da deliziosa sosta all'IKEA (in famiglia siamo in due. Tre col gatto. Che di solito non ha voce in capitolo sulle gitarelle del week end. IKEA al sabato pomeriggio: indovinate di chi è l'idea...:-)).
E alla fine, tra lampade KVART in tinta verde e prosciutti e meloni dalle parti di Viale Argonne, il giornale non l'ho comprato. Solo che su quel giornale, a pag.13, un signore parlava di Confine di Stato.
Che signori importanti parlino del mio libro è un piacere immenso, che ve lo dico a fare? (meno male che chi si loda...) Ma che ne abbia parlato questo signore è un onore.
Il signore in questione di nome fa Giorgio e di cognome Boatti. E senza troppo dilungarmi sulla sua strabiliante storia professionale (google l'hanno fatto apposta: inserite la chiave di ricerca. Rimarrete sbalorditi.) dico solo che è l'autore del libro più completo, puntuale, lucido ed esaustivo sui fatti di piazza Fontana. Il libro s'intitola Piazza Fontana. 12 dicembre 1969: il giorno dell'innocenza perduta e lo trovate qui.
Senza questo libro, non esisterebbe Confine di Stato. Senza questo libro non avrei mai capito cos'è stato GLADIO, chi fosse Giangiacomo Feltrinelli o che forze ci fossero in gioco a cavallo tra i Sessanta e i Settanta.
Il libro è stato a lungo maltrattato. Ha subito un lungo ostracismo ai tempi del processo sui fatti del 12 dicembre. E' uscito in una nuova edizione ampliata e attualmente ve lo potete aggiudicare a un prezzo a dir poco politico (data la grande campagna promozionale Einaudi di questi giorni).
Se vi è piaciuto Confine, datemi retta, compratelo.
E pure se Confine non vi è piaciuto. Se l'avete trovato troppo sopra le righe.
Compratelo e divoratelo (è un librone, ma scorre come un romanzo).
Quando l'avrete chiuso non avrete più la stessa idea del nostro (bel) Paese.
Parola.
Comunque l'articolo del Manifesto è qui.
E qui ce n'è un altro di Annarita Briganti per Napoli On The Road (così non faccio un altro post apposta - mi si perdoni l'imbroglio linguistico - per lodarmi e imbrodarmi, ok?)

Booktrailers su Panorama.it


Su Panorama.it Simona Santoni parla di booktrailers. Correlata al pezzo c'è pure una bella intervista a Jacopo De Michelis, editor in chief della narrativa Marsilio e vero pioniere in materia di marketing alternativo. Dei due articoli si parla anche nel sito del Gruppo di Lettura di GiuliaDuePuntoZero.
Trovate tutto qui.
Buona lettura.

sabato 28 luglio 2007

Vedi alle volte la Rete...

...cosa ti combina.
Allora, questa cosa è davvero particolare e va menzionata.
C'è una ragazza che si chiama Giulia e ha un sacco di amici. Insieme a questi amici ha creato un blog, che però non è solo un blog, ma qualcosa di più. E' uno spazio in cui raccontarsi i libri appena letti, recensirli, scambiarsi consigli.
Un gruppo di lettura, insomma.
La ragazza, per meglio catalogare quello che legge, usa Anobii, la libreria online.
In Anobii inserisce un romanzo che le ha appena portato a casa il suo ragazzo. Non esattamente un romanzo per signorine, ma Giulia dà una sbirciatina lo stesso.
E il romanzo alla fine le piace e alla fine se lo beve in due giorni.
Allora clicca su Anobii e si accorge che altri hanno lo stesso romanzo. Non molti, per carità, una decina. Tra questi dieci c'è pure il tipo che il romanzo l'ha scritto.
Giulia ha scritto una recensione del libro sul blog del gruppo di lettura, e il tipo, sempre tramite anobii, arriva al blog di Giulia e dei suoi amici e la ringrazia per la recensione.
Giulia allora fa un passo oltre: va sul blog del tipo (anche il tipo ha un blog), recupera la mail e gli chiede se gli può fare una specie di intervista per il gruppo di lettura.
Il tipo, ovviamente, dice sì.
E qui trovate il risultato di quello che Giulia e il tipo si sono detti.
Ecco quello che può succedere a stare un tot di ore davanti al monitor.
Può capitare di farsi degli amici.
Poi dicono che è un passatempo da autistici...:-)

Kai Zen: la strategia dell'Ariete


Mi ero ripromesso di non parlare di questo libro prima di averlo finito. Ma orami dovrei saperlo che le promesse che mi faccio (tipo quella di dimagrire dieci chili. ) son promesse da marinaio.
E dunque vi beccate quello che so (ancora poco, sono a p.100) sul libro, ma soprattutto il turbine di emozioni che mi ha investito quando ho iniziato a leggerlo.
Le recensione vera e propria arriverà quando l'avrò finito. E mi sa che di post su questo romanzo ne vedrete parecchi nell'immediato futuro.
Ma partiamo dal principio: chi sono gli autori?
L'ensamble narrativo Kai Zen è formato da quattro baldi giovani che rispondono ai nomi di Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani. Vivono spasi tra Milano, Bologna, Bolzano e Messina e scrivono insieme frequentandosi (forzosamente, date le distanze) solo in rete.
Di più non vorrei dirvi: trovate ogni cosa su di loro qui.
Qualche cosa, invece, voglio dirla sulla loro opera prima. Si intitola La strategia dell'Ariete ed è uscito per Mondadori alla fine di marzo. E' il primo libro di Mondadori in licenza Creative Commons ed è anche il romanzo d'esordio del collettivo.
Come ho raccontato a Guglielmo Pispisa
proprio ieri (al quale ho dovuto scrivere arrivato a pagina 64. Colto da un travolgente bisogno di fargli i complimenti), io compro durante l'anno all'incirca una trentina di romanzi. Alcuni appena escono (vedi l'Ariete), altri se e come capita quando mi sposto su e giù per lo stivale (compro molto negli autogrill, ultimamente).
Alcuni libri vengono divorati subito (vedi l'ultimo De Cataldo), altri aspettano in fila il momento giusto per essere letti.
Da vero italiano medio, leggo più'estate che d'inverno, e ogni estate mi capita di scoprire IL libro.
Quel libro che dopo cento pagine sai già che ti mancherà una volta che l'avrai chiuso. Quel libro che regalerai e consiglierai a parenti e amici. Quel libro che prima o poi rileggerai. Quel libro che ti rimarrà dentro. Negli anni passati questa sensazione l'ho provata per Q di Luther Blisset, per 54 di Wu Ming, per Noi saremo tutto di Evangelisti e per Non toccare la pelle del drago di Genna. Quest'anno mi è successo con il libro dei KAI ZEN.
La Strategia dell'Ariete è un'avventura corale, una racconto epico attraverso l'intera storia dell'umanità.
Un giovane tagliagole della Triade e un ricco nobile nazista si trovano ingarbugliati, a vent'anni di distanza, nella ricerca del misterioso Respiro di Seth, l'arma definitiva, custodita da millenni dalla temibile setta dell'Ariete.
Di più, nin zo. Per ora (sto a pagina 100, lo ribadisco) le cose stanno così. Ma indiscrezioni mi dicono che nuovi personaggi entreranno nel gioco e che la prospettiva temporale si dilaterà.
Tanto per farvi un esempio sulla commistione tra Storia e storie (tema a me carissimo): a un dato momento il cinesino della Shangai del 1920 ha a che fare con Mao-Tse-Tung in persona. Fichissimo...
Ma non è questo il punto.
Non c'entra quanto in là io mi sia spinto con la storia. C'entra l'aria che questi quattro ragazzi fanno respirare. C'entra il modo in cui riescono a tirarti dentro, a farti sentire parte del complotto cosmico.
Tempo fa scrissi un articolo sul Pendolo di Foucalt di Eco (il libro della mia vita, ci ho scritto persino la tesi di laurea) in cui sostenevo che esistano due tipi di lettori di questo romanzo. Quelli che si fanno rapire dai meccanismi di costruzione del Piano (e alla fine ne sono in qualche modo schiavi, e finiscono per credere che sia reale. O almeno palusibile) e quelli che si addormentano a pagina novanta e non riescono ad andare oltre.
Beh, signori, se fate parte della prima categoria, l'Ariete è il libro che fa per voi.
E vi dirò di più: quello che i ragazzi sono riusciti a fare è un passo oltre quello che fa Eco. Eco si limita a scherzare con le forze storiche in gioco nel Piano, gli Zen rendono il Grande Disegno reale, fluido, plausibile, eccitante come un film d'azione e maestoso come Ben Hur.
Non so se mi spiego.
E' decisamente uno dei libri che avrei voluto scrivere.
Ma, come ho confessato a Guglielmo, probabilmente non ne avrei avuto le forze. Nè la lucidità.
Per ovviare a questa insana invidia dell'opera (complesso molto diffuso tra noi scrittori in erba), su invito degli Zen medesimi, mi cimenterò, nelle settimane a venire, nella stesura di uno spin-off del romanzo. Un racconto tangenziale al grande disegno, un Sentiero di Seth.
Quello sui Sentieri di Seth è un progetto (in puro stile Kai Zen) che nasce sul sito del libro ed è volto a coinvolgere scrittori professionisti e non all'ampliamento dell'universo narrativo dell'Ariete. Si tratta di raccontare ciò che il libro
, per limiti di spazio, non può narrare: gli effetti devastanti del Respiro di Seth lungo la storia dell'umanità.
Per saperne di più, fatevi un giro da queste parti.
Gentili lettori, questo è quanto, almeno per il momento.
Vi terrò costantemente aggiornati, potete giurarci.
E adesso, per cortesia, alzate il sedere dalla sedia e filate in libreria ad aggiudicarvi la vostra copia dell'Ariete.

venerdì 27 luglio 2007

Silvia Del Vecchio scrive di "Confine" sul numero di luglio di InAltriTermini

Lo so che chi si loda s'imbroda ed è qualche giorno che non faccio altro che postare recensioni, complimenti, e quanto sei bravo, e basta! Direte voi...
Ma se non faccio almeno un post su questo pezzo, l'autrice si arrabbia.
Per cui...
Ecco il link.
Il tutto conglobato nella sezione RECENSIONI di CONFINE DI STATO.

La legge dei fessi, uno spin-off di Confine di Stato


Questo racconto non è nuovo. Come la maggiorparte dei contenuti speciali che sto mettendo online.
E magari l'avete già letto sulle pagine di Thriller Magazine, al quale l'avevamo dato in anteprima.
Ad ogni modo questa versione di sicuro non l'avete mai vista.
Questa è la original version del racconto, in cui viene citato anche il nome dell'Isola in cui si svolge questa storia. L'Isola è la stupenda Isola del Giglio.
E i fatti hanno a che vedere con ciò che vi successe nell'agosto del 1976, quando lo Stato italiano decise di mandare in esilio sull'Isola due tra i principali indiziati per i fatti di Piazza Fontana: Franco Freda e Giovanni Ventura.
In Confine questi due signori si chiamano Gelo e Leone. Così nel racconto.
La storia mi fa raccontata nel luglio del 2005 da uno dei testimoni oculari: il dr. Armando Schiaffino, medico condotto dell'isola, che all'epoca dei fatti era solo un promettente studente di medicina. Armando prese parte ai moti di quei giorni.
E ritagliò ogni articolo che parlasse di quello che stava succedendo.
Armando è la vera memoria storica di quel periodo, e colgo l'occasione per dirgli grazie. Grazie per avermi regalato quella storia che tutta Italia, nel '76, visse giorno per giorno col cuore in gola. E che (quasi) tutti, ormai, hanno scordato.
Ultima nota di costume, piuttosto divertente.
Verso la fine del racconto appare un paragrafo intitolato Stella o Giaguaro.
L'idea (che avranno colto in venticinque. Ecco il perchè di questa nota esplicativa) è di fare il verso a un libro dell'editrice Luni di quasi dieci anni fa (1999) intitolato Stella e giaguaro.
Il libro, scritto da Federico Italiano e Stefano Pellò, grazie alla magia nera dei remainders, è ancora in circolazione, e su ibs lo trovate anche ad un prezzo interessante (provare per credere).
Ma questo non è il punto.
E il punto non è nemmeno il contenuto del libro (una raccolta di liriche sudamericane scelte e tradotte dai due baldi giovani in questione).
Il punto è che Federico Italiano, per le ragazzine novaresi di dieci anni fa (ma fai pure quindici. tant'è che le ragazzine di allora, adesso hanno sì e no trent'anni...) tirava più di Johnny Depp (e gli assomigliava pure parecchio).
E le suddette ragazzine si presentavano a frotte fuori dalla sua scuola per rimirarlo.
Figuratevi quando uscì il suo libro che disastro di vendite che fece (a Novara, nel resto del mondo non credo sia andato fortissimo...).
Siccome tra le adoranti di un tempo c'era pure la mia dolce metà, il libro è finito nella nostra libreria.
Potete immaginare quanto la mia sensibilità di rozzo tarantiniano sia vicino alle delicate liriche sudamericane. Da anni io e mia moglie ci ridiamo su: io che la sfotto dicendo che se l'avesse scritto Ingnacio Vattelappesca, col cavolo che l'avrebbe comprato. Lei che ancora sostiene che il Johnny Depp della Bassa non c'entra nulla, e che il libro lo acquistò per la sua affinità rivoluzionaria allo straziato popolo del Latinoamerica.
Ridi oggi, ridi domani, lo sfottò l'ho (cripticamente) immortalato nero su bianco.
Fine dell'inciso.
Il racconto lo trovate qui e, ça va sans dire, nella sezione CONTENUTI SPECIALI.
Enjoy...

P.S. Hai visto mai che con questo post le vendite di Stella e giaguaro subiscano un'improvvisa impennata fuori tempo massimo...